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venerdì, Gennaio 23, 2026

    Nuove dipendenze: sacchetti di nicotina

    La nicotina è una sostanza che crea dipendenza, i fumatori lo sanno bene. In Italia la percentuale di fumatori è piuttosto alta, sembrerebbe che un italiano su quattro fumi. Nonostante le campagne informative, l’utilizzo di tabacco è molto diffuso anche tra i giovani. Si inizia molto presto, nell’età dell’adolescenza, tra i 15 e i 25 anni, ma la prima sigaretta per alcuni arriva ancora prima, probabilmente già ai tempi della scuola media. Ho una figlia che proprio quest’anno ha iniziato le medie. Mi racconta che l’argomento “fumare” entra nelle conversazioni con i coetanei. A quest’età ci si chiede se da grandi fumeranno oppure no, quasi fosse più la scelta di un modo di vivere, piuttosto che la certezza di una cosa che proprio non si dovrebbe fare. Gli scolari osservano, sorprendono alcuni professori fumare, sanno che certe maestre fumano. Molti ragazzi hanno le madri o i padri fumatori, e alcuni di questi genitori iniziano ad avere i primi problemi di salute, anche legati al fumo. Così, qualcuno, arrabbiato o spaventato, spergiura che non fumerà mai, ma altri ne sono attratti. Tra i compagni delle medie girano racconti sui coetanei che hanno provato, o che, se saltuariamente riescono ad entrare in possesso di una sigaretta, l’accendono. È evidente che le campagne informative non sono così efficaci…

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    Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, il fumo del tabacco è responsabile di decessi e malattie più di qualsiasi altro fattore ambientale.

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    Smettere non è facile, c’è chi dice che serva molta forza di volontà, chi sostiene che serva un aiuto medico, psicologico… ci sono persone che in un momento di transizione si orientano su prodotti differenti dalla classica sigaretta, ma il rischio è poi quello di diventare invece dipendenti dal nuovo prodotto.

    Oltre alle ormai conosciutissime sigarette elettroniche, ci sono altre modalità, come le gomme da masticare e le caramelle a base di nicotina, i cerotti…

    Una delle novità sono i sacchetti di nicotina che, apparentemente più innocui delle classiche sigarette, nascondono insidie e possono portare a dipendenze preoccupanti.

    Per chi non fosse ancora aggiornato, si tratta di piccoli sacchetti contenenti tabacco (che a sua volta contiene la nicotina).

    Vengono pubblicizzati sui social come facili da usare: basta inserire il sacchetto aromatizzato tra il labbro superiore e la gengiva e aspettare che la sostanza faccia effetto. Così rimangono le mani libere per fare altro, non è necessario allontanarsi per fumare, non lascia cattivi odori e per questo possono essere consumati anche comodamente seduti alla propria scrivania in ufficio.

    I sacchetti di nicotina sono nocivi perché possono provocare tumori del cavo orale, problemi cardiovascolari ed altissima dipendenza perché la nicotina viene rilasciata ad alte concentrazioni. La disassuefazione è complicata in quanto, a differenza della sigaretta, che viene consumata rapidamente e fa sì che la nicotina arrivi al cervello in pochi secondi, con il sacchetto (chiamato anche nicotine pouches) l’assorbimento richiede circa 20, 30 minuti ma garantisce di sentirne l’effetto in modo prolungato e costante.

    Questo prodotto è molto consumato nel nord Europa, dove è incredibilmente popolare e si può trovare ovunque: nei supermercati, ai distributori automatici, pure nelle università. In Svezia si stima che il 30% della popolazione maschile adulta faccia uso dello snus, termine utilizzato per i sacchetti di nicotina commercializzati in Svezia. Paradossalmente, forse per via dello snus, la Svezia è anche il paese con la percentuale più bassa di fumatori di sigaretta. Lo snus svedese è vietato in Italia. Ma purtroppo, le pressioni delle industrie del tabacco, che hanno fatto grossi investimenti, hanno ottenuto che i sacchetti di nicotina (non però quelli svedesi) iniziassero a girare in Italia. Erano stati lanciati sul mercato nel 2022, ma sono stati ritirati per i loro effetti dannosi. In seguito, nel 2023, messa a punto la normativa inerente al prodotto, sono stati commercializzati in modo continuativo.

    Le strategie di marketing sono rivolte ai giovani e stanno funzionando. Rendono i sacchetti di nicotina davvero allettanti: aromi fruttati per renderli più appetibili, confezioni colorate con moderni design, pubblicità con influencer che li fanno associare ad uno stile di vita desiderabile. I sacchetti di nicotina vengono pubblicizzati come una garanzia per aumentare la concentrazione senza necessità di prendersi una pausa, e come modo per smettere di fumare.

    Il prodotto inizia a circolare, sembra che l’8% dei ragazzi italiani tra i 14 e i 17 anni lo abbia sperimentato, mentre tra gli adulti non ha praticamente mercato.

    In un ipotetico futuro, si stima che un po’ alla volta le sigarette verranno sostituite da questi sacchetti di nicotina, per una dipendenza più “raffinata”, ma proprio per questo più difficile da riconoscere e affrontare. Lo scenario quindi non è molto incoraggiante.

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