
Daniele Accossato
“Demiurgo”, 2024,
Jesmonite, argilla
Nell’autunno appena trascorso si sono svolte a Torino importanti manifestazioni che ogni anno richiamano migliaia di appassionati sia di arte del passato sia contemporanea.
Tra gli eventi, 40 gallerie si sono riunite presso la sede della Società Promotrice delle Belle Arti per dare vita ad APART Fair (IX edizione), promossa dall’Associazione Piemontese Antiquari con ASCOM Confcommercio e FIMA – Federazione Italiana Mercanti d’Arte.
La memoria ripercorre le suggestive opere che abbiamo avuto la fortuna di ammirare: in teche ove l’allestimento evoca il sottobosco, viene esaltato il design raffinato e originale dei monili di Gallotta Gioielli; arredi d’ispirazione fitomorfa e vasi “Gallè” oppure “Daum Nancy” risplendono di complesse decorazioni e luminose cromie (Alessandro Macrì Liberty e Déco), circondati da dipinti di C. Maggi, G. Boldini e da volti scolpiti da L. Bistolfi (Novarino Fine Art), accanto a opere di F. Gonin, G.B. Carpanetto, G. Grosso e un pregevole olio su tela di Adolfo Feragutti Visconti (Galleria Novena di Marco Viale).
La Galleria Tesoriera presenta un’ampia scelta, dalle sculture di P. Gilardi all’aeropittura, a creazioni di M. Cascella, F. Menzio e Felice Casorati, mentre la Galleria Pirra alterna al dinamismo dei voli futuristi le delicate tonalità di H.M. Cahours, C. Galizzi e della contemporanea Luisa Albert.
Ars Antiqua – Milano – offre differenti opere di gusto orientalista e altresì “Il piccolo mercato” di Leandro Bassano (+1622); la Galleria Il Portico di Filippo Zuccarello – Pinerolo – espone inoltre una ricca, varia collezione: paesaggi campestri e fluviali firmati E. Reycend, L. Bistolfi, M. Calderini, L. Delleani, A. Pasini, C. Pittara, vedute montane di C. Maggi, oltre a “Il battesimo” (G.B. Quadrone), “A spasso con nonno” (G.Grosso) e infine una scena “familiare” scolpita da C. Biscarra.
Il gruppo “Fotografia alchemica” (nato da un’idea di Max Badolato e Roberto Lavini) allestisce un’area in cui il pubblico può scattare ritratti e quindi stamparli attraverso tecniche tradizionali che, in un mondo digitalizzato, permettono di mantenere viva la dimensione “fisica” della fotografia.
Della Galleria Fabio Di Ruggiero, varie sono le opere seicentesche e settecentesche di grande formato, mentre la Galleria Bertola abbraccia diverse epoche che partono dal Seicento e giungono alla modernità – F. Gonin, Giovanni Battista e Adriano Alloati, G.B. Carpanetto (studi, tra cui uno per il dipinto “Su ai Tornetti, Viù”), A. Lupo, Abacuc – e mostra un esemplare della “Carta Corografica degli Stati di Sua Maestà il Re di Sardegna” (Ingegner Stagnon, 1772).
La manifestazione Paratissima (XXI edizione, dal titolo “Kosmos”) invece si è svolta quest’anno presso il Real Collegio Carlo Alberto di Moncalieri e si è estesa al tessuto urbano grazie alla collaborazione di circa 40 attività commerciali e realtà associative che hanno trasformato luoghi della città e vetrine in sedi espositive e interventi artistici. Numerosi curatori hanno sviluppato sezioni tematiche e progetti speciali in cui 450 artisti si sono espressi ora con tecniche tradizionali ora attraverso nuove tecnologie; l’evento è stato finanche raccontato dall’affascinante critica d’arte virtuale Catherine Gipton, generata tramite l’intelligenza artificiale dall’artista Alessandro Scali.
Fra le opere che maggiormente hanno carpito la nostra attenzione, nell’ambito dello Share Festival (XIX edizione) i “Mockumentary dal 2050” realizzati dagli allievi dell’Accademia Albertina con l’ausilio dell’IA hanno proposto tecnologie fantascientifiche che potremmo incontrare tra alcuni anni; Gabriele Piana è invece autore del “Videosynthesizer”: un’entusiasmante consolle che permette al pubblico di modificare canali e ampiezze di input in modo da mixare su uno schermo immagini che prendono forma e mutano in tempo reale.
Laura Manetti traccia grandi linee e disegni su pareti, porte e rende tangibile il disagio che nasce al confine tra libertà e vincoli autoimposti, dilemma che trova espressione in un inquietante video.
Thaynà Oliveira porta un trittico (“Il richiamo”, “L’eco”, “La conferma”) eseguito con pasta materica e colori acrilici che descrive un percorso interiore di autoconsapevolezza e svelamento; l’autrice ha inoltre ideato la tecnica “Triakos”, un’elegante versione di mosaico contemporaneo dai sorprendenti effetti cromatici.
Dieci manifesti d’artista, concepiti per il progetto “Storie della Buona Notte” promosso da Club Silencio, mirano a sensibilizzare i giovani sui temi delle molestie di genere e del consenso nello spazio pubblico.
I dipinti su legno di Saturno Buttò uniscono sacralità, dolore ed erotismo, mentre Luca Tridente esplora la fragilità dell’esistenza umana attraverso figure minimali smarrite in essenziali atmosfere.
Shobarte compone visi “tattili” in stile naif assemblando ritagli ed elementi in pelle; “Lei” è invece una poesia incentrata sul legame tra due sorelle, scritta e illustrata da Cecilia Repetto.
Il muso d’animale rappresentato nell’opera “Dissolvenza” in fil di ferro e tessuto di Elena Chimenti compare solamente se osservato da una certa angolazione; d’altro canto Ludovico Graziano riesce a simboleggiare “San Sebastiano” per mezzo di una creazione enigmatica e coinvolgente, seppur ironica.
Immagini e sculture con corpo umano e testa d’anatra (Lai Junjie) invitano lo spettatore a riflettere sul rapporto tra identità e tecnologia; Akira Zakamoto (Luca Motolese) preferisce mettere in relazione robot e uomini dai sentimenti anestetizzati ma ulteriori autori sono affascinati dal mondo di cartoons e fumetti: Le Moschine (Paolo Deandrea), Giuseppe Bevilacqua e Manuel Binda non ignorano però la profondità della natura umana, oggetto di analisi pure per Petrus Jacobs e Mariangela Artese.
Mentre una sala accoglie tormentati angeli prigionieri (Daniele Accossato), una seconda stanza ospita l’installazione “Ri(significare) il male” di Carla Crosio e Margherita Levo Rosenbergh, una netta cesura tra l’oscurità di un magma mortifero adagiato al suolo e la levità di strutture aeree, vibranti di bagliori; uno spazio è riservato dunque agli scatti del cinquantennale Fotoclub della Famija Moncalereisa.
Tra i fotografi in mostra per la Liquida Winter Edition sono presenti infine Mattia Dagani Rìo, Miriam Kallas, Carlotta Roda, Chiara Roversi e Pietro Abbagnato.
Il viaggio compiuto attraverso la memoria, fra tradizione e innovazione, ci lascia quindi la meraviglia di una bellezza che continua a rinnovarsi.
Carla Crosio e Margherita Levo Rosenberg
“Ri(significare) il male”







