“Viaggiare è la mia droga preferita” , Michelle Rodriguez, attrice statunitense

A novembre, con Anja Wenger, sono ritornato in questa città che visitai oltre quaranta anni fa con Secondo Cravero ed Enrico Ansaldi.
Cape Town è una destinazione che incanta i visitatori con i suoi paesaggi mozzafiato, una storia affascinante e una ricca cultura locale.
Situata all’estremità meridionale del continente africano, questa città rappresenta un insieme delle diversità naturali e culturali del Sudafrica, offrendo un’esperienza indimenticabile a chiunque decida di visitarla.
Incastonata fra l’Atlantico e la maestosa Table Mountain, Città del Capo è una città che unisce la bellezza selvaggia del paesaggio alla complessità del suo passato. Dalle origini coloniali e dalla segregazione dell’apartheid, alla vivace multiculturalità che oggi caratterizza i quartieri come Bo-Kaap, ogni angolo della città racconta una storia di trasformazione.
Le sue spiagge attirano amanti del sole e del surf, mentre la Riserva Naturale di Cape Point offre panorami selvaggi e spettacolari.
A pochi chilometri dalla città, la regione vinicola del Capo è un paradiso per gli amanti del vino, con vigneti che si estendono tra dolci colline e antiche cantine coloniali.
Fondata nel 1652 come stazione di rifornimento per le navi olandesi, è stata testimone di secoli di colonizzazione e rinascita. Camminando per le strade del colorato quartiere di Bo-Kaap, si può scoprire la ricca eredità della comunità malese del Capo.
Città del Capo ha avuto origine grazie alla sua posizione lungo le rotte commerciali marittime, quando la Compagnia Olandese delle Indie Orientali fondò la città si trattava solo di un piccolo avamposto destinato al rifornimento delle navi dirette all’Estremo Oriente.
La comunità di marinai che vi si insediò rischiava di essere decimata dalla fame e dalle malattie, ma quel piccolo nucleo sarebbe presto cresciuto, portando conflitti e violenti scontri.
Victoria & Alfred Waterfront
Il cuore pulsante della vita turistica di Cape Town, questo vivace complesso lungo il porto storico combina shopping, ristoranti e intrattenimento.
Il Waterfront è uno dei luoghi più iconici e amati dai visitatori della città. Il posto prende il nome dalla regina Vittoria e dal suo secondogenito, Alfred, che pose la prima pietra del porto nel 1860. Oggi, questo spazio è un perfetto esempio di riqualificazione urbana, dove edifici storici convivono armoniosamente con strutture moderne. Passeggiando lungo i moli, si respira un’atmosfera unica, con il sottofondo musicale di artisti di strada e il profumo dei piatti serviti nei numerosi ristoranti all’aperto.
Con oltre 450 negozi, il V&A Waterfront è un paradiso per gli amanti dello shopping, dove si possono trovare boutique di lusso, negozi di artigianato locale e marchi internazionali. Per i buongustai l’offerta gastronomica è straordinaria: dai ristoranti che servono piatti a base di pesce fresco, ai mercati alimentari dove assaporare specialità locali e internazionali.
Oltre al Zeitz MOCAA, museo di arte contemporanea, il V&A Waterfront ospita una serie di attrazioni imperdibili, tra cui l‘Aquarium Two Oceans per gli appassionati di fauna marina che ospita un’incredibile varietà di specie provenienti dagli oceani Indiano e Atlantico, e il Cape Wheel, una grande ruota panoramica che offre viste spettacolari sulla città e sulla Table Mountain.
Bo-Kaap
Città del Capo, in origine poco più di villaggio fortificato, non poteva basare la propria espansione solo sulla forza militare, quindi per sostenere l’insediamento fu necessario attrarre nuovi coloni e procurarsi manodopera a basso costo. Decine di immigrati giunsero dall’Olanda, dalla Francia e, in seguito, dall’Inghilterra. Tuttavia servivano braccia per lavorare le terre e costruire la città. L’amministratore della colonia Johan Anthonis van Riebeeck, fondatore di Città del Capo, iniziò così a importare schiavi dal Madagascar, dall’India, dalla Malesia e dall’Indonesia, decisione che avrebbe lasciato un’impronta indelebile sul tessuto sociale e culturale della città.
L’eredità di quei primi schiavi si riflette ancora oggi non solo nei volti della gente, ma anche nel carattere vibrante della città. Il quartiere di Bo-Kaap, con le sue case dai colori sgargianti e le strade acciottolate, è la testimonianza vivente della comunità Cape Malay, discendente di quegli schiavi che seppero forgiare un’identità comune nella diversità. L’atmosfera di Bo-Kaap, dove le influenze culturali e culinarie del Sud-est asiatico si fondono con la storia locale, racconta di una città che è sempre stata un crocevia di popoli, lingue e tradizioni.
Centro storico
Il centro di Cape Town è un’affascinante combinazione di storia e modernità. Il Castle of Good Hope, la più antica struttura coloniale del Sudafrica eretto dagli olandesi nel 1666, domina ancora il paesaggio urbano come una fortezza silenziosa. Il museo all’interno racconta il passato coloniale del Sudafrica, con esposizioni che vanno dall’arte militare alla vita quotidiana di soldati e abitanti. Non lontano, la Slave Lodge racconta la pagina dolorosa della schiavitù, originariamente utilizzata come prigione per schiavi portati dall’Asia, dall’Africa e dai Caraibi. Oggi il museo è un tributo alla lotta per i diritti umani e testimonia quanto profondamente il passato abbia influenzato il volto della città.
Altro luogo emblematico della resistenza è la St George’s Cathedral, la “Cattedrale del Popolo”, dove l’arcivescovo Desmond Tutu predicò la non-violenza e chiamò a raccolta il movimento anti-apartheid. La cattedrale, primo luogo di culto in Sudafrica a dichiararsi ufficialmente aperto a tutti, è oggi un simbolo di uguaglianza e ospita mostre sui diritti civili.
Il cuore politico della città si trova davanti alla House of Parliament, dove Nelson Mandela, nel 1994, pronunciò il suo primo discorso da presidente democraticamente eletto, un momento storico che segnò la fine dell’apartheid e l’inizio di una nuova era.







