Cari Amici lettori, dedicheremo quest’anno ad approfondire la conoscenza della lingua piemontese.
Parleremo di proverbi e modi di dire; parole da non dimenticare; italianismi da non usare; paragoni;
andvinaje (indovinelli); dësgagiafilèt (scioglilingua); un po’ di grammatica come avverbi,
congiunzioni, esclamazioni; e molto altro. Spero che tutto questo sia di vostro interesse.
Cominciamo con alcuni nomi tratti dal Vocabolario Piemontese di Maurizio Pipino (Cuneo, 1739?
– Isola di Simio, 1788) medico e studioso della lingua piemontese.
Per altre notizie sul Pipino v. Cose Nostre di febbraio 2022; giugno e luglio 2024.
Questo piccolo ma interessante vocabolario di 226 pagine, è una miniera di nomi che molti di noi
non conoscono o non ricordano più.
Eccone alcuni:
Abachista: chi sa fare i conti, uomo di studio
Acosseur: ostetrico; acosseusa: levatrice
Anciarmeur: incantatore, impostore
Ancutì: tardo, ottuso
Andé con j’ale basse: strisciare per terra
Andé a rabel: ridursi al verde
Angavignà: arruffato, imbrogliato
Armanachista: chi compone i calendari
Artajor, Artajòira: salumiere
Arvendior, Arvendiòira: chi rivende al minuto
roba di poco conto
Baloné: chi fabbrica e cura i palloni di cuoio per
pallapugno
Baudeté: suonatore di campane a festa
Bërlandòt: guardia daziaria
Bisotié: venditore di bigiotteria
Cabassin: facchino
Cavalànt: guida di cavallo da carico, vetturale
Ciaramolé: arrotino che gira di casa in casa
Cioaté: chi fabbrica e vende chiodi
Curariané: cantoniere, netta fogne
Fërfojé, farfojé: rimestare, frugare
Fondiché: venditore di aromi, droghiere
Frisotin: chi arriccia i capelli
Ghingajé: venditore di piccoli oggetti
Gran veneur: cacciatore, capo caccia
Macaco: uomo brutto e deforme
Macaron: errore
Machignon: sensale per i cavalli
Mafi: uomo deforme, mal fatto; zotico, incivile
Mal an arneis: mal conciato
Mal rangià: persona scomposta
Mal butà: in cattive condizioni
Mal fàita: malefatta, birichinata
Mal forgià: deforme, malconcio
Mal mastià: disagio, equivoco, malumore
Malinghèr: persona magra
Mamalùch, gògo, marsòch: scimunito
Marcacàsse: chi assiste i giocatori di pallone
elastico
Mariòira: figlia da marito
Marosseur: persona che fa fare cattivi contratti
Masoé: mezzadro, colono, affittuario
Mascheugn: mistero, stregoneria
Maunèt: sporco
Mesan: mediatore
Meisdabòsch: falegname
Mërluss: persona magra
Michmach: mistero, intrigo, imbroglio
Minciant: debole, tenue
Mitòcia: bacchettona, bigotta
Miton – mitèna: così e così, più o meno
Monia quacia: santerellina
Monté la senevra: far venire la muffa alle cose
Mufì: essere tardo, lento (meusi)
Nen d’àutut: niente affatto
Panbiànch: uomo forte ed ozioso
Pataloch: babbeo
Petaceul: pezzente, pasticcione
Picapere: scalpellino, chi lavora la pietra
Piè a la volà: colpire la palla prima che tocchi terra
Pitocà: butterato
Plandra: donna scioperata, sgualdrina
Pussiògna: capriccio
Rablè j’ale: essere ammalato, debole
Ratavolòira: pipistrello; prostituta
Restè astà s’un such: fallito, tagliato fuori
Roa dëscàusa: persona sprovveduta, donna
poco seria, farabutto
Ronchin: chi estirpa le male erbe nei campi
Sagajà: baccano, rumore di molte persone che
parlano
Salnitré: chi lavora alla preparazione della
polvere da sparo
Scauda cadrèghe: persona che fa finta di
lavorare
Schiribis: capriccio
Scupisson: manata sul capo
Sërchè mesdì a quatordesòre: cercare dove le
cose sono di chi procaccia noie e fastidi
Sgiaj: ribrezzo
Sgrognon: ceffone
Sirogneta: persona con le gambe storte
Sloncc: sciatto, sconcio
Smangison: prurito
Tirafassolèt: ladruncolo







