Nel 2020, Amnesty International aveva lanciato un allarme sulle tendenze autoritarie emergenti all’interno di molti Paesi. Ma ora la situazione è veramente preoccupante e pericolosa. Nell’anno appena trascorso, in tutto il mondo, sono state adottate ulteriori leggi autoritarie. Gli attacchi contro il dissenso politico si sono intensificati, attraverso arresti di massa e sparizioni forzate, riducendo il godimento della libertà d’espressione e associazione. Ong e partiti politici sono stati sciolti, sospesi dalle attività e presi di mira in modo arbitrario come “estremisti”. Ci sono state risposte sproporzionate alla disobbedienza civile, e una criminalizzazione senza precedenti di persone che difendevano i diritti umani; persino quelle che esprimevano solidarietà alla popolazione palestinese sono state etichettate come “terroriste”. Queste scelte politiche hanno reso più profonde le disuguaglianze, aumentando la povertà. Dal 2024 è iniziato il genocidio dei palestinesi, mentre il mondo civile era irremovibile. Ora a Gaza le persone stanno morendo di fame, di malattie, che potrebbero essere facilmente curate in qualsiasi parte del mondo, ma non in questa prigione a cielo aperto, lunga appena 41 chilometri. La crisi alimentare ha un impatto particolarmente devastante sui neonati, sulle madri in allattamento e su quelle in gravidanza. Israele ha interrotto la fornitura di aiuti umanitari e altri beni indispensabili alla sopravvivenza dei civili; un’ulteriore prova dell’intento genocida. L’inverno poi, ha fatto la sua parte: abbiamo visto tutti, le gravi difficoltà di sopravvivenza con un tempo inclemente, in tende di fortuna strappate dal vento e dalla pioggia. Lo scorso anno, Amnesty International aveva messo in guardia sulla progressiva erosione del sistema di protezione globale dei diritti umani e sull’indebolimento degli strumenti di risoluzione dei conflitti e di cooperazione. Ora assistiamo impotenti a un’accelerazione di tutto questo, grazie all’“effetto Trump”. Colui che è arrivato a pretendere il Nobel per la Pace per aver risolto 8 guerre… Forse, molti hanno creduto che volesse veramente dedicarsi ai problemi interni del suo Paese, riducendo la loro presenza militare ovunque, e il “vizio” di introdursi in ogni situazione di conflitto (soprattutto ove il suolo ha molte cose da sfruttare e la posizione geografica è strategica per minacciare i disobbedienti). Ora, è evidente, che nel suo secondo mandato, il presidente degli Usa in carica, non fa altro che mostrare profondo disprezzo per i diritti umani. La sua amministrazione ha subito preso di mira istituzioni internazionali fondamentali, e iniziative sorte per rendere il mondo più sicuro e più equo. Il suo è un assalto a tutto campo ai concetti di asilo, giustizia razziale e di genere, salute globale, e sta aggravando i danni già arrecati a quei principi e a quelle istituzioni. Inoltre l’effetto Trump sta galvanizzando altri leader contrari ai diritti umani a farsi beffe della giustizia internazionale. Con Trump, il diritto sta diventando “il diritto del più forte”: costringendo altri a riarmarsi per diventare ugualmente forti. Persino in casa propria sta effettuando una feroce discriminazione razziale, utilizzando un corpo speciale di polizia. Costoro usano la forza in modo sproporzionato, non solo verso gli immigrati considerati irregolari, ma contro chiunque. Per il momento, le vittime ufficiali di questa barbarie sono: Renee Good, una madre di tre bambini, e Alex Pretti, entrambi di 37 anni, entrambi bianchi, entrambi cittadini statunitensi disarmati, non militanti estremisti, né figure ai margini della società. Gli agenti dell’ICE si muovono incutendo timore tra la popolazione; nel loro cammino lasciano una scia di violenza gratuita. Mentre sto scrivendo colgo la notizia che questi banditi in divisa saranno inviati in missione in Italia, in occasione dei Giochi Olimpici invernali. Indignarsi non basta, occorre sensibilizzare anche i più passivi a muoversi, a respingere l’ondata violenta che ci sta sommergendo, i limiti sono già stati superati abbondantemente e nessuno sta azionando i freni.
Effetto Trump: soppressione dei diritti umani
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