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martedì, Marzo 17, 2026

    Intervista a Luca Alberigo, smartphone e ragazzi: numeri, rischi e l’esperienza nelle scuole


    L’uso dello smartphone tra bambini e preadolescenti è ormai diffusissimo. Sempre più numerosi sono i ragazzi che ricevono il loro primo telefono prima dei dodici anni, spesso senza un vero percorso di educazione digitale. Dopo aver tenute alcune lezioni nella Scuola Secondaria di Caselle sull’uso corretto o smodato del cellulare, Luca Alberigo, esperto di social warning, ha lanciato un messaggio che può far discutere: -Se avessi saputo quello che oggi sappiamo sui possibili danni che provoca il cellulare, non lo avrei usato all’età di otto anni.”
    I dati più recenti mostrano che lo smartphone e l’uso dei social occupa una gran parte della quotidianità dei minori. Tra i 12-17 anni, oltre il 95% ha accesso o possiede uno smartphone; tra gli 8-12 anni, oltre il 70% in molti Paesi occidentali ha un telefono personale. I bambini tra 8 e 12 anni trascorrono mediamente 4-5 ore al giorno davanti agli schermi. Gli adolescenti tra 13 e 17 anni superano spesso le 7 ore quotidiane di uso creativo.
    Luca Alberigo ha deciso di parlare di smartphone nelle scuole perché i ragazzi ricevono il telefono prima di ricevere un’adeguata educazione digitale. Non basta consegnare uno strumento potente: bisogna saperlo usare. Alberigo ha affermato con convinzione che, se avesse saputo i relativi rischi, non lo avrebbe usato a otto anni, perché a quell’età il cervello è in pieno sviluppo. Oggi sappiamo che un uso precoce e senza regole può influire su attenzione, sonno ed equilibrio emotivo. Non è demonizzazione. È prudenza. Le ricerche scientifiche parlano di rischi correlati a uso eccessivo e non supervisionato, soprattutto sotto i 12 anni: notifiche continue interrompono l’attenzione; sorge l’abitudine a stimoli rapidi e ricompense immediate; subentra una ridotta capacità di sostenere compiti lunghi. L’elenco dei rischi è lungo: disturbi del sonno, ansia e autostima fragile che espone con maggiore vulnerabilità al cyberbullismo, riduzioni delle relazioni reali.
    Durante le lezioni con i ragazzi Alberigo ha lavorato con gli studenti sulla gestione del tempo digitale, sull’importanza delle pause, sull’uso responsabile dei social, sulla consapevolezza delle proprie azioni online. Il messaggio di Luca Alberigo non è contro la tecnologia, ma a favore dell’educazione: ritardare quando possibile, accompagnare sempre, educare prima di consegnare. La Dirigente Scolastica Pina Muscato, coinvolta in queste lezioni, ha affermato che è necessario un nuovo patto di corresponsabilità con le famiglie. Il pericolo hikikomori è ancora lontano, per fortuna, facciamo tutti in modo che non travolga i ragazzi più fragili. Vigiliamo sulla loro salute, non solo fisica.

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