La notizia della morte di Silvio Mo si è sparsa rapidamente e in breve tempo tutti coloro che lo hanno conosciuto e stimato hanno iniziato a scambiarsi messaggi, commenti, ricordi e aneddoti. Silvio si è spento quattro anni dopo essere stato colpito da quella malattia fatale, che quando si abbatte si aggroviglia e ti lega senza scampo. Non c’è più il nostro amico Silvio, il volontario avisino, l’uomo che attraverso la sua instancabile opera, prima di donatore e poi di presidente della locale sezione casellese, ha contribuito ad alleviare sofferenze, a dare speranza, a far sì che la vita potesse continuare, attraverso quel sangue che lui e tutti gli avisini hanno sempre offerto volontariamente. “Il sangue si dona, non si versa e il rosso è sempre un dono gradito, non solo a Natale”, ripeteva spesso quando parlava citando proprio i vari motti dell’AVIS, che ogni anno vengono coniati.
Io lo ricordo giovane fin dai tempi degli anni ‘70, e non potrò mai dimenticare il suo slancio nel contribuire e favorire l’adesione dei soci AVIS, alla Croce Verde, che proprio nel 1970 venne costituita solo ed esclusivamente grazie ai donatori di Caselle. E Silvio Mo, pur non avendo aderito all’ente in prima persona, ne fu sempre un grande sostenitore. Divenuto poi presidente della sezione di Caselle, in sostituzione di Giovanni Aghemo, si distinse in un periodo determinante per le associazioni di volontariato, perché in quel tempo nacque il RUNTS, Registro Unico Nazionale del Terzo Settore, che richiedeva impegno e responsabilità nell’ottemperare alle disposizioni – non poche – emanate dallo Stato, e “ lo fece attraverso un lungo percorso di burocrazia sempre e solo per il bene superiore della vita nella quale Silvio credeva profondamente”, ci dice Giuliana Aghemo.
Se poi pensiamo a Silvio quale marito, padre e poi nonno, allora pensiamo a un grande marito, a un buon padre di famiglia e a un prezioso nonno. Con Silvio se ne è andato un uomo esemplare, un volontario a tutto tondo e il suo esempio e il suo ricordo insieme alla sua disponibilità resteranno un patrimonio prezioso e indelebile per tutti coloro che lo hanno conosciuto.
Caro Silvio, la tua opera di promozione del dono del sangue ha emanato amore per il prossimo e stai certo, il tuo amore continuerà a brillare. Ai tuoi famigliari e a tutti i donatori AVIS della sezione, il nostro giornale e la Pro Loco sono affettuosamente vicini, perché la tua vita è stata un dono silenzioso. Il tuo esempio continuerà a vivere nelle donazioni che proseguiranno con vigore più di prima. Sempre per la vita, come ci hai insegnato tu.
La scomparsa di Silvio Mo, già presidente dell’Avis casellese
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