Venerdì 13 febbraio alle ore 17,30 presso la “Sala Cervi”, dialogando con Paolo Rocco, Franco Bocca ha presentato il suo ultimo libro: “Il pedale nella Granda. Storie e personaggi del ciclismo cuneese”.
Franco Bocca, nato a Montemagno nel 1949, ha cominciato a scrivere di ciclismo a 16 anni per il settimanale “Piemonte Sportivo”. In oltre mezzo secolo di ininterrotta attività giornalistica, ha visto nascere e crescere agonisticamente tutti i migliori talenti del pedale, non solo piemontesi. Dal 1971 è collaboratore di “Tuttosport” e dal 1990 de “La Stampa”, quotidiano per cui scrive tuttora. In questo libro Franco Bocca, dopo aver raccontato nei volumi precedenti i campioni delle province di Asti, Alessandria e Torino, ha messo nel mirino quelli della Granda, provincia che magari non è mai stata grandissima per corridori di vertice, ma resta un esempio di impegno da parte di molti. Con “Il pedale nella Granda “, Bocca ha firmato un’opera che è insieme racconto sportivo, memoria collettiva e dichiarazione d’amore a un territorio. Il libro ricostruisce la storia del ciclismo nella provincia di Cuneo -La Granda- attraverso volti, imprese, sacrifici e traguardi che hanno segnato generazioni di appassionati. Le pagine del libro alternano i profili dei corridori più noti a quelli di atleti meno celebrati ma non per questo meno significativi. Tra i protagonisti principali troviamo Italo Zilioli, figura simbolica della Granda, e altri corridori meno famosi come Diego Rosa, Corrado Donadio, Davide Perona, Matteo Cravero, Domenico Cavallo e Alberto Minetti. Eroi minori, corridori che non hanno conquistato fama internazionale ma che incarnano l’essenza più autentica dello sport: passione, fatica, dedizione. Il ciclismo diventa espressione di identità territoriale. La “Granda“ non è un semplice sfondo geografico, ma protagonista viva, con le sue montagne, le sue strade, il suo pubblico appassionato. Lo stile di Bocca è limpido e scorrevole, il suo libro è una narrazione coinvolgente che rende vive le storie e le emozioni legate alla fatica, alla strada e alla comunità di appassionati.” Il pedale nella Granda” non è un archivio di nomi e di date: è un viaggio nella memoria di un territorio che ha trovato nella bicicletta un simbolo di riscatto. E il finale ideale di questa lettura non è un traguardo tagliato a braccia alzate, ma l’immagine di una strada che continua oltre l’ultima pagina. Perché, come insegna il ciclismo, non conta arrivare: conta il percorso, il vento in faccia, la fatica condivisa per affrontare, ancora una volta un’ennesima salita.
Pensare con le storie
Un nuovo ciclo di appuntamenti letterari
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