
Gentile Direttore, caro Mauro Giordano,
desidero ringraziarvi con sincera gratitudine per aver riportato alla luce la storia del Granatiere Dario Lano, restituendola alla sua famiglia con la forza e la dignità che meritava.
Qualche tempo fa, quasi per caso, mi sono imbattuta nella recensione di Mauro Giordano dedicata al volume curato dal geometra Dario Lano, in memoria dello zio Dario, disperso nel 1942 durante la ritirata di Russia.
All’improvviso, dopo anni di silenzio, Dario è tornato a vivere davanti ai miei occhi, attraverso le fotografie e le lettere che il fratello maggiore Achille aveva custodito con un amore, quasi sacro.
Io l’ho conosciuto attraverso i racconti del fratello minore, Guido, nonno amatissimo di mio figlio Federico.
I suoi erano ricordi brevi, trattenuti, perché le lacrime arrivavano sempre troppo presto a velare quegli occhi buoni. Era il dolore di chi ha vissuto una perdita immensa, resa ancora più crudele dall’assenza di un luogo dove posare un fiore.
Dario è un disperso. A un certo punto, di lui non si è saputo più nulla.
Eppure, una memoria è rimasta, tenace e luminosa, e sento il bisogno di condividerla con voi, con i quali si è creato un legame che ormai somiglia molto all’amicizia.
Guido raccontava che una notte, lui e i suoi genitori si svegliarono di colpo: avevano sentito Dario chiamare forte la mamma, Margherita, e insieme il rumore di passi pesanti, come di scarponi sul pavimento.
Poi, il silenzio. Un silenzio che ha segnato la fine di ogni speranza.
Dario non è più tornato. Probabilmente ha lasciato la vita terrena proprio in quella notte.
Ma l’amore per i suoi cari ha attraversato tutto: il gelo, la distanza, la morte stessa. E continua a farlo. Il ricordo di Dario è vivo, e continua a chiedere ascolto.
Ringrazio suo nipote, Dario Lano, che porta con orgoglio il suo nome, per aver condiviso ricordi così intensi e dolorosi. Sono un monito, purtroppo ancora inascoltato.
E oggi, grazie a voi tutti, sento che quel filo spezzato si è ricongiunto.
Dario non è più soltanto un nome perduto nella neve: è tornato a casa, tra le sue persone.
E questo vale più di qualunque tomba.
Con affetto e con riconoscenza,
Eliana Gallo
Una lettera semplicemente bellissima…Un nome, un ritorno
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