
Il 25 marzo è stata inaugurata, presso il parco giochi di via Colombo, la panchina gialla Endopark, un’iniziativa simbolica volta a sensibilizzare la cittadinanza sull’endometriosi, una malattia cronica spesso poco conosciuta ma dalla forte rilevanza clinica e sociale. Il colore giallo è stato scelto come simbolo internazionale di visibilità, speranza e luce verso un disturbo che ancora oggi, nonostante la sua diffusione, rimane spesso nell’ombra. Secondo i dati ufficiali del Ministero della Salute, in Italia almeno tre milioni di donne hanno una diagnosi conclamata di endometriosi. A livello mondiale la malattia riguarda circa 190 milioni di donne in età fertile, pari a circa il 10% della popolazione femminile mondiale. Un altro elemento critico dell’endometriosi è il ritardo diagnostico: a molte donne la diagnosi arriva dopo un percorso di anni, spesso dai 7 ai 10 anni dal manifestarsi dei primi sintomi, con evidenti ripercussioni psicologiche e cliniche per chi ne soffre. La lentezza nella diagnosi deriva in parte dalla complessità dei sintomi, che possono essere scambiati per altre patologie meno serie e dalla difficoltà di riconoscerli tempestivamente. All’inaugurazione della panchina gialla erano presenti: Il sindaco Giuseppe Marsaglia, la vicesindaca Giuliana Aghemo e gli assessori Paolo Marchetti e Antonella Passaretti, la ginecologa Dott.ssa Marilena Cozzarella e Alessia Astolfi, vicepresidente e responsabile CTS dell’associazione “La voce di una è la voce di tutte”. L’associazione è impegnata nella promozione dell’informazione e del supporto alle donne affette da endometriosi, con iniziative di sensibilizzazione, percorsi di supporto psicologico e campagne pubbliche per migliorare la consapevolezza sociale. Durante il suo intervento, la ginecologa Marilena Cozzarella ha raccomandato l’importanza dei controlli preventivi, sottolineando che diagnosi precoci e visite ginecologiche regolari sono fondamentali per ridurre i tempi di identificazione della malattia e migliorare la gestione clinica, contribuendo a una migliore qualità di vita e ridurre il rischio di complicanze come l’infertilità. La panchina gialla si trasforma così in un luogo di memoria e riflessione, non solo con chi convive con l’endometriosi, ma anche per chi desidera informarsi, riconoscere i segnali e contribuire a costruire una cultura di prevenzione e ascolto. L’iniziativa si inserisce in un contesto più ampio di impegno sociale per contrastare il silenzio che ancora circonda questa patologia e per promuovere una maggiore consapevolezza sulla prevenzione e sulla salute femminile.







