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domenica, Aprile 19, 2026

    Da Thich Nath Hanh a Nick Moore: quando muoversi aiuta la consapevolezza

    La meditazione in movimento

    Da decenni ormai la pratica della meditazione sta riscuotendo un crescente interesse presso il mondo occidentale, che nel corso della sua evoluzione storica, filosofica, esistenziale, tutta finalizzata alla produttività e al dominio sul mondo, ha finito per smarrire per strada tutta una serie aspetti legati alla consapevolezza di sè. Aspetti dei quali ha inevitabilmente finito per sentire la mancanza. Gli approcci alle meditazione che si sono sviluppati nel corso della storia millenaria della civiltà orientale, pur mantenendo il comune riferimento alla figura del Buddha, sono molteplici, a seconda del periodo storico e dell’origine geografica: dalle modalità più complesse e strutturate, che seguono rituali precisi e codificati, come nel buddismo tibetano, fino a quelle basate sulla semplificazione radicale, proprie  della filosofia zen. Ma volendone fare una sintesi estrema, possiamo identificare due approcci principali: quello basato sulla consapevolezza, come nella Mindfullness, molto praticata oggi, che utilizza spesso il respiro consapevole come base per la pratica, e la meditazione attraverso un mantra: una parola chiave, non necessariamente con un significato intrinseco.
    Ma quando si pensa alla meditazione, solitamente viene sempre associata ad una pratica statica, da svolgersi principalmente in posizione seduta e in certi casi sdraiata. Il primo a parlare di meditazione in movimento è stato il monaco vietnamita Thich Nhat Hanh, scomparso nel 2022 all’età di 96 anni nel suo paese natale, dopo un esilio durato decenni, che l’aveva portato in Francia, dove aveva fondato la comunità del Plum Village. Universalmente riconosciuto come la più importante personalità del buddismo mondiale dopo il Dalai Lama, Thich Nhat Hanh, autore di numerosissimi libri, ha sempre portato avanti l’idea di un buddismo militante e impegnato nel sociale e ha avuto un ruolo importantissimo in Vietnam durante il periodo della terribile invasione statunitense. Ma le sue posizioni, spesso imperniate anche sull’empatia nel confronti del “nemico”, lo hanno portato a incomprensioni da parte del governo vietnamita, che sono alla base del suo lungo esilio. Thich Nath Hanh ha sempre fatto in modo di divulgare il più possibile e in modo libero i suoi insegnamenti, senza farne una dottrina per iniziati e neppure una lucrosa attività commerciale, come invece è accaduto, purtroppo, con altre pratiche, come ad esempio la Meditazione Trascendentale di Maharishi Mahesh Yogi (il guru dei Beatles, per capirci), che è diventata addirittura marchio registrato.
    Per Thich Nath Hanh la meditazione camminata è una pratica di consapevolezza (mindfulness) che consiste nel camminare lentamente, coordinando il respiro con i passi, per coltivare presenza mentale e ridurre lo stress. Si concentra sulle sensazioni corporee, in particolare l’appoggio dei piedi a terra; è una pratica di cammino che unisce corpo e mente nel momento presente, focalizzandosi sulla consapevolezza di ogni passo e del respiro. “La pace in ogni passo. Non è camminare per andare da qualche parte, nè per raggiungere il futuro; è tornare verso sè stessi nel momento presente.” Ha spiegato questa pratica in una moltitudine di interviste e video e quindi è facile trovare informazioni nella rete. Tuttavia, chi desidera conoscere questa pratica in modo più approfondito, può far riferimento ai sui libri “Camminare in consapevolezza” ed “Essere Pace”.Nella stessa direzione di muove, in anni più recenti, Nick Moore, ciclista sulle lunghe distanze, scrittore e giornalista sportivo del Sussex, che ha coinvolto in questa pratica di consapevolezza dinamica anche la bicicletta, da sempre considerata, proprio per il suo approccio rispettoso e non violento al mondo, il mezzo di trasporto buddista per eccellenza. Dopo una diagnosi di osteoartrite a 40 anni, Moore ha scoperto le straordinarie potenzialità della bici, non solo per tenere sotto controllo la malattia, ma anche e soprattutto come arricchimento spirituale e meraviglia meditativa. Il suo libro “Mindfullness della bicicletta. Pensieri per potenziare il corpo, liberare la mente, elevare lo spirito” è edito da TS Edizioni.

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    Luigi Bairo
    Luigi Bairo
    Autore, giornalista e musicista. Ha pubblicato libri dedicati alla “cultura della bicicletta”, resoconti di viaggio, testi di argomento pedagogico, di narrativa per ragazzi e di storia locale. Ha scritto di musica per il settimanale Il Risveglio ed è autore per la rivista Canavèis.

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