
Gianluca Cavaliere è nato l’11 giugno del 1971, in Piemonte. Oggi vive tra Torino e l’Altopiano della Vigolana, in Trentino-Alto Adige. Determinato, tenace, generoso: così lo descrivono gli amici. Parole che descrivono una vita fatta di impegno, coraggio e capacità di reagire agli eventi della vita. Prima del fatidico 1998, Gianluca si stava occupando di un progetto di un’impresa edile con alcuni amici. Un lavoro fisico, concreto, che richiede precisione, resistenza e spirito di squadra. Era la sua vita quotidiana: le ambizioni, la famiglia, gli amici, i sogni di costruire il proprio futuro. Poi, dietro l’angolo, l’imprevisto. Nel 1998, un incidente stradale gli fece perdere la gamba destra. A 27 anni, il futuro si interruppe bruscamente. Il dolore, la paura, la rabbia: tutto sembrava chiedergli di fermarsi. Ma Gianluca non si lasciò definire né fermare dal limite fisico. Con il sostegno della famiglia e degli amici, scelse di ricominciare, di trasformare il dolore in energia, il dolore in forza. La svolta arrivò nel 2002.:” Ho iniziato subito sul ghiaccio nel 2002, quando ci è stato inviato il primo slittino norvegese da provare e si è saputo che si stava costruendo una squadra per Torino 2006, i primi giochi paraolimpici invernali in Italia di hockey su ghiaccio”, ci racconta al telefono. Da quel momento il ghiaccio è diventato casa, uno spazio dove il limite fisico si trasforma in potenza agonistica. Del suo sport ama soprattutto l’intensità: “Trovo esaltante lo scontro fisico con il mio avversario; il fatto che sia uno sport intenso occupa la testa e impegna il fisico. È molto stimolante”. Nel 2011 Gianluca Cavaliere, dopo essere stato eletto nel 2006 “Casellese dell’Anno, conquistò l’oro europeo, e l’argento cinque anni dopo, un traguardo che ha consacrato una carriera già straordinaria. Negli anni ha accumulato medaglie, podi e riconoscimenti, diventando colonna portante della Nazionale e capitano della stessa sino allo scorso anno. Gianluca è veterano in azzurro: cinque giochi olimpici: Torino 2006 Vancouver 2010; Sochi 2014, Pyeongchang nel 2018, dove, ci confessa, ha vissuto la sua più grande delusione, perdendo la medaglia di bronzo per un soffio. E presenza numero cinque a Milano- Cortina. Cinque edizioni paralimpiche, vent’anni di sport ai massimi livelli, una carriera che parla di continuità, di caparbietà e capacità di superare ogni limite. “E pensare -ci dice scherzando – che tutto questo non lo avrei realizzato se non avessi avuto l’incidente.” Ed è in questa semplice frase il segreto della sua forza, della sua voglia di vivere: quello che per moltissimi di noi avrebbe potuto segnare la fine di ogni speranza, per lui è stato un trampolino di lancio. La storia di Gianluca dimostra che ogni ostacolo, ogni sofferenza può diventare una risorsa. Che la fragilità può diventare forza. Che non c’è un limite che non possa essere superato con la giusta determinazione. Non è ciò che perdi a definire chi sei, ma ciò che scegli di costruire dopo. E Gianluca Cavaliere ha scelto di costruire qualcosa di straordinario.







