Si è tenuto (forse) un Consiglio comunale. La notizia è questa, per il mese di marzo.
A 3 mesi di distanza dall’ultimo, a fine febbraio si è diffusa in maniera incontrollata la voce che il parlamentino casellese si sarebbe riunito. Forse non siamo più abituati, noi consiglieri comunali, a questo uso un po’ spregiudicato della democrazia, ma è tutto vero. D’accordo, ormai il consiglio comunale di Caselle, fatto in questa maniera, serve a ben poco. Argomenti di routine, interrogazioni ormai talmente pallide e prive di risposta da aver perso il loro significato, assenza totale di dibattito che abbia un minimo di costrutto, maggioranza afona se si eccettua la voce del solo detentore della potestà.
Eppure ce ne sarebbero di cose da dire.
Ci giunge la voce dei cittadini, che però preferiscono come sempre rimanere anonimi, per una qualche forma di timore.
Ad esempio una domanda di 2 commercianti: “Perché il commercio cittadino viene così sistematicamente distrutto?” Non si può dire che abbiano torto. Via Torino ormai naufragata, via Cravero langue. Lo svuotamento progressivo del centro storico non poteva che portare a queste conseguenze. O davvero c’è qualcuno che abbia creduto che togliendo scuole, municipio ed altro la vita del centro ne avrebbe giovato? Ci rifiutiamo di crederlo, ma era la promessa elettorale di questa giunta.
Alcuni cittadini lamentano il trasferimento dei medici nella vecchia scuola: non ci sono parcheggi, ed inoltre la struttura non consentirebbe una privacy adeguata. Hanno ragione, ma anche qui le promesse elettorali dicevano (e facevano credere) tutt’altro. Si era arrivati al punto che se un medico non si fosse trasferito si sarebbe pensato male di lui… paradosso casellese.
La domanda vera è: quali iniziative verranno messe in campo per rivitalizzare questa città? In quasi 4 anni non ne è stata fatta nessuna. E temiamo che la situazione sia ormai irrecuperabile. Persino i paesi vicini, pur con le loro criticità e lamentele, sembrano averci superato. Sotto molti aspetti.
Eppure sono già iniziate le manovre elettorali. Solo che pensano solo a come vincere le elezioni , in ogni modo possibile, ma non pensano a cosa fare una volta vinto per la collettività. Ed appunto questo è un uso personale e distorto della democrazia.
Dott. Andrea Fontana
Roberto Turletto
Caselle Futura







