L’associazione “Insieme possiamo” nasce qualche anno fa a Ciriè e dintorni, dalla consapevolezza della rabbia, della solitudine e dalla paura che serpeggiava tra le persone che le portava a isolarsi, ma soprattutto dal sogno di una donna che ha immaginato un modo per ricostruire le relazioni umane. Quel sogno si è diffuso tra altri, dando vita a un gruppo di persone – donne in particolare – che hanno intrecciato mani, cuori e storie per trasformarlo in realtà. Al centro del progetto c’è il filo, simbolo concreto di legame e vicinanza. Le donne lavorano col filo e ogni scaldacollo, berretto, guanto o coperta realizzato non è solo un oggetto: è un gesto che unisce le persone, rompe la solitudine e crea comunità. Negli anni i lavori prodotti sono stati donati alla Caritas, quest’anno al Rifugio Massi di Oulx, gestito da don Luigi Chiampo, utilizzato per accogliere chi scappa dall’Africa o da altre terre lontane, portando calore e attenzione a chi ne ha più bisogno. Il filo attraversa generazioni. Le donne del gruppo insegnano ai bambini delle scuole primarie l’arte dell’uncinetto, guidandoli a scoprire pazienza, creatività e la gioia di “fare” con le proprie mani. Poi, insieme, volontarie e bambini vanno a visitare gli anziani delle RSA del territorio: il Girasole, la struttura di via Biaune e la residenza di San Carlo Canavese. I bambini cantano insieme agli anziani, leggono loro storie, portano leggerezza ed energia. Gli anziani ascoltano, sorridono, si emozionano. In questi momenti, il filo si fa tangibile: unisce generazioni, colma distanze e crea legami autentici. “Insieme possiamo” non è solo lavoro a maglia. È anche filosofia del “mezzo pieno”, diffonde buone notizie e speranza, per contrastare la drammaticità e l’ossessione negativa del mondo contemporaneo. Ogni gesto, ogni incontro, ogni punto lavorato è cura verso l’altro, la persona è sempre al centro. Il filo si estende oltre il territorio locale. Il gruppo collabora con “Un filo che unisce”, a Trivento, nel Molise, cittadina che è diventata una mostra all’aperto di lavori a maglia e, per questo motivo, attira turisti da tutta Italia. Ciriè e Trivento intrecceranno lavori comuni, trasformando il filo in simbolo concreto di comunità e legami che superano distanze geografiche. “Insieme possiamo” è la dimostrazione che anche i gesti più semplici possono costruire relazioni profonde. Il filo che lega le persone diventa emblema di solidarietà, vicinanza e condivisione. Ogni punto, ogni sorriso, ogni momento condiviso tesse un tessuto di comunità più forte, più caloroso, più umano. Basta un tavolino, un filo di lana e mani che lavorano per creare qualcosa di grande.
“Insieme possiamo”, un filo che unisce le persone
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