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Un momento della Via Crucis al Colosseo
La Via Crucis, conosciuta anche come via dolorosa, è un pio esercizio e rito cattolico, che commemora il percorso straziante di Gesù Cristo dalla condanna alla crocifissione sul Golgota. Si pratica specialmente durante la Quaresima, per meditare sulla passione e morte di Gesù. Alcuni storici, fanno risalire la storia di questa devozione alle visite di Maria, la Mamma di Gesù, presso i luoghi della Passione a Gerusalemme, altri invece ritengono che l’inizio di questa preghiera sia attribuibile a San Francesca d’Assisi.
In Italia, da tempo immemorabile, abbiamo sempre sentito parlare della Via Crucis, e anche a Caselle, i parroci che si sono succeduti usavano chiamare a raccolta i fedeli in tempo di Quaresima, per riflettere e pregare sui momenti così dolorosi subiti dal Figlio di Dio: Gesù. A Roma è famosa la Via Crucis celebrata dal Papa che viene percorsa all’interno del Colosseo e sempre trasmessa in diretta televisiva.
Per ricordare dunque queste tradizioni, e sopratutto per chiamare a raccolta in preghiera i fedeli delle parrocchie di Caselle e Borgaro, il nostro parroco, don Alessandro, ha organizzato per le vie delle due cittadine, altrettanti momenti specifici di ritrovo.
A Borgaro l’appuntamento è fissato per venerdì 27 marzo alle ore 21, mentre a Caselle il ritrovo sarà venerdì 31 marzo, sempre alle ore 21. Cinque le stazioni casellesi che i fedeli percorreranno: dalla prima, con partenza dalla sede della Pro Loco in via Madre Teresa di Calcutta, 55, si passerà alla seconda in via Cristoforo Colombo, sita in prossimità del parco giochi, quindi sempre in via Cristoforo Colombo, 36 per la terza stazione, per spostarsi poi in via Marco Polo, 16 per la quarta, con conclusione della quinta, nell’area del parcheggio di fronte a Via Gandhi, 1.
“Un percorso per le strade di Caselle, sotto le finestre delle case, dei condomini, dove si affacciano le famiglie, dove ci sono anziani, ammalati o anche solo persone bisognose di ascolto”, ci dice il vice-parroco don Sergio, che prosegue: “Gesù con quella croce ha portato su di sé tutte le nostre realtà: la realtà della società e della Chiesa, e ha preso sulle sue spalle tutte le nostre sofferenze” e, concludendo, richiama le parole di San Paolo: “Completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo”. “Questo è il vero significato della via Crucis”, riprende ancora don Sergio, “la via Crucis permette a Gesù di entrare nella nostra realtà. Passione, Morte e Resurrezione.”







