L’inizio dell’anno è stato tra i peggiori di sempre, funestato dal male: le giovani vite bruciate, gli USA che somigliano sempre più a Russia, Corea, Cina, e i social dove scannarsi senza freni, e per le strade non è da meno con le città insicure e prede della violenza.
Un debutto che ha sancito la cancellazione di quella minuscola percentuale di democrazia della quale parlavamo mesi fa, e la conferma che non conti più nemmeno la verità, la realtà, ma solo una continua propaganda che trova adesioni e consensi ovunque proprio perché la verità costa fatica cercarla, comprenderla, quindi una versione bell’e pronta data dal potere del momento ( che durerà molto a lungo) è più facile, edulcorata e non necessita di aggiustamenti o revisioni tanto che viene accolta, anzi desiderata la presenza di leader che si comportano come … forse come noi, solo in versione molto più aggressiva e potente, altrimenti non si spiega come si potrebbero accettare invasioni, bombardamenti, minacce, giustificare omicidi, o condannare uomini per le loro idee.
Tornando al rogo dei primi minuti dell’anno sgomenta come il tutto venga liquidato con un “mi spiace” o “chiediamo scusa”, quasi fosse una banalità, perché ora c’è l’attenzione dei media ma da qui a poco quei ragazzi ridotti in cenere e quelli che lottano per la sopravvivenza verranno dimenticati.
Per denaro, per facile profitto, e le amicizie, le connivenze, i favori, i mancati controlli non troveranno mai un colpevole.
Pensate a Gaza: non compare quasi più, non riscuote interesse, ormai è passata: aveva preso il posto nei notiziari scavalcando l’Ucraina, poi qualche missile in più ha spostato il baricentro delle attenzioni nuovamente lì. Saldamente primo in classifica è ritornato il pazzo arancione che si alza al mattino e decide di prendersi il mondo intero, o perlomeno di spartirselo con quelli come lui, con le sue SS, la sua Gestapo.
E noi qui in silenzio, nemmeno un timido belato, o un qualcuno che alzi la testa e drizzi la schiena contro l’orrore. Perché? Per paura, per complicità, timori, non saprei. Possiamo tradurre il tutto “per denaro”.
Sì certo, generalizzo ma non vedo altre motivazioni.
Viviamo in questa tragica bolla senza uscita, senza risveglio come una sorta di Colosseo con i poveretti sbranati dalle fiere. Ma stiamo applaudendo, perlomeno una parte di noi neppur troppo piccola.
Addirittura i comici si stanno convertendo, reinventando, come aziende che debbano forzatamente cambiare genere merceologico per sopravvivere, nel loro caso per tentare di raccontare la realtà.
Non avrei mai pensato di invecchiare guardando un cialtrone tinto di biondo atteggiarsi a quel modo, così tanto imbarazzante che pure la sua donna lo schifa, se avete visto il breve filmato. E adesso pure con la medaglia del Nobel, in omaggio.
Da tempo i ruoli si sono letteralmente invertiti: i politici fanno i comici e viceversa i comici si vedono costretti a fare politica, e questo praticamente in tutto il mondo.
Ciò cui abbiamo assistito a inizio anno, e non solo, è angosciante e merita qualche piccola considerazione; intanto per il politico di qualunque schieramento è facile: basta esternare qualsiasi cosa gli suggerisca l’encefalo e buttarlo in pasto alle masse tanto al limite dire “mi avete frainteso” è un’usanza molto comune, e non c’è morale, vergogna che tenga.
Non così per il comico: quello si deve informare eccome! Non può mettersi allo stesso livello di coloro che gli hanno rubato il lavoro: prima di esporsi in tv o sui media deve capire, studiare, documentarsi sui fatti sulla storia recente prima di trovare quel guizzo satirico per fare centro, perché dal comico si pretende stia ancorato alla realtà, tragica certo ma pur sempre la realtà, possibilmente non scada nella volgarità o nella nuova politica cinepanettone.
Il comico dev’essere una persona seria e intelligente.
Il politico no, per lui è sufficiente sbraitare paonazzo in volto con le vene del collo ingrossate improperi e insulti, ma soprattutto cose cui probabilmente non crede più nemmeno lui, o lei, ma che ormai fanno parte del repertorio. Le parti sono miseramente invertite.
Chiudete gli occhi e pensate ai capi di stato, ditemi se in un mondo lontano su Andromeda o nella Nube di Magellano non sarebbero in uno Zelig.
Cos’altro ci serve per cercare di risvegliare in una umanità morta la morale, l’etica, il rispetto?
Mala tempora currunt
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