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domenica, Aprile 19, 2026

    Surrettizio

    Ci sono parole che proprio non vogliono sapere di entrarmi in testa.
    Ogni volta che mi imbatto in “sesquipedale” o in “surrettizio” devo mettere mano al vocabolario per cercare che diavolo significano e poi dirmi “ ma certo, lo sapevo!” e ridirmi ancora che, sicuro come l’oro, passati dieci minuti scarsi sarò lì a dolermi di non ricordare più per bene cosa diavolo vogliano mai dire sesquipedale e surrettizio. Forse sarebbe il caso che cancellassi i due vocaboli dalle priorità di conoscenza. Idem per “spin-off”. Massì, quell’espressione che connota una serie in cui il protagonista appariva in precedenza come personaggio secondario in un’altra serie, quell’anglicismo che va sempre a braccetto con “spoilerare”, come se dentro allo Zingarelli che fu non si trovasse un sinonimo italico atto alla bisogna come svelare, rivelare o spifferare…
    Spin-off però ci può aiutare a capire da dove arrivino Trump e la sua politica, e quel modello di sedicente democrazia che “diplomaticamente” il potere alla Casa Bianca intende estendere al mondo.
    Tutto ciò nasce da stracci di realtà fattisi reality, dal tempo in cui il dubbio non è più stato tra essere o avere, ma, via via semplificando, semplicemente apparire.
    La politica di Trump è nata negli episodi di “The Apprentice”, nel godere di poter dire un giorno al mondo intero “You’re fired!”, sei licenziato. La sua etica è tutta brutalmente qui.
    Così arrivi persino a capire cosa c’è dietro a quell’orrenda americanata che ci ha recentemente ammannito con un filmato dal titolo tutto maiuscolo “ JUSTICE THE AMERICAN WAY” dove si susseguono Iron man, Il gladiatore e Top Gun, come se quella bestia immonda che è la guerra fosse una roba a metà tra la presentazione di una nuova serie su Netflix o un videogame. Il tutto a prosecuzione di un’altra bella pensata condita dalle note della Macarena.
    Parafrasando quel sant’uomo di Mattarella, non possiamo, non dobbiamo rassegnarci ad accettare tutto questo.
    Accettarlo come realtà attualmente ineludibile significherebbe prostrarsi al ruolo subalterno del suddito, accogliere benevolmente l’idea che alla fin fine la democrazia è un concetto passato, arretrato, improduttivo e lento, mentre invece oggi non può che essere imprescindibile un rapporto diretto e semplificato. Se accettassimo ciò, sarebbe un errore madornale.
    Oggi la società civile sembra assistere impassibile agli attacchi reiterati tendenti a ferire gli anticorpi del regime democratico, attacchi provenienti da un unico modus operandi: fare casino, usando la mediocrità del casino per incassare disgusto e poi indifferenza, dote assolutamente necessaria per chi ama continuare a gestire il consenso e rendere intoccabile la possibilità di mantenere il potere.
    Lo schema che continua a proporre una trasmissione radiofonica come “La Zanzara” è illuminante: dal caos, dal buttarla costantemente in vacca, dalla discesa agli inferi posso ricavare attenzione e successo, persino alimentare dubbi nelle coscienze. Ed è qui che scatta lo consequenzialità, quella di chi ha capito come poter usare il casino come nuova arma di distrazione e distruzione.
    Il 22 e 23 prossimi andremo a votare per un referendum, per modificare ben sette articoli della nostra Costituzione e ci arriviamo confusi da una propaganda speciosa, degna delle peggiori tifoserie, solo più convinti che ci sia un sottotesto, un non detto ad attenderci oltre le urne.
    Ciò che però deve esserci chiaro è che non dobbiamo smettere di sperare nella speranza.
    L’alba prima o poi torna. Basta saper attendere e avere fiducia nel tempo.

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    Elis Calegari
    Elis Calegari
    Elis Calegari è nato a Caselle Torinese il 24 dicembre del 1952. Ha contribuito a fondare " Cose Nostre", firmandolo sin dal suo primo numero, nel marzo del '72, e, coronando un sogno, diventandone direttore responsabile nel novembre del 2004. Iscritto all' Ordine dei Giornalisti dal 1989, scrive di tennis e sport da sempre. Nel corso della sua carriera giornalistica, dopo essere stato collaboratore di prestigiose testate quali “Match Ball” e “Il Tennis Italiano”, ha creato e diretto “Nuovo Tennis” e “ 0/15 Tennis Magazine”, seguendo per più di un ventennio i più importanti appuntamenti del massimo circuito tennistico mondiale: Wimbledon, Roland Garros, il torneo di Montecarlo, le ATP Finals a Francoforte, svariati match di Coppa Davis, e gli Internazionali d'Italia per molte edizioni. “ Nuovo Tennis” e la collaborazione con altra testate gli hanno offerto la possibilità di intervistare e conoscere in modo esclusivo molti dei più grandi tennisti della storia e parecchi campioni olimpionici azzurri. È tra gli autori di due fortunati libri: “ Un marciapiede per Torino” e “Il Tennis”.

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