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Comune di Caselle Torinese
mercoledì, Maggio 20, 2026

    Tra memoria e responsabilità

    Caselle ha ricordato le vittime della mafia

    Il 20 aprile Caselle ha commemorato le vittime della mafia, un momento di memoria e di riflessione organizzato dalla Commissione Pari Opportunità, con la partecipazione dell’Amministrazione, delle associazioni del territorio e delle forze dell’ordine. La cerimonia, svolta presso il monumento alle vittime innocenti delle mafie presso il Palatenda del Prato della Fiera, è stata aperta da Chiara Mingrone, componente della Commissione Pari Opportunità, che ha sottolineato il valore simbolico del ricordo:” Come i fiori che sbocciano in primavera, il nostro auspicio è che questo momento sia l’inizio di una nuova stagione nella quale non si debbano più contare vittime di mafia.”
    Ha poi passato la parola al sindaco Giuseppe Marsaglia che ha evidenziato un fatto importante: “Questa celebrazione è ancora troppo poco sentita, se ne parla poco e molti cittadini percepiscono la mafia come lontana da sé, mentre è vicina, silenziosa e presente nelle scorciatoie, nei favoritismi e nella mentalità clientelare che indeboliscono il Paese”.
    Ha ricordato anche l’assegnazione alla Protezione Civile di un bene confiscato alla mafia, destinato a diventare una risorsa pubblica. “Un segnale chiaro che dimostra come ciò che nasce dal crimine può trasformarsi in opportunità per la comunità. ”
    Il sindaco ha concluso il suo intervento citando le parole di Giovanni Falcone: -Gli uomini passano, le idee restano e continuano a camminare sulle gambe di altri uomini.-
    Ha preso quindi la parola Erika Santoro, presidente della Commissione Pari Opportunità, che ha invitato i genitori a non isolare i figli dalla realtà, di parlare apertamente di mafia e di criminalità, di educare i ragazzi alla legalità e alla consapevolezza sociale. Alla fine della cerimonia sono stati letti alcuni dei nomi delle vittime di mafia. Tra i più noti, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Peppino Impastato, Pino Puglisi, Nini Cassarà, Lea Garofalo, don Diana, Rocco Chinnici. In totale i nomi completano 27 pagine, un monito della ferocia della mafia e del suo impatto sulla società italiana. Questa giornata non è solo memoria, è denuncia e responsabilità. La mafia non è soltanto criminalità violenta, è una mentalità che produce ingiustizie quotidiane e prevaricazioni. Ricordare le vittime non basta: la memoria deve camminare sulle nostre gambe, trasformarsi in impegno quotidiano, responsabilità civica e genitoriale. Solo così la mafia verrà sconfitta. Giovanni Falcone ebbe a dire:” La mafia è un fenomeno umano, come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi una sua fine.” La mafia vive nella complicità e nel silenzio di alcuni, il che rende urgente una lotta che parta dalla cultura e dalla legalità.

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