
La raccolta cornice della Chiesa dei Battuti ha ospitato nello scorso mese di marzo una suggestiva mostra sulla vita e sulle opere di Piergiorgio Frassati, oggi venerato Santo dalla Chiesa Cattolica Romana per volere di Papa Leone XIV. Undici grandi pannelli allineati nella Confraternita dei Battuti Bianchi hanno permesso al visitatore di percorrere e comprendere la vicenda umana e cristiana del Santo, che ha visto la luce a Torino il 6 aprile 1901 poi morto giovanissimo a soli 24 anni. Nato dal proprietario del giornale “La Stampa”, Piergiorgio fu un grande amante della montagna e, quando poteva, trascorreva i momenti di svago nella casa di famiglia della madre a Pollone, vicino a Biella, paese nel quale riposano le sue spoglie. Il suo “animo attento e sensibile, lo portava ad apprezzare ogni forma di arte: dalla pittura alla scultura, dalla musica sinfonica e lirica, fino al teatro e alla letteratura”, si leggeva in uno dei pannelli. Bellissimo l’accostamento con la musica lirica che accompagnava il visitatore durante il percorso commemorante questo grande, giovane Santo, che dedicò la sua vita ai poveri e ai diseredati, diventando esempio di carità e di generosità. La sua impronta è un indicatore anche attraverso il suo motto: “Non vivacchiare, ma vivere”. Papa Francesco, promotore della sua santificazione, così parlava di lui: ”Un giovane che ha davvero speso la sua vita, diventando un modello di fiducia e di audacia evangelica per le giovani generazioni d’Italia e del mondo”.
Per completare la conoscenza della vita terrena di Frassati, Luca Rolandi, giornalista e storico torinese, ha presentato il suo libro, dal titolo “Pier Giorgio Frassati e la Politica”, illustrato al pubblico lo scorso 9 aprile nel salone parrocchiale di via Gibellini. L’autore ha tracciato prima una veloce carrellata della breve esistenza del giovane, fra vita agiata in una famiglia borghese e la ricerca del vero amore da offrire agli ultimi, per poi scendere nell’oggetto principale del suo trattato: la politica. Frassati, seppur giovanissimo, aveva già le idee molto chiare e si indirizzò verso la linea politica di Don Luigi Sturzo, fondatore del Partito Popolare Italiano, manifestando, attraverso missive indirizzate alla sorella, la sua reale preoccupazione per “La marcia su Roma”. Un libro, che non è un romanzo, bensì un’evoluzione storica, frutto di ricerca e di studi, grazie anche all’aiuto della sorella del Santo, Luciana, deceduta a 105 anni nel 2007.
Una serie di domande del pubblico ha poi concluso la serata, brillantemente moderata da Mara Milanesio, con il supporto Vittorio Mosca.
Ai Battuti Una mostra per Frassati
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