Amedeo Berta è senza dubbio uno dei creativi più interessanti nati e cresciuti artisticamente nel territorio ciriacese, in quella straordinaria factory provinciale che fu il Taurus 1.0, nei gloriosi anni fra il 2006 e il 2012. È anche il creatore e conduttore nell’innovativo e fortunatissimo podcast “Stranopodcast”, del quale il nostro giornale si è già occupato lo scorso anno. Un podcast a cadenza mensile che spazia fra musica, letteratura, fumetto, psicoterapia e attualità, con importanti ospiti italiani e internazionali.
Amedeo ha animato la scena musicale come chitarrista e cantante di alcune band tra le più significative della scena indipendente, come gli Angry September, attivi tra il 2005 e il 2012, e in seguito i Low Standards High Fives a partire dal 2012; band, quest’ultima, che Amedeo ha abbandonato nell’estate scorsa per dare vita alla nuova identità solista Merricat_vt. Le sonorità di questo nuovo progetto, come spiegato dallo stesso autore, sono hyper-emo, una sorta di malinconia elettronica che scorre fra fantasmi e glitch (un malfunzionamento improvviso di un software o di un sistema tecnologico). Nelle canzoni, chitarre arpeggiate e rumori sintetici si intrecciano, dando forma a un suono che vuole ricordare quello che ti accarezza le orecchie quando ti svegli da un incubo e fuori c’è il tramonto. L’intero lavoro è concepito come un album fotografico che si dipana fra ansia, lutto, frustrazione, case infestate, amore sconfinato. L’ep Sleep Paralysis, VOL.1 è un lavoro rigorosamente do it youself , il cui master finale è stato affidato al produttore Federico Friso ed è disponibile da fine gennaio su tutte le principali piattaforme di streaming. Bellissime le incursioni sonore del giovane sassofonista Amerigo Carone.

L’EP, nel suo insieme, parla del prendersi cura di sé e delle persone, animali, piante che abbiamo intorno e anche della propria salute mentale: dell’importanza, quando ci sentiamo paralizzati e paralizzate, di cercare aiuto al di fuori di noi stessi e noi stesse. “Penso sia fondamentale parlare di salute mentale, normalizzare il tema. Anche se viviamo in un momento storico in cui sta diventando un po’ più facile farlo rispetto al passato, dobbiamo ancora fare grandi passi avanti, e trasformare questa materia in una parte integrante della nostra quotidianità.” Un tema che prende forma soprattutto negli ipnotici cori del brano Our Fuckin’ Hell. Smokey, invece, spiega Amedeo, è dedicato “a un cane del quale ho incrociato il percorso quando era già anziano, praticamente cieco e sordo, ma con cui ho sviluppato un legame fortissimo e che mi ha insegnato l’amore sconfinato e il significato profondo del prendersi cura degli altri”. Blood Stained Tapestry affronta un sentimento che, soprattutto di questi tempi, credo sia comune a molti di noi: il senso di impotenza nell’assistere a quello che succede nel mondo.







