Vorrei descrivervi in queste poche righe un disturbo che ha un nome molto strano, ma in realtà non è così raro e forse avete ben presente di cosa si tratti: la misofonia. Questo termine particolare è stato coniato dai neuroscienziati statunitensi Pawel e Margaret Jastreboff e sta ad indicare il fastidio, che si traduce spesso in odio e intolleranza, verso alcuni rumori che per la maggior parte della gente sono del tutto insignificanti.
“Smettila di masticare facendo tutto quel baccano!” “Ma non sto facendo niente…” può essere un esempio di dialogo tra un misofono ed il suo partner. Infatti, cosa genera molto fastidio sono i rumori prodotti dalle persone nelle loro attività quotidiane, specie dalle persone che ci stanno più vicino, come il partner, il figlio, il collega. Suoni che fanno parte della quotidianità tra le mura domestiche, come quelli generati quando si mangia, si respira, si annusa, ci si lava i denti, si tagliano le unghie, si dorme: suoni del tutto innocui, per un misofono sono intollerabili e possono addirittura portare ad essere aggressivi.
Questo fastidio non è generato dall’intensità del rumore, ma piuttosto dal contesto in cui viene emesso. Le persone che soffrono di questo disturbo sono irritate perché sono convinte che un tale rumore darebbe fastidio a chiunque (non si rendono conto di essere loro troppo sensibili) e proprio non comprendono perché la fonte del rumore non faccia nulla per evitarlo. I misofoni prestano grande attenzione alle emissioni sonore degli altri, mentre sono inconsapevoli o per nulla infastiditi da quelle prodotti da loro stessi. Hanno reazioni esagerate e incomprensibili per i suoni altrui: non si capisce come ci si possa disperare per un clic di una penna, per il ticchettio dei tacchi, per uno sbadiglio o un colpo di tosse, il sibilo di certe consonanti o da alcuni suoni ripetitivi. In alcuni casi, risulta insopportabile notare una gamba che dondola, il movimento della mascella che mastica… l’odio per i movimenti altrui viene chiamato misocinesia.
La persona chiaramente cerca di contenere le proprie reazioni perché se si lasciasse andare potrebbe essere molto aggressiva e fare del male a quell’inconsapevole generatore di suoni. Ma come mai succede tutto ciò? Una risposta certa non esiste ancora, ma sembrerebbe che i misofoni percepiscano i rumori in modo differente dal punto di vista neurologico. Tendono a concentrarsi troppo su alcuni rumori, tanto da non riuscire a distoglierne l’attenzione. Inoltre, tendono ad accumulare molta rabbia. Per evitare di sfogare tutta questa rabbia, i misofoni cambiano vita, evitano le situazioni temute, ad esempio, mangiano da soli, oppure dormono separati dal partner.
Questo disturbo inizia a presentarsi durante la crescita, nell’adolescenza, ma all’inizio si è inconsapevoli di averlo. Già da piccoli si può provare un conflitto interiore tra il sentire insopportabili i rumori prodotti a tavola dai famigliari e il non potersene sottrarre, perché non è consentito criticarli, oppure alzarsi prima di avere finito i pasti. È poi complicato odiare e amare allo stesso tempo i momenti di condivisione con i propri cari, come cenare assieme.
Si tratta di persone perfezioniste che di solito soffrono anche di altri disturbi, come l’ansia o la depressione, oppure stanno vivendo un periodo di forte stress.
Ma come mai questo disturbo, che provoca tanto malessere, è stato scoperto da così poco tempo? Una volta non esisteva? Alcuni neuroscienziati credono che l’aumento di popolazione in età moderna, il dover vivere in ambienti urbanizzati dove si hanno a disposizione spazi personali ristretti fa sì che non ci si sopporti più!
Di misofonia si parla ancora poco, non è considerata una malattia ma piuttosto un disagio e non si sa bene quante persone ne soffrano, anche perché molto spesso questa sensibilità non arriva all’attenzione dei medici. Non si tratta infatti di un disturbo dell’udito, ma è una modalità differente di percepire i rumori. Chi la prova tende a tenere la questione per sé, anche per vergogna, per timore di essere giudicati come una persona troppo esigente, intollerante, e le liti tra le mura domestiche causate dalla misofonia rimangono il più delle volte una questione privata. La misofonia non è divertente per chi ne soffre, non ci si sente capiti e non si sa come affrontarla perché non è possibile chiudere le orecchie nelle situazioni sociali, anche se gli auricolari per ascoltare musica e per attenuare il rumore esterno, possono essere di grande aiuto.
Ci sono vari modi per aiutare le persone a tollerare questi “fastidiosi” rumori, come utilizzare tecniche di rilassamento, di meditazione o di immaginazione, dove si insegna ad associare gli odiati suoni a sentimenti o immagini positive. Esistono dei programmi sperimentali per desensibilizzare i misofoni e permettere loro di tornare a condurre una vita piuttosto normale, senza essere perennemente preoccupati su come evitare persone o posti “rumorosi”.







