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sabato, Aprile 11, 2026

    Si vuole un’altra guerra mondiale?

    Gaza, Cisgiordania, ancora fronti di guerra con forze impari. I coloni, (che in realtà sono occupanti abusivi), intensificano la violenza, verso i palestinesi, sicuri di essere, comunque, sempre impuniti. Israele è un Paese che si dice democratico, ma, viola sistematicamente i diritti umani, in quella che in origine era la Palestina. I militari non si fanno alcun scrupolo a colpire nel mucchio dei disperati di Gaza. La Corte Penale Internazionale ha condannato per crimini di guerra e crimini contro l’umanità, i maggiori responsabili di quel Paese, ma nessuno si permette di fermarli. C’è un altro inferno sulla terra, poco noto. In Sudan, una guerra iniziata nell’aprile 2023, ha causato 12.6 milioni di sfollati, disperati senza una meta. Il numero di civili morti non è dato a sapere, non si contano neppure, considerati al pari delle bestie, forse anche meno. Poi, nel continente africano, a sud del Sahara, su 49 Paesi in 24 di essi, quasi tutti retti da giunte militari, ci sono conflitti armati interni, spesso e volentieri manovrati dalle grandi potenze. È l’industria delle armi che detta legge ovunque, i potenti collaborano. Ma, la maggior parte della popolazione di Israele, Palestina, Ucraina, Russia, Sudan e del resto del mondo, vuole la guerra? La risposta è sicuramente no. Ci comanda una esigua minoranza che, con essa, fa i suoi sporchi affari. Il mondo gira male da un bel pò, progressivamente sempre peggio. Molti di noi (purtroppo ancora in minoranza) hanno finalmente aperto gli occhi e vedono ciò che ci hanno sempre tenuto nascosto. Da quando Assange ha rischiato di lasciarci le penne, molti che vivevano tranquilli hanno cominciato a convincersi che viviamo in una bolla. Ma anche i demoni umani che gestiscono questo sporco gioco, han compreso che abbiamo capito. Dunque far scoppiare quella bolla potrebbe essere la soluzione, prima che finisca come in Francia, col metodo del dottor Guillotin. Esagero? Prendo solo atto che, quelli che hanno favorito le guerre, dopo il tristemente famoso 11 settembre, siedono ancora agli stessi tavoli, e quando si riuniscono non parlano mai di pace, anche se vorrebbero le medaglie (talvolta le han pure immeritatamente ottenute). Prendo atto che chi denuncia questo schifo viene linciato mediaticamente, che le ragazze schiave dei potenti sono carne da macello, così i giovani ucraini, e non solo loro, prelevati in casa o per strada, e mandati a morire al fronte. Prendo atto che, molti potenti politicanti sembrano (o sono?) drogati incalliti. Prendo atto che, senza giustizia i potenti continuerebbero a farla franca, non per niente vogliono cambiare le regole per essere ancor più certi. Prendo atto che, la “morte improvvisa” di un testimone sostituisce spesso il suo suicidio sospetto. Potrei continuare osservando che una guerra mondiale per questi demoni potrebbe proprio essere la soluzione. In fondo su questa terra siamo troppi e le risorse scarseggiano, specie se vengono utilizzate con i criteri di spreco di quelli che stanno decisamente troppo bene. Coprire scandali e ruberie con una guerra non sarebbe un metodo perfetto? Più schiavi crepano è meglio, per quelli che si credono padroni degli stessi. La storia non ha insegnato nulla: pellerossa, indios, irakeni, afgani, armeni, ebrei, curdi, vietnamiti, cinesi, ai quali aggiungerei i milioni di morti nella seconda guerra mondiale, e un numero imprecisato, forse 70 mila, del genocidio dei palestinesi ancora in corso. Ma, il futuro potrebbe essere ancora molto peggio. Qualcuno diceva che dopo la terza guerra mondiale, la quarta verrà combattuta con le fionde. Un ritorno alle origini, che non salverà di certo quei potenti di cui sopra. Per quanto si credano immuni dal disastro che stanno alimentando, non s’illudano, non ci sarà alcun futuro nemmeno per loro.

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    Ernesto Scalco
    Ernesto Scalco
    Sono nato a Caselle Torinese, il 14/08/1945. Sposato con Ida Brachet, 2 figli, 2 nipoti. Titolo di studio: Perito industriale, conseguito pr. Ist. A. Avogadro di Torino Come attività lavorativa principale per 36 anni ho svolto Analisi del processo industriale, in diverse aziende elettro- meccaniche. Dal 1980, responsabile del suddetto servizio in aziende diverse. Dal '98 pensionato. Interessi: ambiente, pace e solidarietà, diritti umani Volontariato: Dal 1990, attivista in Amnesty International; dal 2017 responsabile del gruppo locale A.I. per Ciriè e Comuni To. nord. Dal 1993, propone a "Cose nostre" la pubblicazione di articoli su temi di carattere ambientale, sociale, culturale. Dal 1997 al 2013, organizzatore e gestore dell'accoglienza temporanea di altrettanti gruppi di bimbi di "Chernobyl". Dal 2001 attivista in Emergency, sezione di Torino, membro del gruppo che si reca, su richiesta, nelle scuole.

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