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Comune di Caselle Torinese
giovedì, Maggio 21, 2026

    Una casa dalla mafia alla comunità, la nuova sede Protezione Civile

    Dedicata a Graziella Campagna

    Difficilmente la comunità casellese dimenticherà la mattinata del 20 aprile, che non sarà ricordata solo per l’inaugurazione della casa confiscata alla mafia. Il ricordo più vivo sarà nella commozione, nel pathos, nelle parole roventi, lancinanti ma piene di speranza di Pino Masciari, alla presenza di Libera, delle Forze dell’Ordine, di Mauro Esposito, della comunità tutta, silente ad ascoltare il ruggito di un leone ferito ma mai zittito che continua a lottare nonostante recenti attentati, costretto all’esilio costante da trent’anni. Un uomo, Pino Masciari, a cui la mafia ha sottratto la vita ma che continua a esporsi per portare la sua esperienza di uomo onesto, integerrimo, un imprenditore che ha perso tutto ma non la dignità e la rettitudine. La cerimonia ufficiale è stata aperta dal sindaco Beppe Marsaglia che, dopo aver ringraziato la presenza delle autorità del comune di Torino, della Regione e di tutte le associazioni presenti, si è soffermato sul ruolo delle forze dell’ordine: -Svolgendo il loro lavoro moltissimi Carabinieri sono stati uccisi, perché scorta di uomini sotto il tiro della mafia, di tutte le mafie. I Carabinieri garantiscono la nostra incolumità, svolgono un lavoro vigile. Senza il Corpo della Polizia, l’Arma dei Carabinieri e la Guardia di Finanza sarebbe più difficile vivere serenamente e sicuramente non saremmo qui, oggi, a celebrare questa inaugurazione. Ringrazio il vicepresidente della Regione Piemonte Maurizio Marrone e la vicepresidente del Consiglio Comunale di Torino Ludovica Cioria e tutti i sindaci dei comuni limitrofi, il dipartimento della Prefettura che si occupa di consegnare alle amministrazioni le case requisite alle mafie. Il valore di questa giornata che stiamo celebrando è nella consegna alla Protezione Civile di questo immobile confiscato alla mafia affinché diventi un luogo di servizio e di sicurezza, un bene comune che porterà il nome di “Graziella Campagna”. Graziella Campagna era una ragazza diciassettenne che lavorava in una lavanderia. Trovò casualmente un’agendina in una tasca e la prese, in quell’agendina c’era un nome di un pericoloso latitante. Graziella tornò a casa, lo raccontò alla mamma: a 17 anni non poteva sapere a cosa stesse andando incontro. Il 12 dicembre del 1985 all’uscita della lavanderia Graziella fu prelevata, portata sui monti Peloritani e uccisa barbaramente con cinque colpi di lupara. Il sindaco ha infine ringraziato la dirigente scolastica Pina Muscato, gli insegnanti e i bambini che hanno scelto il nome di Graziella. Ha preso poi la parola Maurizio Marrone, vicepresidente della Regione Piemonte, che ha ribadito che la lotta alla mafia e il contrasto alla malavita organizzata deve essere un patrimonio di tutta la politica: il recupero dei beni confiscati rappresenta un tassello fondamentale di questa battaglia che vede in prima linea le istituzioni degli enti locali, la Regione che sostiene i comuni che dimostrano competenza e sensibilità e ottengono risultati concreti. Il sindaco ha dato la parola ad un rappresentante dell’associazione “Libera” che da moltissimi anni si occupa di legalità che ha sottolineato il fatto che il Piemonte è la settima regione d’Italia per il numero di beni confiscati ma soltanto la penultima per capacità di riutilizzo, quindi la strada da fare è ancora lunga e giornate come oggi si devono moltiplicare per fare una grande trasformazione. La dirigente scolastica ha ribadito il ruolo della scuola. Gli alunni, attraverso l’istruzione, possono costruire un’identità e una coscienza di persone attive e diventare cittadini responsabili. I bambini delle classi quinte della Scuola Primaria hanno effettuato un percorso specifico di riflessione sull’educazione alla legalità. Non si è trattato solo di un insieme di attività ma di un viaggio che ha condotto tutti a esplorare e riflettere su temi e valori fondamentali come la legalità e il ricordo delle vittime della mafia. “ Il momento più significativo – ha raccontato la dirigente – è stato il processo di intitolazione della casa, il coinvolgimento degli alunni li ha portati a scegliere Graziella Campagna. Dopo le poesie e le letture fatte dai bambini delle classi quinte, ha preso la parola Pino Masciari, il momento più intenso della cerimonia. Imprenditore e testimone di giustizia, Masciari, con parole cariche di emozione e passione, ha raccontato il prezzo della sua scelta di legalità, sottolineando che, nonostante la sua vita sia stata profondamente segnata da quella decisione, rifarebbe tutto, perché un essere umano se vuole cambiare il malaffare deve cominciare da se stesso. Si è rivolto a tutti i presenti, lanciando un appello forte e accorato, quasi urlato:” Non restate in silenzio di fronte alle ingiustizie, denunciate sempre ciò che non è lecito, perché la mafia prospera proprio sull’omertà e sulla fragilità di chi, per paura o bisogno, finisce per rivolgersi ad essa.” Accanto a lui era presente Mauro Esposito, anch’egli testimone di giustizia, che continua a vivere una realtà difficile legata alle pressioni e alle minacce della criminalità. Masciari ha rivolto un appello al sindaco affinché le istituzioni non lascino solo Esposito nella sua battaglia quotidiana contro chi ancora tenta di piegarlo. Prima di congedare Pino Masciari, il sindaco gli ha consegnato l’attestato di Cittadino Onorario che lo aspettava da tempo. Terminati gli interventi, Pasquale Campagna, il fratello di Graziella, si è collegato da remoto e ha ringraziato tutta la comunità per il gesto di grande valore simbolico, sottolineando che il futuro che Graziella non ha potuto avere, in realtà vive oggi negli occhi e nelle parole dei bambini che hanno reso omaggio alla sua memoria. Dopo la benedizione di don Claudio, la cerimonia si è conclusa con lo svelamento delle targhe affisse sulla casa: una dedicata alla Protezione Civile, l’altra a Graziella Campagna. Un gesto che segna definitivamente la trasformazione di un luogo un tempo simbolo di illiceità in un presidio di legalità, memoria e servizio per tutta la comunità.

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