
La lingua italiana comprende non meno di 300.000 vocaboli e tra questi alcuni sono, per i più, veramente indecifrabili, se non persino impronunciabili, come per esempio eupeptico, faldistorio o irrefragabile…
Fra questi trovo però affascinante il termine serendipità, per il suono in sé, ma soprattutto per il significato che esprime.
La parola serendipità è un neologismo inventato nel Settecento dallo scrittore inglese Horace Walpole, e identifica il fare nuove scoperte per caso, oppure trovare una cosa mentre se ne sta cercando un’altra e questo ci provoca felicità.
Semplificando molto, per rendere il concetto più chiaro possibile, attraverso le parole del cardiochirurgo americano Julius Comroe, è come «cercare un ago in un pagliaio e trovarci la figlia del contadino».
La serendipità è tipica della ricerca scientifica, come la rivoluzionaria scoperta casuale della penicillina da parte di Alexander Fleming, ma anche delle grandi scoperte geografiche, come l’arrivo in America di Cristoforo Colombo, mentre in realtà il navigatore voleva solo raggiungere le Indie. Ma questo può accadere anche nella quotidianità, per esempio andando al supermercato per comprare dentifricio e carta igienica e trovare, per caso, quel paio di scarpe da trekking viste su una rivista o perdersi in un una città sconosciuta e scoprire qualche meraviglia nascosta. Insomma, la felicità che ci arriva dalle piccole sorprese casuali.
Quando poi la serendipità non solo si presenta, ma raddoppia nello stesso giorno, anzi triplica… beh, a quel punto si deve scrivere un articolo.
Era un periodo in cui stavo cercando alcuni numeri mancanti per la mia collezione di fumetti di Tex Willer e quel giorno decisi di passare al mercatino dell’usato per il periodico controllo, ancora una volta purtroppo infruttuoso. Sconsolato passai con lo sguardo l’ultima fila di giornaletti quando fui attratto da un’anomalia: tra questi spiccava un libro, ben voluminoso. Lo presi e lessi il titolo: “La verità sul caso Harry Quebert”. La copertina era accattivante, come la sinossi. Decisi di investire due euro e cinquanta; in fondo erano alcuni mesi che leggevo pochino.
Arrivato a casa posai il romanzo nella libreria e mi preparai per la cena con alcuni amici organizzata per quella sera.
Fu lì che Marco, tra l’insalata russa e la lingua in salsa, mi raccontò della sua disavventura: “Non mi era mai capitato di sbagliare acquisti su Amazon e non so ancora come sia successo. Sta di fatto che invece di un libro su Napoleone mi è arrivato a casa un romanzo di un autore americano sconosciuto.”
“E tu lo hai rimandato al mittente…”
“In effetti lo stavo facendo, poi ho letto per curiosità le prime pagine e… in due giorni l’ho finito.”
“Pensa il caso…”
“Già, ma scusa, non sei tu che ami Stephen King?”
“Non dico di aver letto tutti i suoi romanzi, ma me ne mancano ben pochi…”
“Vedi, non mi sbagliavo. Un po’ questo Tom Summers me lo ha ricordato, senza il taglio horror. Sono sicuro che Il club delle copie originali, questo è il titolo dell’acquisto errato, ti potrebbe piacere.”
“Perché no, se vuoi posso passare da te in settimana…”
“Facciamo prima, sai, il libro ce l’ho con me; volevo imprestarlo a Luisa, ma sono proprio curioso di sapere cosa ne pensi. Mia sorella, può aspettare; come sempre starà leggendo tre romanzi in contemporanea.”
Fu così che il libro di Tom Summers andò a fare compagnia al bestseller di Joël Dicker nella mia libreria. Sì, perché il giorno dopo scoprii che con due euro e cinquanta avevo comprato un bestseller da due milioni di copie, e ora era lì, al fianco di un romanzo di un autore sconosciuto capitato per caso a casa di Marco.
Due thriller, due romanzi che viaggiano tra passato e presente cavalcando misteri, enigmi, attraverso l’intreccio di esistenze solo apparentemente “normali”.
Due scritture immediate, coinvolgenti, che ti tengono sospeso sino all’ultima pagina.
Dopo una settimana li avevo letti entrambi.
I numeri di Tex Willer che avevo cercato al mercatino continuano a mancare nella mia collezione, ma quell’intreccio di serendipità mi aveva regalato emozioni decisamente inaspettate.
Chissà, forse qualcuno di voi starà leggendo questo articolo per pura casualità, forse per sbaglio, pensando di aver cliccato sull’ultimo pezzo di “25 cocce… di Valium” o sull’editoriale del “Magno Direttore Calegari”…
Chissà, era destino…
PS, per i più curiosi…
Eupeptico: termine medico e farmacologico che descrive sostanze o cibi che favoriscono una buona digestione, stimolando la secrezione di succhi gastrici e l’appetito
Faldistorio: seggio episcopale pieghevole e portatile, solitamente privo di schienale fisso e con sostegni incrociati a X
Irrefragabile: indica qualcosa di inconfutabile, incontestabile o indiscutibile, a cui non si può opporre alcuna valida obiezione







