
La Via Crucis, conosciuta anche come “via dolorosa”, è un pio esercizio e rito cattolico, che commemora il percorso straziante di Gesù Cristo dalla condanna alla crocifissione sul Golgota. Si pratica specialmente durante la Quaresima, per meditare sulla passione e morte di Gesù. Alcuni storici, fanno risalire la storia di questa devozione alle visite di Maria, la Mamma di Gesù, presso i luoghi della Passione a Gerusalemme, altri invece ritengono che l’inizio di questa preghiera sia attribuibile a San Francesco d’Assisi.
A Caselle, i parroci che si sono succeduti, usavano chiamare a raccolta i fedeli in tempo di Quaresima, per riflettere e pregare sui momenti così dolorosi subiti dal Figlio di Dio, Gesù.
Per ricordare dunque queste tradizioni e soprattutto per chiamare a raccolta in preghiera i fedeli, il parroco don Alessandro, ha ripreso questa tradizione proponendo alla comunità il rinnovo di questo pio esercizio che si è svolto la sera del 31 marzo. Prima tappa e partenza, dalla sede della Pro Loco, per proseguire poi per la zona di Via Cristoforo Colombo, Via Marco Polo e terminare sul piazzale del parcheggio in Via Gandhi.
“Un percorso, sotto le finestre delle case, dei condomini, dove si affacciano le famiglie, dove ci sono anziani, ammalati o anche solo persone bisognose di ascolto”, ci diceva il viceparroco don Sergio, presente insieme a don Alessandro, don Marco e don Claudio. Spiccava fra loro la figura giovanissima di un seminarista polacco Jakub,Giacobbe, recentemente inserito nella comunità parrocchiale per un percorso di esperienza e formazione. A Jakub è stato chiesto di recitare alcune preghiere in lingua polacca, ricordando come in Polonia la Via Crucis si svolga il Venerdì Santo all’alba, alle 5 del mattino.
Una temperatura non certo primaverile non ha tuttavia impedito una discreta partecipazione di cittadini, con sindaco, vicesindaco, alcuni assessori presenti, Polizia Locale e Protezione Civile per disciplinare l’ordine pubblico.
La Cantoria di Caselle ha intonato lodi alla Madonna e i giovani hanno recitato preghiere e invocazioni per pace e serenità su tutti. Particolarmente significativa la seconda tappa di fronte al nuovo parco giochi di via Cristoforo Colombo, quando don Alessandro ha richiamato lo splendore della bianca luna che avvolgeva Caselle ed i fedeli presenti. Al termine dell’ultima tappa, una toccante preghiera è stata recitata da una bambina, creando nei presenti forte emozione e spiritualità.
Viatico pasquale, il rito della Via Crucis nelle nostre strade
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