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giovedì, Maggio 21, 2026

    Nascono le “Trame di vita” – Over 65: la solitudine silenziosa nell’era digitale

    L’Italia è uno dei Paesi più longevi del mondo, ma questa conquista porta con sé una contraddizione profonda: vivere più a lungo non significa necessariamente vivere meglio. Oggi gli Over 65 rappresentano una parte sempre più ampia della popolazione, e dietro questa crescita si nasconde una realtà spesso invisibile: quella della solitudine e dell’esclusione, aggravate dalla trasformazione digitale della società. Non si tratta di episodi isolati. Secondo dati recenti di Eurostat, il 14% degli anziani in Italia dichiara di non avere nessuno a cui chiedere aiuto e il 12% nessuno con cui confidarsi: circa il doppio rispetto alla media europea. Un vuoto relazionale che evidenzia un problema strutturale. Nonostante la rilevanza del fenomeno, l’Italia non dispone ancora di una strategia nazionale organica per contrastare la solitudine, a differenza di altri Paesi occidentali. La solitudine incide sulla salute, accelera il declino cognitivo, aumenta il rischio di depressione e riduce la qualità della vita. Non è solo una condizione emotiva, ma un fattore di rischio concreto. Sempre più studi confermano che l’isolamento sociale ha effetti diretti sulla salute: è associato a un aumento del 50% del rischio di demenza e del 30% della mortalità precoce. Mantenere relazioni quotidiane con almeno 5-6 persone diverse può contribuire in modo significativo alla prevenzione del deterioramento cognitivo e del disagio psicologico. Il problema è anche sociale e urbano. Le città, i paesi stanno cambiando: chiudono i negozi in prossimità, i servizi si spostano, i trasporti diventano meno accessibili. A questa trasformazione spesso si aggiunge una fragilità economica: pensioni spesso non adeguate rendono ancora più difficile mantenere una vita attiva e autonoma. A tutto questo si somma una barriera nuova: quella digitale. Oggi prenotare una visita medica, accedere ai servizi pubblici o gestire operazioni bancarie richiede competenze tecnologiche. Per molti anziani, queste attività diventano complesse o impossibili. La difficoltà nell’utilizzo del digitale non riguarda soltanto l’accesso ai servizi. Riguarda la dignità personale. Quando una persona anziana non riesce a svolgere un’azione semplice in autonomia, si trova a dipendere dagli altri. E talvolta, per evitare frustrazione o imbarazzo, sceglie di rinunciare. È così che può iniziare uno “spegnimento sociale” In assenza di una strategia nazionale forte, il ruolo dei territori diventa fondamentale. Comuni, associazioni e realtà locali possono costruire risposte concrete, vicine alle persone, capaci di intercettare bisogni reali. Un esempio significativo è nato proprio a Caselle Torinese.

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    Recentemente è stato avviato il progetto “Trame di vita”, finanziato dalla Regione Piemonte nell’ambito del bando per l’invecchiamento attivo e presentato il 30 aprile presso il CEM. A illustrarlo sono stati il sindaco Giuseppe Marsaglia, la vicesindaca Giuliana Aghemo, il presidente dell’Unitre Enzo Carlone, un rappresentante del Centro Incontro e un’operatrice di Informagiovani, a testimonianza di una collaborazione tra istituti del territorio. Il progetto prevede momenti specifici all’interno delle giornate, dedicati a bisogni concreti degli anziani: dall’utilizzo degli strumenti digitali alla gestione delle pratiche quotidiane. Il valore dell’iniziativa va oltre l’aspetto tecnico. “Trame di vita” costituisce uno spazio di incontro, relazione e partecipazione. Imparare a usare un servizio digitale è importante, ma farlo insieme, in un contesto umano, lo è mille volte di più. Restituire strumenti significa restituire indipendenza. Creare occasioni d’incontro significa restituire appartenenza’. È’ questo equilibrio che può contrastare davvero l’isolamento. La questione della popolazione anziana non è solo sociale o tecnologica: è sociale. Richiede una società capace di includere, di adattarsi, di non lasciare indietro chi procede con tempi diversi. Perché una comunità che dimentica i suoi anziani perde una parte di sé. Iniziative come “Trame di vita” indicano una direzione concreta perché il vero obiettivo non è solo aiutare gli anziani a stare al passo con il mondo, ma far sì che continuino a sentirsi parte fondamentale di quel mondo, possibilmente in allegria.

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