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Comune di Caselle Torinese
giovedì, Luglio 25, 2024

    Profumo di colonia

    I proverbi rappresentano da sempre la saggezza popolare e spesso hanno riscontro nella realtà. Così quando le stagioni, il cui numero è ricordato ormai soltanto in pizzeria, si susseguivano con le cadenze che avevamo appreso a scuola:
    “Giugno, la falce in pugno” significava estate, biondo grano da mietere nelle giornate più lunghe dell’anno che si spalancavano al sole come la rosa nel bicchiere. Soprattutto significava chiusura delle scuole. Fra gli scolari in vacanza i più fortunati andavano al mare, quasi sempre una località dell’allora lontanissima, tortuosa Liguria. Erano accompagnati da mamme e zie le cui ambrate apparenze fisiche al ritorno dalla vacanza destavano, e non solo nelle casalinghe rimaste a casa, imperdibile occasione di malumore e malcelata invidia.
    Nell’attesa che sorgessero e si sviluppassero sul territorio i centri estivi, le varie formule di “Estate ragazzi” oppure i periodi di vacanze presso località marine o montane presidiate da personale religioso, ad accogliere gran parte dei ragazzini in libertà erano gli oratori. A Caselle sulla porta dell’oratorio S. Luigi, per tanti anni di uno strano e familiare colore grigio, Don Carlo Anglesio, capelli rossi e fisico da lottatore, per tutti semplicemente il teologo, quando non era occupato in corse furibonde con il suo velocissimo MOTOM, sembrava intento a tener d’occhio sulla porta stessa la cassettina in cui erano pubblicati i giudizi espressi dalla Chiesa sui film in programmazione presso il neonato cinema Roma o il vecchio cinema Italia. Con il preciso intento di arruolare altri ospiti scrutava invece chi in età presumibilmente da oratorio, anziché entrarvi per provare ad accomodarsi sulla giostra sgangherata in fondo al cortile o tentare, rincorrendo il pallone, di frantumarsi le ossa presso qualche spigolo del muro, a occhi bassi prendeva altre strade cittadine. Don Anglesio, il teologo, rimase a Caselle fino alla fine degli Anni ’50 . Lo sostituì per un breve periodo Don Michele Sanino giovane, gentile e quasi timoroso vice parroco. Approdò in anni successivi a Borgaro come parroco, circondato dall’amore dei cittadini.
    Per i più piccoli, con la chiusura delle scuole, a Torino, ma l’evento riguardava tutti i comuni della provincia, si celebrava una sorta di rito collettivo. Ai figli dei dipendenti delle grandi fabbriche era offerta la possibilità di partire per le colonie estive. Le destinazioni marine più comuni erano Igea Marina e Marina di Massa. Nella località toscana, ospiti per un mese intero, eravamo alloggiati all’interno di una grandiosa torre, fedele riproduzione dello stesso manufatto già sorto al Sestriere, dove la giornata era puntualmente scandita dagli obblighi del mattino, prima del bagno in mare o della passeggiata in pineta. Ne conservo ancora un geloso ricordo.
    Per i grandi, giugno è ormai da anni anche appuntamento elettorale. Alcuni giorni or sono si è votato insieme per il nuovo parlamento europeo, per il governo della nostra regione e per il rinnovo di una quantità considerevole di consigli comunali. Secondo le abitudini, dopo il voto sono immediatamente iniziate le grandi manovre politiche per il desiderio e la necessità di comunicarci come tutti alla fine abbiano vinto.
    Tutti, tranne uno.
    Alto, allampanato, un volto senza età scavato in qualche antica maschera di guerriero deluso e sconfitto, ha lungamente tentato di impersonare sul territorio locale e nazionale una sorta di politica genuina, accessibile, qualche volta addirittura comprensibile, la cui immagine abbiamo creduto meritevole di essere difesa e custodita come un regalo nella intimità dei nostri pensieri.
    Peccato, caro Piero, che in un attimo di sicura follia, tu abbia scelto di custodire nella errata intimità di un indumento con troppe tasche un diverso e ben più misero bottino, lasciando chi ti conosce e ti ha salutato per anni come suo primo cittadino, incredulo e stordito.
    Stordito, come afferma la pubblicità, dalle famose quattro gocce di avvelenato Chanel.

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