Una signora torinese ha voluto riunire una trentina di amici organizzando un incontro con lo scultore Johannes Pfeiffer (Ulm, 1954) che dal 1988 vive fra Torino e Lanzo, le cui opere abbiamo avuto modo di ammirare in occasione delle mostre organizzate dall’APA a Racconigi e Rivarolo (1).

La produzione di Pfeiffer è composta per lo più da lievi sculture che hanno una caratteristica: sono state tutte specificatamente create “per lo spazio in cui vengono installate”. Land-Art al quadrato, dunque.

Dopo una carrellata d’immagini che giustamente abbracciano antichità, rinascenza e il mondo contemporaneo atte a rivelare il “fil rouge” che lega i vari periodi dell’arte, l’autore confessa il proprio amore per i “nastri gialli” che nell’estate 2019 sono stati distesi sulle acque del lago d’Iseo per un chilometro (Christo) oppure la presenza di De Maria che ha scavato il terreno per una incredibile profondità lasciando in superficie – a futura memoria – solo un minuscolo cerchio metallico. La successiva sequenza riguarda invece la produzione del nostro scultore, in gran parte composta da poetiche installazioni con filamenti disegnati nell’azzurro del cielo.

Mattoni che si “storicizzano” là dove sorgeva la fabbrica Paramatti a Settimo Torinese, una sorta di gondola che s’è conficcata nel terreno di un verde spazio veneziano, la “Piedras erràtica” di Palma de Majorca, sono alcune fra le opere che gli ospiti hanno maggiormente ammirato e commentato.

Fra tante installazioni, piace sottolineare l’interno di una Certosa: certi alberi, se privati della corteccia e diminuiti di alcuni “cerchi”, divengono fluorescenti per cui l’immagine notturna è di grandissima suggestione.

Lo scultore, formatosi presso l’Accademia di Belle Arti di Roma con Lorenzo Guerrini, è stato a sua volta docente alla Providencia Universitad Catolica di Santiago del Cile.

Il prossimo appuntamento? Probabilmente per un’Esposizione proposta dal Museo della Resistenza a Torino.

(1) Associazione Piemontese Arte, Presidente Riccardo Cordero.
     Catalogo a cura di Angelo Mistrangelo ( Rivarolo)

 

 

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