Libertà, Liberazione. Quante volte abbiamo dato per scontate queste parole e non abbiamo pensato all’importanza e al peso della parola.
Un diritto acquisito di cui non intravedevamo il contrario, il suo opposto: la non libertà.
Questi anni di pandemia ci hanno fatto in qualche modo capire come alcune cose che davamo per scontate non lo fossero. La limitazione nell’uscire di casa, il coprifuoco, il non poter vedere i propri cari se abitavano in un comune diverso dal nostro…
E ora la guerra in Ucraina che ci ha fatto ritoccare con mano, altre forme di libertà, come quella che si festeggia il 25 aprile: la guerra, quella che si studia sui libri di scuola. La guerra vicino a noi, nel cuore dell’Europa. Certo, in molti possono dire che le guerre nel mondo sono molte e che a volte la percezione possa sembrare diversa, ma nel 2022, stiamo assistendo alla guerra in Europa. E questa volta la percezione è di una guerra vicino a noi.
Sono tanti gli Ucraini che stanno lasciando la propria terra verso altre nazioni, soprattutto donne e bambini. E il sistema di accoglienza si sta attivando in tutto il Vecchio Continente e anche nel nostro territorio è un qualcosa di straordinario. Le mobilitazioni per raccolte fondi, di alimenti e di beni di prima necessità hanno fatto trasparire la generosità e di come il bene vive in mezzo a noi. Ma allo stesso tempo, le immagini che vediamo sui social, sui giornali di città distrutte, di orfanotrofi bombardati, di giornalisti morti lasciano il segno a tutti noi.
E si vede la differenza tra le generazioni, tra chi la guerra l’ha vissuta, chi l’ha sentita raccontare dai genitori e dai nonni e chi, i più giovani, vede per la prima volta immagini di guerra.
Sarebbe interessante fare un percorso della libertà casellese, perché anche a Caselle abbiamo segni, di cui a volte non facciamo caso, che ci ricordano l’importanza della libertà. Penso a Piazza Mensa, dove cinque giovani, sono morti in un eccidio. Penso a via Martiri della Libertà, al monumento che c’è nel parco di via Suor Vincenza, al Viale del Cimitero, al monumento che c’è nel cortile della scuola media di piazza Resistenza, all’ulivo e al monumento davanti al Municipio. E sono tanti altri i luoghi che ricordano l’importanza della libertà a cui troppo sovente non abbiamo dato la giusta importanza. Ci sono le giustissime commemorazioni, ma il giorno dopo passiamo lì davanti senza pensarci.
L’importanza della pace, anche nel vivere quotidiano, può fare la differenza nel vivere il 25 aprile.
La conoscenza e la cultura possono fare la differenza.
Oggi e sempre Resistenza!
Buon 25 aprile!

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