È stata una piacevole sorpresa scoprire l’associazione A.R.G.O. USC (Gruppo Operativo Unità Cinofile Soccorso), che da anni opera sul nostro territorio. Il nome da subito evoca una delle  storie più rappresentative del rapporto animale-padrone: quella di Ulisse e Argo, il suo cane, un esempio di fedeltà, amore incondizionato, speranza e fiducia. Questi sono gli ingredienti base che, insieme a un buon  percorso di addestramento, permettono a un cane di diventare un valido aiuto per l’uomo in caso di soccorso. Danilo Ricca, presidente dell’Associazione casellese, da 22 anni volontario e profondo conoscitore delle diverse tecniche di addestramento, ne è testimone diretto ed è con grande passione e competenza che, insieme alle figlie, alla moglie e a un nutrito gruppo di amici e collaboratori, accoglie cani di tutte le razze e taglie .
“L’associazione A.R.G.O. – racconta Danilo – nasce nel 1986 da un gruppo di amici con esperienza decennale nelle discipline cinofile. Ispirandosi ai principi della solidarietà umana, si prefigge di prestare la sua opera sul territorio nazionale ed estero per il soccorso e la Protezione Civile. Pertanto interviene mettendosi a disposizione delle autorità competenti nei casi di calamità. Dal 1987 A.R.G.O. è stata attivata per interventi di ricerca  di persone disperse in superficie o travolte da macerie. Tra questi, anche casi di grosse calamità come la frana in Valtellina o le ultime alluvioni in Piemonte. Il nostro scopo è proporre corsi di addestramento aperti a tutti i cani, sia di razza che non, preferibilmente di età non superiore ai 24 mesi. L’associazione è senza scopo di lucro, a garanzia della serietà del servizio fornito; i proventi del corso di condotta, sono impiegati interamente per i fini istituzionali e gli istruttori non percepiscono alcun tipo di retribuzione. Il corso-base è strutturato su dodici lezioni (circa 3 mesi di lavoro) che si svolgono nel pomeriggio del sabato. Ogni cane lavora insieme al suo conduttore ed è fondamentale il suo coinvolgimento per la riuscita del percorso.  Molte persone vengono da noi chiedendoci di “educare” il loro animale. In realtà, proprio come per noi umani, i risultati migliori si ottengono con l’impegno comune e nella quotidianità. Il metodo è basato esclusivamente su leve positive: il premio finale consiste nel cibo o nelle coccole, sempre graditissime. Non esiste una razza più adatta di un’altra al soccorso, tutto dipende dall’indole del cane che emerge nel tempo. Il corso-base  prevede una parte dedicata all’obbedienza al guinzaglio e un’altra di “palestra” con gli attrezzi (sono esclusi gli esercizi di difesa e attacco). Sono poi di volta in volta affrontati esercizi specifici per migliorare la socializzazione (con gli altri cani e con le persone), l’affidabilità del cane ed il suo attaccamento al conduttore. Il passo successivo, riconosciuta o meno l’idoneità dell’animale, è quella di addestrare il cane da soccorso. Esistono due modalità: la “ricerca-scovo “in cui l’animale, indossata la pettorina, attraverso il suo odorato molto sensibile, va a ricercare la persona dispersa solitamente in spazi molto vasti; nel momento in cui la trova , si ferma ed abbaia segnalando così al conduttore l’avvenuto ritrovamento. L’altra modalità è il “mantrailing” cioè la ricerca in ambiente urbano con il guinzaglio da 25 metri, in questo caso si usa il “testimone da odore” cioè il cane annusa un indumento appartenuto al disperso e, anche in questo caso è fondamentale  la cooperazione tra cane e conduttore. Più si prosegue nel percorso di formazione al soccorso, più è importante tale l’affiatamento, occorre capire ogni segnale, anche un impercettibile dimenar di coda o un uggiolio sommesso, possono significare che ci si trova in prossimità della persona che si sta cercando. Un cane ben addestrato, coadiuvato da un conduttore ben preparato, fa la differenza. L’associazione ha a disposizione un campo-base per il primo addestramento, un campo con attrezzi per la ricerca in superficie e una palestra di macerie per la simulazione del crollo di edifici, con 12 nascondigli sotterranei, dove i nostri amici a 4 zampe ed i loro conduttori imparano a cercare e segnalare il ritrovamento delle persone sepolte. Le tecniche di ricerca delle persone disperse in superficie vengono insegnate nei prati e boschi adiacenti al campo. La mia passione per quest’attività risale a più di vent’anni fa quando mi innamorai della razza americana degli  Staffordshire: ne ho avuti quattro, ricordo in particolare Diablo, il mio primo cane che fu anche il primo molossoide a prendere un brevetto di operatività in Italia. Il nome inganna infatti, dietro la mole imponente e l’aspetto minaccioso, si nascondeva l’indole di un santo, era così mansueto e obbediente  che l’avevamo soprannominato “il Messicano”. Decisi che volevo addestrarlo per poterlo gestire con più sicurezza e mi fu consigliato, da amici della Protezione Civile di Candia, paese in cui risiedo, di rivolgermi all’associazione A.R.G.O di Caselle. Ho  iniziato con un corso e sono rimasto con mia moglie prima e con le mie figlie dopo,  diventando istruttore; qui abbiamo incontrato un ambiente piacevole e un bel gruppo di amici con cui condividere questa grande passione. Ho seguito nei corsi cani di tutte le razze ma ricordo con particolare simpatia un imponente San Bernardo accompagnato da un minuto ragazzino di 11 anni, che con costanza e caparbietà è riuscito ad addestrarlo con ottimi risultati, riprova del fatto che, quello che viene definito il “binomio cane-conduttore”,  cioè l’affiatamento e il rispetto reciproco, sono ingredienti basilari per la riuscita del percorso.”
E, mentre ci accomiatiamo, si avvicina abbaiando festosamente  Janis, una  deliziosa  e vivacissima cucciola di 6 mesi, che nessuno voleva e che Danilo ha adottato, l’ultima ad essere entrata a far parte della grande famiglia di ARGO e, chissà,  futura promessa come cane da soccorso.

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