Cosa intendiamo quando parliamo di intelligenza artificiale? In generale, si fa riferimento alla capacità di un sistema informatico di eseguire ragionamenti, pianificazioni e addirittura attività creative che, solitamente, saremmo abituati ad associare agli esseri umani, attraverso l’elaborazione dei dati che vengono processati. Come per quasi tutte le cose, questo enorme potenziale tecnologico, destinato in ogni caso a caratterizzare il nostro prossimo futuro, può essere foriero di molti benefici in diversi settori, da un lato, ma anche di molti pericoli, dall’altro, al punto tale che alcuni studiosi lo considerano addirittura una potenziale minaccia per l’umanità.
Proprio per questo motivo, è necessaria una sua regolamentazione e al livello più alto possibile, che tracci le precise linee guida da seguire e rispettare in punto sicurezza, rischi, tutela e innovazione. La legge in oggetto, quindi, rappresenta la normativa europea che disciplina la gestione e l’uso dei sistemi di Intelligenza Artificiale, la prima ad essere stata approvata a livello globale.
La normativa ha operato una individuazione e classificazione dei sistemi di intelligenza artificiale basandosi sul grado di rischio, partendo da un rischio minimo e accettabile fino ad un rischio inaccettabile rispetto alla tutela dei diritti fondamentali, per il quale l’utilizzo di tali sistemi non è consentito. Alla possibilità di utilizzare l’intelligenza artificiale si collegano stringenti obblighi di trasparenza (maggiori sono le dimensioni del sistema, maggiori saranno gli obblighi da osservare). In via generale, vi è il divieto di fare ricorso all’intelligenza artificiale per la deduzione di dati sensibili, l’estrapolazione indiscriminata di immagini facciali, l’intercettazione di sensazioni ed emozioni manifestate dai soggetti sui luoghi di studio e di lavoro e la manipolazione dei comportamenti. Nondimeno, sono ammesse delle eccezioni specifiche con riguardo ad alcuni ambiti; si pensi, per esempio, al caso delle forze dell’ordine impegnate in indagini volte all’identificazione di potenziali criminali, di possibili vittime di reato o ancora alla prevenzione di eventi terroristici: in queste, come in molte altre situazioni, la possibilità di tracciare e ricercare dei profili attraverso l’ausilio dell’intelligenza artificiale rappresenta un enorme vantaggio e passo in avanti rispetto all’utilizzo degli strumenti ordinari.
In conclusione, registriamo che il Parlamento europeo ha approvato questa legge, che entrerà in vigore una volta decorsi venti giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, realizzando così il primo vero tentativo a livello mondiale di regolare questa delicata materia, che insieme alle enormi potenzialità, può celare altrettanti rischi.
“Da manegé con atension”