Tutto focalizzato su Mauro Esposito il Consiglio Comunale di giovedi 3 ottobre, tenutosi a una sola settimana di distanza da quello del giovedi precedente.

Tutto ha avuto origine dalle dimissioni di Luigi Chiappero dal “parlamentino” casellese: una decisione preannunciata con largo anticipo, già prima dell’estate, da Chiappero, che a sua volta era entrato in Consiglio come rappresentante della lista “Ricominciamo per Caselle”, subentrando all’unica eletta, Antonella Martinetto. Le dimissioni preannunciate sono diventate un atto formale lunedì 23 settembre, non più in tempo utile per essere recepite nella riunione di Consiglio nel frattempo già convocata per il 26 settembre. Da qui la necessità di un consiglio comunale apposito per quella che nel linguaggio burocratico si chiama la surroga, cioè la sostituzione di un eletto con quello successivo in graduatoria; tale subentro per disposizioni di legge deve avvenire infatti entro 10 giorni dalla formalizzazione delle dimissioni.

Fatti l’appello e le comunicazioni del sindaco (dedicate alla notizia dell’avvenuto ritiro dei permessi a costruire del COM), dopo la rituale verifica dell’assenza di cause ostative, la votazione all’unanimità che dà il consenso alla surroga. Mauro Esposito viene quindi invitato a prendere posto sui banchi del consiglio, nel primo banco a sinistra finora occupato da Chiappero.

La parola ora tocca al neoconsigliere, che esordisce con un argomento che è il tormentone minimo comun denominatore di tutte le forze politiche di minoranza presenti in consiglio: la richiesta che le future convocazioni cadano non alle 18, ma in orari compatibili con quelli della gente che lavora.

Secondo argomento toccato: il ricordo di Pietro Pastore, il militante PD, mancato un anno fa, espulso dal partito per essersi schierato nelle elezioni comunali casellesi con la lista dissidente; Esposito ricorda il suo ultimo incontro con Pastore, all’uscita dalla sede torinese di via Masserano, e sottolinea quanto quella persona ci tenesse a poter rientrare nel partito. Venendo a sè stesso, prosegue “Anch’io ho ricevuto diversi attacchi finora; se prima potevo soprassedere, d’ora in poi questo non verrà più accettato, perché io qui rappresento i 900 concittadini che ci hanno votato”.

Riallacciandosi poi alla comunicazione iniziale del sindaco, sugli ultimi sviluppi delle Aree ATA, Esposito ricorda la posizione favorevole della sua parte alla realizzazione del COM, ma “bisogna conoscere il passato, per saper modificare il presente; sulle gare che saranno fatte auspico l’attivazione di un osservatorio che dedichi attenzione al rischio di infiltrazione della malavita organizzata; c’è una zona grigia di persone che non sono indagate né imputate, ma consentono di agire alla malavita”.

Più concilianti le dichiarazioni finali: “Io non ho nessun interesse a contrappormi a questa maggioranza. Spero che questa esperienza possa consentirci di conoscerci meglio”.

Breve la replica del sindaco Baracco, che conferma la massima attenzione ai temi evidenziati, e informa che, proprio nella giornata precedente, è stato ricevuto negli uffici del prefetto e lo ha informato sulla conclusione dell’iter autorizzativo del progetto e sul passaggio imminente alla fase realizzativa.

Paolo Ribaldone


Per l’autore de “Le mie due guerre”, riconoscimenti da varie parti d’Italia

Mauro Esposito, architetto ed ingegnere forense, dopo la pubblicazione a marzo 2019 del suo primo libro “Le mie due guerre”, dedicato alle sue personali vicende di resistenza all’estorsione mafiosa, ha ricevuto inviti, riconoscimenti e manifestazioni di interesse da diverse parti d’Italia. Fra le ultime, la partecipazione, il 26 settembre, alla popolare trasmissione RAI Uno Mattina nella rubrica L’Italia che vale. Poi, il giorno dopo, il viaggio in Calabria, con la cittadinanza onoraria a San Pietro Apostolo e il conferimento della laurea honoris causa da parte dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Catanzaro. L’ultimo riconoscimento al libro – ce ne da notizia Mauro Esposito a margine del suo ingresso nel consiglio comunale casellese, la citazione che ne fa l’ultimo libro di Luciano Violante “Colpire per primi: la lotta alla mafia spiegata ai giovani”.

 

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