Focalizzate su argomenti provenienti dalla Commissione Urbanistica le due discussioni che hanno maggiormente impegnato la prima seduta del Consiglio Comunale casellese dopo la pausa estiva.

Central Park (o Parco Centrale, per non scimmiottare a sproposito i celebri giardini newyorkesi): 130.000 metri quadrati nella campagna a sud del Prato Fiera, da trasformare in parco urbano. Una scelta introdotta dalla Variante 1 del Piano Regolatore, nel 2016, di cui ora si deve discutere il regolamento applicativo. Una maniera per utilizzare proficuamente, secondo l’amministazione comunale, un’ampia area, resa inedificabile dai vincoli ENAC. Il meccanismo che il regolamento vorrebbe disciplinare è quello che consente al Comune di passare con gradualità alla fase attuativa, senza espropri, consentendo ai privati che cederanno i terreni lo spostamento delle capacità edificatorie in altre zone del territorio comunale. Scettiche le opposizioni. Dolfi: favorevoli a nuovo verde per il cittadino, ma non lì, in luogo rumoroso e insalubre per via del passaggio degli aerei. Favero: troppi i vincoli, dal divieto di piantumazioni ad alto fusto a quella che non consente la consumazione di cibi nel parco per non attirare volatili; e poi l’amministrazione comunale non riesce a gestire il verde esistente, figurarsi un parco di quelle dimensioni. Il regolamento viene comunque approvato a maggioranza.

Area ex Macello: è l’isolato in via Mazzini, di fronte alla Sala Cervi. Oggetto dell’approvazione un accordo quadro fra Comune e il privato proprietario dell’area. Il privato provvederebbe a sue spese alla demolizione dei fabbricati presenti, e alla realizzazione di un parcheggio a raso, utilizzabile dai fruitori della Sala Cervi; in cambio otterrebbe lo spostamento della capacità edificatoria in altra parte della città (via Suor Vincenza), su un lotto che il PRGC ora vincola a verde. Anche qui critiche le opposizioni. Favero: poco vantaggiosa per il pubblico l’operazione, che rende disponibili solo 12 posti auto, più 2 per disabili. Fontana: contrario a quella che si deve considerare a tutti gli effetti una speculazione edilizia, che sacrifica una porzione di verde.

L’APQ viene approvato a maggioranza.

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