L’impatto che il coronavirus sta causando una crisi economica nell’industria aeronautica molto grave, il calo dei passeggeri in certi casi è attorno al 95%, e le compagnie aeree stanno affrontando una crisi di liquidità che minaccia oltre 25 milioni di posti di lavoro, direttamente o indirettamente, aeroporti compresi tra cui ovviamente anche quello di Caselle (un solo volo al giorno con Roma effettuato dall’Alitalia).

Senza poi contare il settore turistico messo in ginocchio da due mesi di chiusura totale. Si pensi alle attività turistiche delle nostre località montane, specialmente quelle invernali che hanno dovuto chiudere con oltre un mese di anticipo, con tanta bella neve a disposizione.

La IATA, ha invitato i governi a garantire che la protezione degli operatori sanitari che si prendono cura di quelli del Covid-19, sia prioritaria, garantendo azioni armonizzate ed efficaci per proteggere la sicurezza dei passeggeri e dell’equipaggio.

Le compagnie aeree, stanno così affrontando il periodo più critico nella storia dell’aviazione commerciale, e diversi governi sono già intervenuti per aiutare il settore, cercando di evitare il più possibile fallimenti anche per garantire i posti di lavoro.

Nonostante gli aiuti governativi il settore è comunque in profonda crisi, e prima di debellare la pandemia ci vorrà parecchio tempo ed ancora di più il ritorno alla normalità dell’anno 2019. Ormai si parla che ci vorranno diversi anni e forse non sarà più come prima.

Comunque in un modo o nell’altro bisogna, anche con incentivi a chi vuol ritornare a viaggiare, di addolcire le problematiche attuali, snellendo pian piano le procedure di imbarco e sbarco sui velivoli, cosa non semplice.

Da parte della UE con una “Task Force” si sta predisponendo un piano d’azione per il salvataggio del settore e combattere la pandemia del Covid-19 e le sue tragiche conseguenze, questo grazie a finanziamenti a breve e lungo termine (2021-2027).

Nel settore aeronautico l’Europa è una delle zone più colpite: aeroporti paralizzati, industrie aeronautiche al collasso, ordini di nuovi aerei quasi azzerati, mentre i velivoli in leasing alla fine del contratto ritornano al lessor, e le compagnie aeree stanno facendo richiesta per annullare i contratti in essere o posticipare gli ordini di nuovi aerei.

L’Europa e l’Asia-Pacifico saranno le più colpite seguite dal Nord America, meno per le altre zone, ma pur sempre inserite nella crisi venutasi a creare. La grave emergenza sanitaria, e lo stop degli spostamenti tra i vasi paesi con le chiusure delle frontiere, non solo ha decimato il trasporto aereo ma anche quello navale e terrestre, stravolgendo qualsiasi aspettativa.

Il Covid-19, in pratica, sta azzerato il traffico su quasi tutti gli scali del nostro Paese, nonostante molti siano sempre stati attivi per assicurare la continuità territoriale del servizio pubblico del trasporto aereo, nonché poter effettuare tutte le operazioni necessarie dei voli cargo, sia per la posta, ma soprattutto per le emergenze sanitarie in tutti i suoi aspetti logistici, in aggiunta a quelli di Stato e degli Enti di Stato per esigenze particolari.

Il trasporto aereo, di cui oramai non possiamo più farne a meno, deve essere pienamente operativo, essendo un volano strategico per l’economia nazionale, e il Governo deve fare la sua parte al meglio affinché l’Italia non sia seconda a nessuno.

Il calo del traffico

Secondo le previsioni attuali, l’ICAO (Organizzazione per l’Aviazione Civile Internazionale), confrontando lo scenario degli anni passati, entro il mese di settembre-ottobre, prevede un calo della domanda di passeggeri del trasporto aereo internazionale, di oltre 1,2 miliardi, e il fallimento di molte imprese. Il 29 aprile scorso (tanto per dare qualche dato), consultando i dati di Eurocontrol, nei cieli europei ci sono stati 4.566 voli, compresi quelli cargo e jet d’affari privati, l’84,5% in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Rimanendo in casa nostra per un attimo, possiamo confermare che l’Alitalia, con il traffico ridotto del 90%, è stata fra quelle che ha cancellato meno voli in Europa , contro il -96,5% dell’Iberia, il 97% della Air France e il 99,4% della easyJet.

E’ del 7 maggio la notizia che nel programma salva Alitalia, saranno stanziati oltre 3 miliardi di euro (erano 600 milioni), per poter far ripartire la compagnia italiana, con una flotta ridimensionata a soli 92 aerei (attualmente sono circa 113). Si sta ripensando al lungo raggio e riprendere in mano il settore cargo purtroppo abbandonato da anni mentre altri vettori, vedi Lufthansa e Air France non lo hanno mai lasciato. L’importante è avere idee chiare e un buon management, in caso contrario tutto ritorna come prima.

Per il settore aeroportuale italiano, questa è una crisi senza precedenti, che chiude il mese di marzo con soli 2.082.648 passeggeri, con una perdita secca di 12 milioni di unità, se confrontati con quelli del 2019.

Per quanto riguarda il nostro aeroporto i dati del traffico da gennaio a marzo, Caselle ha riscontrato un transito di 713.452 passeggeri, con una flessione del 32,2%, mentre nel solo mese di marzo, con l’inizio delle chiusure, sono transitati 66.446 passeggeri (-82,3%), perdita simile a Napoli. Altri aeroporti italiani hanno fatto peggio di noi ovvero: Bergamo -90,2%, Malpensa -88,2%, Linate -92,6%. Comunque tutti aeroporti che in tempi normali vedono transitare molte più persone rispetto al nostro scalo. Vedremo i dati di aprile che saranno sicuramente più disastrosi su tutti gli aeroporti.

Le distanze di sicurezza a bordo

Intanto si sta rivedendo la sistemazione a bordo dei velivoli affinché le persone possano viaggiare in assoluta sicurezza ma, in base alle distanze da mantenere, con ogni probabilità gli aerei voleranno mezzi vuoti, si parla di un massimo del 45-50% di riempimento, cosa che in queste condizioni porterà molti operatori a non far decollare i propri velivoli, senza un adeguato sussidio per compensare il “vuoto per pieno” o ad un congruo aumento delle tariffe. Per non avere un volo commerciale in perdita il load factor è del 77%, inoltre con meno posti a bordo da vendere le tariffe aumenterebbero tra il 43 e il 55%. Si pensa anche di installare nuovi accorgimenti igienici per i flussi dell’aria a bordo dei velivoli, con l’adozione di filtri Hepa (High Efficency Particulate Air) una delle misure sufficienti ad azzerare il rischio di contagio, oltre all’uso di mascherine e guanti.

Compagnie come la KLM, che ultimamente avevano messo a terra i grossi B.747, hanno già predisposto la re immissione in servizio di questi aerei, che data la loro potenziale capacità di carico e distanziamento tra i passeggeri, permettono di trasportare in sicurezza gli stessi numeri di passeggeri che prima erano trasportati da aerei con minor capienza (A.330, B.777 etc.).

E pensare che negli scorsi anni molte compagnie, tra cui la Ryanair, modificava gli aerei stringendo lo spazio delle poltrone per aumentare la capacità di carico, e addirittura si stava studiando, per i voli brevi, di sostituire le comode poltrone con sedute da stare quasi in piedi, sempre per imbarcare molti passeggeri in più.

Mantenere certe distanze a bordo degli aerei, non è per nulla sostenibile dal punto di vista economico, e determinerà sicuramente una sostanziale prosecuzione del blocco del traffico aereo da e per l’Italia, penalizzando di fatto ulteriormente la nostra nazione, innescando una situazione di crisi insostenibile.

Molte compagnie aeree stanno pensando a soluzioni alternative per riempire gli aeromobili in mancanza di passeggeri per compensare i mancati introiti. Così si stanno mobilitando svariate società, tra cui anche il costruttore europeo Airbus, con nuove proposte da installare nelle cabine dei velivoli passeggeri, studiando sistemi alternativi rapidi da montare sia sui velivoli a corridoio unico sia sui “wide body”.

Interessante la soluzione della HAECO americana che ha studiato un sistema pallettizzato semplice da installare in base alle esigenze dei vari operatori, denominato “All-in-One-Package Stowage Device”, consistente in contenitori da installare nella cabina passeggeri, sia sui sedili sia sul pavimento dopo la rimozione di parte delle poltrone. Naturalmente questa tecnica comporta un fermo macchina negli aeroporti più lungo, per il carico delle merci, che andrebbe a sommarsi ai controlli sulla salute, temperatura corporea e quant’altro, ma potrebbe evitare di far volare gli aerei semi vuoti. Inoltre permetterebbe di distanziare correttamente i passeggeri, in base alle regole ferree che saranno adottate per poter operare in piena sicurezza. La Ryanair invece afferma che i suoi aerei o volano pieni o rimangono a terra, se non vi saranno sovvenzioni da parte dei vari enti o aeroporti.

Pensare di volare a tariffe low cost al momento possiamo scordarcelo ma con le dovute cautele pian piano forse (ma non è detto) il traffico ritornerà a salire, ma ci vorranno alcuni anni.

Rimettere in piedi un sistema come quello del mondo dell’aviazione, non è cosa semplice, dimentichiamoci che tutto ritorni nel breve periodo come prima, perché la pandemia è ancora molto attiva e bisognerà fare attenzione a come ci si muove altrimenti sarà una vera catastrofe di cui sarà ancora più difficile uscirne, comunque siamo sicuri che prima o poi la situazione migliorerà, se ognuno farà la propria parte nel modo migliore.

Lunedì 13 aprile con un volo speciale della Blue Panorama, proveniente dall’Avana, è atterrato a Caselle il Boeing 767-323ER (WL), EI-GEP “Città di Milano” con a bordo 38 medici destinati al nuovo ospedale realizzato a tempo di record dall’Aeronautica Militare Italiana per l’emergenza, all’interno delle OGR (Officine Grandi Riparazioni). All’arrivo sono stati accolti dall’ambasciatore della Repubblica di Cuba in Italia José Carlos Rodriguez Ruiz, oltre al governatore del Piemonte Alberto Cirio, al sindaco di Torino, Chiara Appendino, e autorità varie. Dopo i convenevoli il gruppo di sanitari si è trasferito a Torino dove hanno iniziato il loro operato.

Per curiosità questo è stato il suo ultimo volo commerciale, perché il 29 aprile l’aereo è decollato da Malpensa per raggiungere il cimitero degli aerei a Roswell (Nuovo Messico) per poi essere demolito, dopo quasi 32 anni di onorato servizio.

 

Per due volte, l’8 aprile e il 5 maggio, il gigantesco Antonov AN.124-100 della Volga-Dnepr è tornato sul nostro aeroporto per trasportare in America un nuovo modulo Cygnus della Thales Alenia Space, che probabilmente verrà lanciato nello spazio in estate.

Foto 4: Il C-27J della Kenya Air Force, basato a Caselle Sud, è utilizzato in questo periodo dalla Leonardo, con l’avvallo del paese africano, per i trasporti d’emergenza.

Foto 5: Il progetto della Haeco per utilizzare lo spazio lasciato libero dal minor numero di passeggeri.

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