Grosse novità a giugno nella tormentata vicenda del progetto del Caselle Open Mall. Su Cose Nostre di maggio vi avevamo dato in anteprima la notizia del mandato conferito all’A.D. di Aedes, Giuseppe Roveda, per rivedere, a fronte della crisi scatenata dalla pandemia, il Piano Industriale del gruppo milanese. Aedes è la società che è concessionaria, tramite la controllata SATAC, dei permessi a costruire rilasciati dal Comune di Caselle il 30 settembre scorso per la realizzazione del mega-insediamento commerciale, con un investimento da 350 milioni di euro.

A metà giugno, la settimana prima del termine di scadenza per il pagamento della seconda rata, da 1,5 milioni, degli oneri concessori al Comune di Caselle, la mossa di Roveda: la formalizzazione, con apposita lettera protocollata dal Comune di Caselle il 17 giugno, della richiesta di sospensione dell’esecuzione dei permessi a costruire. Motivazione della sospensione, “lo scenario che si sta delineando a causa dei problemi finanziari e di liquidità derivanti dall’impatto del Coronavirus, che sta imponendo a vari operatori della distribuzione italiana di affrontare la necessità di mettere in sicurezza l’azienda e di lavorare su un piano di rilancio industriale, con riduzione del personale, della produzione e delle vendite”. Pertanto “SATAC SIINQ S.p.A. deve procedere sia ad una verifica del progetto COM per accertarne la coerenza con gli scenari che si stanno delineando nonché con le disposizioni – in vigore oggi ed in prospettiva – che incidono sulla progettazione degli spazi”.

La richiesta di sospensione fa appello all’art. 21 quater della Legge 7 agosto 1990 n. 241, la legge quadro sui procedimenti amministrativi, che così recita: “L’efficacia ovvero l’esecuzione del provvedimento amministrativo può essere sospesa, per gravi ragioni e per il tempo strettamente necessario, dallo stesso organo che lo ha emanato ovvero da altro organo previsto dalla legge”. Nel caso specifico la sospensione è stata richiesta fino allo scadere del termine di 18 mesi dal rilascio dei permessi a costruire, e dunque fino al 31 marzo 2021. Da questa data, venendo meno la sospensione dell’esecuzione, ripartirebbero i termini per:

– l’inizio e la conclusione dei lavori (salvo ulteriori proroghe);

– i pagamenti delle rate del contributo di concessione ancora pendenti (tre rate da 1,5 milioni circa cadauna).

Con delibera di giunta di giovedì 18 giugno il Comune di Caselle ha condiviso le motivazioni della richiesta e ha rilasciato il benestare alla sospensione dei permessi a costruire fino al 31 marzo 2021.

Così per Cose Nostre ha commentato la decisione il sindaco Luca Baracco: “Le motivazioni per la sospensione sono legate alla eccezionalità della situazione e rappresentano, pertanto, un atteggiamento serio e responsabile sia da parte dell’Operatore chiamato ad analizzare e a gestire le implicazioni dovute alla pandemia in corso sia da parte dell’Amministrazione Comunale nel comprendere e valutare la circostanza: questo arco temporale di sospensione permetterà di comprendere lo sviluppo della pandemia e le sue ricadute concrete sulla vita dei cittadini e sulle realtà produttive e commerciali e, contestualmente, di verificare il progetto COM alla luce delle eventuali nuove esigenze che potrebbero rendersi necessarie. Proseguiranno, invece, regolarmente i procedimenti amministrativi in corso finalizzati alla realizzazione del Caselle Open Mall e delle relative opere di urbanizzazione: progettazioni esecutive, espropri, varianti ai permessi di costruire, eliminazione del vincolo del pozzo della Montrucca, realizzazione della pista di cantiere per la realizzazione della cabina primaria dell’energia elettrica. Insomma, nonostante le gravi difficoltà determinate dall’emergenza sanitaria in corso, sul progetto del COM si procede in modo responsabile e determinato”.

Avevamo anche chiesto all’assessore Isabella, fra le cui deleghe rientrano le Politiche Finanziarie, un commento a caldo sulle ripercussioni di questa sospensione sul bilancio del Comune, dato che vengono meno nell’anno in corso (e spostate all’anno prossimo) le entrate di due rate degli oneri concessori, per complessivi 3 milioni di euro. Isabella: “Certo, facendo una battuta, avrei preferito che quei soldi entrassero. Comunque, è da notare che sono soldi in conto investimenti. Gli investimenti di quest’anno in ogni caso già risentivano dei tre mesi di blocco che c’è stato, che per noi comportano a seguire sei mesi di ritardo nella fase esecutiva. Il rallentamento degli investimenti era già quindi in atto. Io a dir la verità sono più preoccupato sul fronte dei conti d’esercizio; in particolare abbiamo molta incertezza sui trasferimenti che ci devono arrivare dallo Stato: ci sono da 1,2 a 1,4 milioni di euro di IRPEF che lo Stato ci deve girare e di cui, con l’aria che tira, non abbiamo notizie certe”.

Infine, come ci si poteva attendere, le reazioni nell’ultimo Consiglio Comunale casellese, svoltosi in streaming il 6 luglio. Lì il sindaco Baracco ha introdotto la discussione facendo le considerazioni che vi abbiamo già anticipato, definendo la decisione adottata, nell’eccezionalità della situazione, “un atto di responsabilità”. Perplesse le opposizioni, peraltro divise come posizioni fra chi è comunque a favore della realizzazione del COM (i consiglieri Esposito e Favero), e chi da sempre è contrario (Fontana e i due Cinque Stelle Giampietro e Dolfi). Esposito: “Per due soli mesi di stop si abbandona un investimento di più di 300 milioni di euro? Non è credibile! È opportuno reincontrare la società e capirne di più. Non è che vi state preparando la fuga?”. Favero: “Questo rinvio non mi lascia tranquillo. Ora il cantiere sembra del tutto abbandonato. Non ci facciamo una bella figura”. Attacca Fontana: “Su questo progetto avete costruito le campagne elettorali degli ultimi 25 anni. Ma la gente ormai ha capito che non se ne farà nulla. Finchè non ci saranno certezze, chiedo che su questo progetto non venga più speso un euro”. Dolfi si dichiara d’accordo con Fontana. Risponde pacato Baracco: “Invidio i consiglieri che hanno la sfera di cristallo. Io non ce l’ho. Anch’io seguo la situazione e cerco di tenermi informato; in Lombardia su progetti simili al nostro hanno adottato scelte diverse. Non è vero che sia mancata l’informazione; ho sempre dato in Consiglio le informative necessarie. Non sono comunque contrario a fare riunioni di approfondimento con SATAC. Per quanto riguarda le spese, finora sono state tutte sostenute dal privato”.

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