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Comune di Caselle Torinese
venerdì, Giugno 14, 2024

    Caselle: con la primavera sbocciano i cantieri

    Fra marzo e aprile avviati i cantieri di diverse opere pubbliche

    Ampliamento delle scuole medie di strada Salga.
    Fra le opere pubbliche inserite nel programma di questa consiliatura, è quella più pesante come impegno finanziario. L’importo dei lavori affidati sfiora infatti i 5 milioni di euro, a cui bisogna aggiungere un altro milione di euro per somme a disposizione dell’Amministrazione. I lavori dell’ampliamento della Scuola secondaria di primo grado “Demonte” di strada Salga sono stati consegnati all’impresa SICET srl di Ivrea, risultata vincitrice della procedura d’appalto espletata dall’Unione NET per conto del Comune di Caselle.
    Con la consegna lavori, ha avuto il via il conteggio dei giorni utili per l’esecuzione degli stessi. La durata contrattuale è di 600 giorni, che dovrebbero quindi concludersi a ottobre 2025. “Faremo il possibile – afferma il sindaco Marsaglia – per far sì che l’impresa possa concludere i suoi lavori in tempo utile per l’avvio dell’anno scolastico 2025-2026”.
    Grazie ai nuovi volumi che saranno realizzati a fianco degli edifici esistenti, quella di strada Salga diventerà l’unica sede a Caselle di scuola secondaria di primo grado (per intendersi, quelle che una volta si chiamavano “scuole medie”). Verrà così dismessa l’attuale sede principale della Demonte  nell’edificio di piazza Resistenza, vicina al centro storico di Caselle e rientrante fra gli edifici scolastici da rilocalizzare, in base alle raccomandazioni ENAC,  in quanto presenti sotto il cono di atterraggio degli aerei.
    Nei nuovi spazi che saranno realizzati in strada Salga, sono previsti anche gli uffici della Direzione dell’Istituto Comprensivo di Caselle, ora ancora ospitati nell’edificio ex Collodi di via Guibert.
    Nella foto, gli scavi di fondazione nell’area di ampliamento ad ovest del fabbricato esistente. Ad est dello stesso è prevista la realizzazione di una nuova palestra, che si affiancherà a quella già presente.

    Recupero del Vecchio Baulino.
    La settimana prima di Pasqua sono partiti i lavori di trasformazione e riqualificazione del fabbricato del Vecchio Baulino, inutilizzato dal 2011 dopo la chiusura dell’ex presidio socio-assistenziale, e destinato dall’attuale Amministrazione a diventare la nuova sede unificata del Palazzo Comunale di Caselle.
    L’impresa appaltatrice dei lavori, a seguito di gara a procedura negoziata espletata dall’Unione dei Comuni NET, è la società I.E.F. LEONARDO S.r.l., di San Maurizio Canavese, per un importo dell’appalto di poco superiore a 1,9 milioni di euro.
    Giovedì 28 marzo, con l’ausilio di un’ordinanza del Comune di Caselle che restringeva la carreggiata di via Torino adiacente alla facciata del fabbricato, sono state rimosse le persiane a gelosia affacciate su via Torino. Le persiane del primo e secondo piano dell’edificio più antico, risalente al Settecento, verranno restaurate e poi riutilizzate, come da prescrizioni della Sopraintendenza.
    Per quanto riguarda i lavori da fare all’interno, si comincia con la rimozione dei tramezzi non più necessari.

    Recupero funzionale del fabbricato della vecchia stazione.
    A quindici mesi dal montaggio della gabbia di ponteggi per la messa in sicurezza dell’edificio, eseguita nel dicembre 2022, comincia ora finalmente la prima fase del recupero dell’edificio, che comprende: il completamento della demolizione della copertura esistente e del solaio in cannicciato del sottotetto,  la realizzazione di una nuova copertura con struttura in legno e relativi rinforzi strutturali perimetrali, la realizzazione di un nuovo solaio di sottotetto con struttura in legno.
    Questa prima fase dei lavori è stata messa a gara ed assegnata all’impresa Riba Costruzioni Srl di Torino, per un importo comprensivo di IVA di circa 256.000 euro. L’8 aprile sul lato di via Circonvallazione prospiciente l’ex stazione sono stati posizionati i divieti di sosta per consentire l’avvio delle lavorazioni assegnate all’impresa Riba.
    Nel frattempo, con delibera di giunta del 15 marzo era stato approvato il progetto definitivo redatto dal professionista incaricato architetto Dario Zanon, redatto sulla base delle indicazioni fornite dalla Soprintendenza nel corso di vari colloqui, relativo al completamento del recupero funzionale dell’ex stazione ferroviaria. Quale la nuova destinazione d’uso? Su questo punto la relazione del progetto definitivo redatta dall’arch. Zanon si mantiene abbottonata, in attesa di decisioni della committenza, e parla di  “probabile destinazione per servizi per la collettività per giovani e meno giovani”. Il progetto prevede un intervento totale interno ed esterno all’edificio, interessando opere edili, strutturali ed impiantistiche, compreso l’inserimento di un ascensore, e inoltre si integra con il progetto di restauro redatto dalla ditta specializzata Rinetti Barbara s.r.l., che ha condotto le necessarie indagini stratigrafiche sulle facciate esterne dell’edificio. Il preventivo di spesa che accompagna il progetto definitivo prevede un importo totale di 1.390.000 euro.

    Pista ciclopedonale lungo la Stura di Lanzo.
    Un intervento atteso da molti anni, quello di ripristinare la continuità della ciclabile costeggiante la Stura. I ciclisti in arrivo da Venaria o Borgaro, all’altezza del Port di Gay sono infatti costretti a passare sull’asfalto della provinciale, stretta e pericolosa, perché la strada bianca parallela al corso d’acqua anni fa fu inghiottita in più punti dall’esondazione della Stura. Il ripristino della ciclabile era fra le opere di compensazione ambientale a carico del progetto delle aree ATA, e poi svanite nel nulla dopo che il COM ha fatto harakiri. L’attuale amministrazione comunale ha deciso di intervenire con una “rivisitazione” della pista ciclopedonale (questo il termine usato), affidando, l’anno scorso, progetto e direzione lavori all’architetto Roberto Musso di Coassolo T.se. A seguito di gara fra cinque operatori economici i lavori sono stati poi affidati all’impresa DHD srl di Lombardore, per l’importo complessivo di 238.952 più IVA. In data 11 marzo i lavori sono cominciati con la pulizia dalla vegetazione del tratto di strada bianca fra borgata Francia e il primo punto di interruzione, poco a monte della torre dell’acquedotto. Qui la pista ciclopedonale ripristinata dovrà per forza di cose stare più arretrata rispetto all’attuale letto della Stura, per ridurre il rischio di danneggiamenti dalle prossime piene.

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    Paolo Ribaldone
    Paolo Ribaldone
    Dopo una vita dedicata ad Ampere e Kilovolt, ora dà una mano a Cose Nostre

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