Il web, nell’ultima ventina d’anni, è stato, per dirla in maniera melodrammatica, “croce e delizia” del giornalismo, per le opportunità che ha offerto, da un lato, e i problemi che ha sollevato, dall’altro. La critica musicale non è stata esente dalle avventure legate al progressivo abbandono della carta stampata. Ho parlato di questi argomenti con Giorgio Bagnoli, veronese, docente all’Accademia di Belle Arti della sua città (dove tiene i corsi di Progettazione del costume teatrale e di Storia della musica e del teatro musicale), fondatore e direttore di “GBOpera” (www.gbopera.it), magazine online di critica musicale, per il quale, insieme ad alcuni colleghi, seguo gli spettacoli torinesi.
Giorgio, come ti sei appassionato d’opera?
Da veronese, mi sono trovato catapultato in Arena da ragazzino, e sono cresciuto con la “sindrome da Aida”. Ma chi mi ha davvero iniziato alla musica è stato don Valentino Donella, sacerdote e compositore, che fu curato della mia parrocchia: non lo ringrazierò mai abbastanza!

Che spazio ha avuto la musica nella tua formazione?
Decisi di studiare canto con il maestro Dino Gatti, ero baritono lirico e arrivai a fare alcune piccole produzioni, cantando anche un Conte di Luna del Trovatore. Tuttavia, studiavo contemporaneamente all’Accademia di Belle Arti, e a un certo punto preferii concentrare le energie sul costume teatrale, abbandonando il canto. Quel che mi è rimasto, da melomane, è una più approfondita conoscenza tecnica della voce, che mi aiuta nell’attività critica. Le mie esperienze da costumista in Arena mi hanno inoltre permesso di conoscere personalmente alcuni grandi cantanti, come Rajna Kabaivanska, e di stringere amicizia con loro.
Come ti sei accostato alla critica musicale?
È avvenuto in maniera abbastanza casuale. Sul finire degli anni ’80 conobbi Giovanna Zofrea, responsabile delle pagine culturali del “Nuovo veronese”, che mi propose di collaborare scrivendo recensioni di piccoli concerti organizzati dai circoli lirici. Frequentando questi circoli, iniziai a fare trasferte per spettacoli d’opera, e a conoscere gli altri teatri italiani. Poi ho seguito le principali stagioni veronesi per lo stesso giornale e altre testate venete, ma sulla carta stampata non mi sono mai lanciato a livello nazionale. Nei primi anni ’90 la Mondadori mi propose di curare un’edizione completamente nuova del Dizionario illustrato dedicato all’opera. Fu un’impresa titanica, ancora interamente stesa con la macchina da scrivere, per la quale ottenni la prefazione di Pavarotti e un’edizione americana presentata al Metropolitan. Nel frattempo avevo iniziato a insegnare in Accademia, dove ho poi ottenuto la cattedra nel 2003.


E come è nata l’idea di “GBOpera”?
Avevo già scritto qualcosa per il web su siti generalisti, quando mi è sorto il desiderio di creare qualcosa di mio, e così, nel 2008-2009, è nato “GBOpera”, come blog personale. All’epoca c’era un solo sito italiano di critica musicale, “Operaclick”, per cui posso considerarmi uno dei primi ad aver portato online la critica d’opera. Fui contattato da varie persone che mi proposero di collaborare, e mi piacque l’idea di dare spazio a voci diverse che condividevano la mia stessa passione: si innescò così un meccanismo che in breve fece assumere al progetto dimensioni che mai avrei immaginato, e mi trovai a gestire un denso “traffico” di articoli e mail, anche perché all’inizio non fu semplice farsi accreditare da alcuni teatri che ancora nutrivano diffidenza per il web. A un certo punto mi prese quasi la smania di coprire ogni singolo teatro e spettacolo, poi ho realizzato che è meglio concentrarsi sulla qualità, senza cedere alla logica di like e views.
Come vedi il mondo della critica musicale online?
Come tutto il web, è un po’ una giungla nella quale non è semplice capire la vera qualità di ciò che si trova. Negli ultimi anni tutto si è moltiplicato a dismisura, anche perché ai siti web si è aggiunta la critica sui social. Ciononostante, continuo a credere nella critica online come strumento culturale per diffondere materiali seri e attendibili. Chiaramente, è necessario tenere la barra dritta sulla qualità.
Per concludere, ci vuoi descrivere sinteticamente “GBOpera”?
Il sito propone recensioni di opera, danza, concerti, libri e dischi, ma anche approfondimenti storico-musicologici che reputo fondamentali. Facciamo inoltre interviste, sia classiche, sia in video (queste ultime disponibili sui nostri canali Youtube). A proposito delle interviste, ho ideato la formula “senza trucco”, che prevede con l’intervistato un dialogo informale e spigliato che esce dal cliché dell’intervista al cantante lirico: questo perché sul web il lettore ha poca attenzione e tempo a disposizione, e deve essere catturato. Prossimamente, avrei intenzione di allargare l’orizzonte del mio sito al di là della lirica, ma per ora non mi sbilancio sui progetti futuri.

Questo mese al botteghino…
Unione Musicale: (https://www.unionemusicale.it/) Numerosi appuntamenti da camera, tra il Conservatorio (ore 20:30) e il Teatro Vittoria (serale ore 20, domenica ore 16:30). Si segnala il 24 novembre il pianista Seong-Jin Cho al Conservatorio (in programma Ravel e Chopin). Il 12 dicembre, al Teatro Vittoria, Maria de Buenos Aires, opera-tango di Astor Piazzolla.
Filarmonica: (https://www.oft.it/it/) Concerto il 29 novembre alle 21 al Teatro Vittoria.
Accademia Stefano Tempia: (https://www.stefanotempia.it/) Concerti da camera tutte le domeniche alle ore 16 a Palazzo Barolo. Il 10 dicembre alle 21, in Duomo, Antonmario Semolini dirige l’Orchestra dell’Accademia nelle Sinfonie n. 6-7-8 di Haydn.
Polincontri Classica: (http://www.policlassica.polito.it/stagione)
Educatorio della Provvidenza: (https://www.educatoriodellaprovvidenza.it/)
Orchestra Rai: (http://www.orchestrasinfonica.rai.it/) Concerti tutti i giovedì alle 20:30, con replica venerdì alle 20. Il 25-26 novembre, James Conlon dirige il Concerto in re maggiore per violino e orchestra di Brahms (solista Nikolaj Szeps-Znaider) e la Sinfonia n. 12 in re minore di Sostakovic. Il 9-10 e il 16-17 dicembre, Daniele Gatti propone un’integrale in due serate delle Sinfonie di Schumann.
Concerti Lingotto: (https://www.lingottomusica.it/) Il 9 dicembre, l’ensemble Zefiro, diretto da Alfredo Bernardini, interpreta i Concerti brandeburghesi di Bach. Per la stagione dei giovani, il 25 novembre si esibisce il chitarrista Thibaut Garcia.
Teatro Regio: (https://www.teatroregio.torino.it/) Prosegue la stagione itinerante. Il 20 novembre, al Teatro Colosseo, Diego Fasolis dirige un programma settecentesco che si conclude con la Musica per i reali fuochi d’artificio di Handel. Il 26 e 28 novembre, all’auditorium del Lingotto, è in programma Aida di Verdi (esecuzione in forma di concerto), con Angela Meade, Stefano La Colla, Anna Maria Chiuri, Amartuvshin Enkhbat, direttore Pinchas Steinberg. Dal 4 al 15 dicembre, al Teatro Alfieri, Lo schiaccianoci di Cajkovskij, interpretato dal Balletto del Teatro Nazionale dell’Opera di Kiev, coreografia di Valery Kovtun.

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