Nel momento in cui mi appresto a scrivere queste righe, mancano ancora 10 giorni alle elezioni amministrative del 2022. Nel momento in cui le leggerete, queste si saranno già svolte e per la strada, nei bar, in piazza, ognuno starà dando la propria lettura dei risultati.

Ciò che vorrei fissare nero su bianco, invece, è la sensazione che mi è rimasta da questo periodo storico e dal ciclo di interviste che ho fatto pochi giorni fa, in diretta streaming su Facebook, ai vari candidati Sindaco.

Ho sempre espresso con la massima chiarezza e trasparenza che non sono un giornalista e che mi sono ritrovato a voler svolgere una sorta di “servizio pubblico” per portare a quante più persone possibile le informazioni necessarie su liste, facce e programmi, in modo da metterci nella condizione di esercitare il diritto/dovere di voto in maniera consapevole.
Sono diverse le cose che ho imparato nel mese di maggio appena conclusosi.
Nessuno di noi lo sapeva ancora, ma nel momento delle interviste ognuno pensava di vincere e, tra i quattro, uno di loro ce l’ha effettivamente fatta. Chissà come suoneranno adesso le varie dichiarazioni e le risposte alle mie domande!

Dicevo, cosa ho imparato? In primis, la necessità di prepararsi al meglio. Ho messo un’attenzione e un impegno che non pensavo di poter applicare: ho letto tutti i programmi, ma non svogliatamente per cercare qualcosa che mi convincesse di un voto che, in fondo al cuore, già sapevo a chi dare. No, ho dovuto studiare i programmi per ricavare gli aspetti peculiari che speravo avrebbero destato maggiore interesse in chi ha seguito le dirette e ha recuperato le registrazioni nei giorni successivi.

Ho ricevuto grandi attestati di stima da tante persone, ma come qualsiasi iniziativa rivolta a chiunque, sono certo che ci siano state tante persone che non hanno gradito. Ci sta.

In ogni caso, i numeri parlano chiaro: i post delle dirette e delle relative registrazioni hanno raggiunto (al momento in cui scrivo), complessivamente 7.330 persone (significa che quel numero di persone ha visto passare nel proprio “feed” il post con l’uno o l’altro video), generando complessivamente oltre 5300 interazioni, tra like, reaction varie, visualizzazioni, commenti e condivisioni.
Poi, dato ancora più interessante e rilevante, i video sono stati riprodotti complessivamente 4.509 volte. A oggi, 2 Giugno 2022, il più visto tra i quattro video è stato quello di Paolo Gremo (1.308 volte). A seguire, Beppe Marsaglia (1.164 volte); Endrio Milano (1.095 volte) e, a chiudere la classifica, il video con Andrea Fontana, riprodotto 942 volte. In ogni caso, le statistiche variano giorno per giorno e il dato consolidato potremo vederlo solo alla fine della campagna elettorale. Sarà curioso, in ogni caso, confrontare questi numeri con gli effettivi risultati elettorali!

Ma cosa ho imparato effettivamente da questa esperienza?
Ho imparato a essere paziente, perché alcuni dei candidati hanno affrontato la campagna elettorale con atteggiamento belligerante, immaginando di “fare Caselle o morire”. Questo, in più di un’occasione, ha messo davvero a dura prova la mia capacità di mediare e ricercare una soluzione che fosse condivisa, ma allo stesso tempo totalmente rivolta ai cittadini, e non volta a soddisfare l’ego dei singoli. Da quando ho attivato il Gruppo Facebook di Caselle, l’intento è sempre stato lo stesso: veicolare informazioni e generare valore attraverso un punto di contatto non presidiato dalle istituzioni. Punto.
Ho scoperto che in campagna elettorale, concetti come “tirare per la giacchetta” e “tirare la corda” assumono concretezza e significano dover mantenere il focus sull’obiettivo superiore, più che cedere alle provocazioni o farsi coinvolgere in inutili polemiche e dispettucci vari.

Ho anche conosciuto quattro persone che, ognuno a modo proprio, esercita una propria versione  del concetto di leadership: l’autoritario, il “costi quel che costi”, il collaborativo, il pragmatico, il mellifluo, l’inaspettato… ho volutamente indicato più di quattro aggettivi, in modo che non si possano incasellare in maniera personale. Diciamo che ogni aggettivo può essere riferito a più di un candidato.

Infine, ho imparato che la Politica ha cambiato profondamente il modo di rapportarsi alla cittadinanza. O meglio, è cambiato il modo in cui i cittadini si informano e chiedono conto ai rappresentanti politici e istituzionali. Facebook, per le amministrative del 2017, non aveva  giocato un ruolo particolarmente centrale per le interazioni e la propaganda politica. In questa tornata elettorale, invece, le persone hanno interagito tantissimo: hanno partecipato, polemizzato, segnalato, denunciato e interloquito direttamente con liste e candidati. Sarebbe interessante fare una riflessione più approfondita su questa tematica.

In questi mesi ho letto davvero tantissimi post che segnalavano buche, dissesti, problemi e, in maniera del tutto inedita e quasi inaspettata, ho visto i candidati di tutte le liste “gettarsi” su quei post commentando, promettendo, segnalando e polemizzando con chi, a detta di ciascuno, ha o non ha generato i vari problemi segnalati.

Mi auguro, ma faremo in fretta a capirlo, che chi prenderà in mano l’amministrazione della nostra cittadina, tenga ben in mente il modo in cui ha gestito questa campagna elettorale. Le interazioni, la presenza, il presidio continuo dei social, ha generato un precedente che, se abbandonato, deluderà nel profondo soprattutto chi ha pensato di poter accorciare le distanze tra chi amministra e chi viene amministrato. Tenendo in questi mesi al centro della propria agenda comunicativa uno strumento potente, coinvolgente e con la memoria molto lunga, sarebbe difficile tornare indietro senza pagarne le conseguenze in termini di gradimento e popolarità. Vedremo.

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