Era il 29 maggio 1985: 36 anni fa. La partita, la finale della Coppa dei Campioni fra la Juventus e il Liverpool, allo stadio Heysel di Bruxelles.
Gli “hooligans” inglesi noti per le peggiori violenze praticate, cercarono di attaccare le tribune dove erano stati sistemati i tifosi juventini. 39 furono i morti e oltre 600 i feriti di cui ben 32 italiani.
Nella grande ressa alcuni si lanciarono nel vuoto, altri cercarono di scavalcare ostacoli, purtroppo però il muro sul quale erano ammassati crollò per il troppo peso.
Presente a quel triste evento anche Salvatore Giglio, fotografo ufficiale della Juventus, che ricordiamo per la bellissima mostra fotografica dedicata a Gaetano Scirea tenutasi pochi mesi fa presso il nostro Centro Incontri.
Per ricordare a tutti questi tristissimi fatti Salvatore Giglio ha offerto al dottor Stefano Dinatale questa fotografia, che il “medico nostro” ha voluto esporre nel suo ambulatorio medico.
Un monito per tutti i tifosi e non solo.

Sono nato a Torino il 23 settembre 1947, dove ho studiato e lavorato in tre aziende del settore servizi fino a tutto il 2005, quando, raggiunta l’età pensionabile ho potuto lasciare tutti i miei incarichi. Risiedo a Caselle dal 1970, anno in cui mi sposai trasferendomi da Torino nella nostra città. Fin dal 1970 ebbi l’onore di conoscere ed apprezzare il fondatore del mensile Cose Nostre, il dottor Silvio Passera, il quale fin dal primo numero mi propose di scrivere notizie relative alla Croce Verde, ente di cui facevo parte come milite a Torino e poi come milite della Sezione di Borgaro, poi divenuta Sezione di Borgaro-Caselle essendo stato il fondatore del sodalizio nel 1975. Una più corposa collaborazione con il giornale è avvenuta negli ultimi tempi e sotto la direzione di Elis Calegari, anche per effetto del maggiore tempo disponibile. Attualmente collaboro - con piacere e simpatia -anche alla stesura di notizie generali, ma sempre con matrice sociale. I miei hobby sono sempre stati permeati da una grande curiosità di tutto ciò che mi circonda: persone, fatti, lavoro, natura, buon umore e solidarietà. Ho avuto modo di conoscere tutta l’Italia, ed è questo il motivo che ora desidero dedicare tempo a “Cose Nostre”.

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