E tornammo a riveder le stelle

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Quando tutto il tragico ed inimmaginabile periodo, che per ora è alle nostre spalle, ci ha investito in pieno, avevo intitolato la mia rubrica “ Per una selva oscura”, dando inizio ad una serie di proposte di cammini da progettare a nostra immagine in vista di un futuro più sereno. Eravamo tutti prigionieri in casa…

L’estate sembrava lontanissima e le vacanze impossibili da formulare.

Ma eccoci qui con il caldo a fare da padrone e la voglia di distrarci prima di un autunno che non prospetta nulla di buono.

Il nostro vagabondare dunque continua, però prima permettetemi di augurarvi un’estate il più possibile serena e gioiosa che sia al mare, ai monti, a casa o a zonzo.

Ci siamo lasciati in Sardegna, ci ritroviamo in Sicilia per nuove proposte  escursionistiche.

“Non invidio a Dio il Paradiso, perché sono ben soddisfatto di vivere in Sicilia” ebbe a esclamare Federico di Svevia, re di Sicilia.

Ebbene sì, siamo in  Sicilia, la più grande isola dell’Italia e del Mediterraneo, ricca di storia, tradizioni e di cultura, che dal mare alla montagna passando per campagne, vulcani e borghi marinari sorprende incessantemente.

Il sentiero dei tesori iblei

Monterosso (RG)- Chiaramonte Gulfi (RG)- 20km- 6 ore

La vista sarà la protagonista di questo cammino che vi condurrà da Monterosso, tesoro adagiato sul fianco degli Iblei, a Chiaramonte Gulfi, balcone di Sicilia.

 Un sentiero antico una volta battuto dagli abitanti di questi borghi per le loro attività commerciali e da frati e pellegrini per raggiungere i conventi sparsi sul territorio. Una via davvero bella, ai cui bordi crescono rigogliosi i cardi, la Mandragora e la Disa, pianta che deve il suo nome proprio al fatto che in passato era utilizzata dai contadini per legare le viti o i fasci di grano. Si attraversa il parco forestale di Chiaramonte Gulfi; poi su per ammirare una vista magnifica: l’intera Isola e in fondo, confuso con l’orizzonte il mare. Un saliscendi su piccole strade battute, circondate da campi di grano e popolate da animali e cavalli selvatici.

Poco prima di arrivare a Chiaramonte Gulfi, paese dell’olio, ci si affaccia su  uno dei panorami più ampi di Sicilia: da Gela all’Etna, con tutta la valle dell’lppari e i suoi paesi, e poi Comiso, Vittoria, Acate, Gela e le dorsali degli Erei fino a Caltagirone, oltre a una bella fetta del mare d’Africa e nelle notti più terse le luci dell’isola di Malta.

 Il percorso è  facile, mediamente lungo con un discreto dislivello.  È anche  possibile noleggiare binocoli e bastoncini da trekking in loco.

Informazioni dettagliate:  [email protected] / www.camminifrancescanisicilia.it

Sui passi di San Felice di Nicosia

Mistretta (ME)- Nicosia (EN)-  29,5 km- 9 ore

 Il percorso all’insegna delle emozioni inizia da Mistretta , la cui fondazione si fa risalire ai Ciclopi, ai Fenici e ai Sicani. Bastano pochi passi nel dedalo di splendide viuzze su cui si affacciano bei palazzi nobiliari, per salire  verso la via del vento; mucche, cavalli, asini e pecore affollano queste cime. Camminando così in alto i punti panoramici permetteranno di carpire l’incanto delle Eolie e la maestosità dell’Etna. Questo è il territorio di confine tra le province di Messina ed Enna, tra i Nebrodi e le Madonie. La prima metà dell’ escursione  ha davanti i monti Sambughetti  e Campanito , sotto le cui pendici  si potrà godere della bellezza di alcuni laghetti: una delle più importanti aree umide dei Nebrodi che ospita una colonia della tartaruga palustre siciliana. In discesa, in lontananza ecco apparire la meraviglia architettonica delle cittadine sospese di Castel di Lucio, Troina e Nicosia, città delle cento chiese e delle 24 baronie.

Informazioni dettagliate: www.camminifrancescanisicilia.it

Antica Trasversale  Sicula

Mozia (TP) – Kamarina (RG)-638 km- 38 tappe

Il cammino è stato studiato e ritracciato tra il 2016 e il 2017 da un gruppo di archeologi e appassionati camminatori che lo hanno ripercorso, mappato e geo-referenziato in collaborazione con l’Osservatorio Turistico Regione Sicilia. L’ ideazione del percorso, però, si deve agli archeologi Biagio Pace e Giovanni Uggeri che avevano individuato un reticolo di Trasversali Sicule del periodo greco, che collegava Kamarina alle principali città greche, indigene e puniche della Sicilia orientale occidentale.

Attraversa l’entroterra più profondo della Sicilia ed è uno dei pochi al mondo che collega una moltitudine di siti d’inestimabile valore.

È un cammino di media difficolta percorribile anche in bici e a cavallo ed alcuni tratti anche da persone affette da disabilità. E’ possibile pernottare in tenda nella maggior parte dei cammini attraversati, chiedendo autorizzazione.

Sono ben 8 le aree naturali protette che il percorso attraversa e più di 100 le specie floreali e faunistiche endemiche presenti. I periodi consigliati per questa esperienza  sono inizio autunno e inizio primavera.

Informazioni dettagliate: www.trasversalisicule.it

Continuiamo il nostro peregrinare.

Per la serie “lo sapevate che”… la nostra penisola conta ben 800 isole di cui solo un’ottantina sono abitate.

Non resta che l’imbarazzo della scelta.

Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano

Isola d’Elba

 Si sa all’Elba l’ideale è muoversi a piedi: salire i pendii, scendere lungo le vallate, raggiungere la costa, attraversare la macchia, inoltrarsi lungo gli antichi viottoli, assaporando la fragranza della macchia mediterranea che in primavera esplode in mille colori. Sono numerosi i sentieri che percorrono in lungo e in largo l’Elba e vanno dai 500mt ai 10km di lunghezza; facili e percorribili anche in situazione di disabilità ( Il Sentiero del Filo d’oro), di moderato dislivello con tratti accidentati (il Santuario delle farfalle) o di discreto dislivello e fondo accidentato ( Pietre Rosse).

 Con lo smartphone  si può usufruire gratuitamente delle mappe dei sentieri dell’Arcipelago Toscano. L’Ente Parco infatti aggiorna costantemente i tracciati e li mette a disposizione degli escursionisti su Avenza Maps, scaricabile liberamente su Apple store o su Google play store.

Isola di Montecristo

È una delle isole più importanti per la tutela della biodiversità dell’Arcipelago Toscano e del Mar Tirreno, un luogo straordinario e fragile dal punto di vista ambientale, un vero e proprio santuario della natura.  L’ isola oggi è disabitata e priva di ogni servizio. L’accesso è rigidamente regolamentato a terra e a mare.

A Montecristo è vietata la balneazione, così come non è consentito prelevare alcuna specie vegetale o animale né materiale di interesse geologico. Le visite guidate sono autorizzate fino ad un numero massimo di 2.000 persone all’anno. Il calendario delle visite prevede 23 giornate (ciascuna per 75 posti) per un totale di 1725 persone (prenotazione e pagamento on-line).

Isola di Pianosa

È la più bassa isola dell’Arcipelago, praticamente un pianoro alto al massimo 29 metri sul livello del mare. Seppur poco elevata presenta coste rocciose con presenza di falesie, specialmente nel versante occidentale e pochissime spiagge. La vegetazione che la ricopre è una tipica macchia mediterranea con predominanza delle specie amanti dei suoli calcarei: vi abbondano il lentisco, il rosmarino, il ginepro fenicio, i cisti. Il mare è particolarmente abbondante di fauna ittica. La visita consiste in una escursione di trekking naturalistico lungo il percorso autorizzato. Accompagnati dalle Guide Parco è possibile conoscere ed apprezzare la biodiversità del delicato territorio insulare, la sua straordinaria storia naturale attraverso la visita del centro abitato e del Museo delle Scienze. Sarà possibile anche apprezzare il fascino del mare di Pianosa, protetto da oltre un secolo. Le visite proposte dal Parco Nazionale prevedono la partenza da Piombino Marittima e la permanenza sull’isola per circa 6 ore.

Per ogni informazione e prenotazione: www.islepark.it

Attenzione!

Ricevo dall’Ecomuseo delle Rocche del Roero e con molto piacere giro a voi, cari amici, la notizia che “la rete sentieristica del Roero è stata mantenuta in seguito al lockdown, con importanti interventi di trinciatura, sfalcio, messa in sicurezza, che hanno permesso la riapertura di tutti i sentieri in meno di un mese.”

Fermo restando che il calendario delle  escursioni collettive è stato cancellato, resta la possibilità di camminare in autonomia o con la famiglia in assoluta sicurezza. Ci sono sentieri ad anello, traversate, il Roero Bike Tour e il  Wine Tour, ultimo nato.

Tra i sentieri ad anello ecco qualche indicazione su quelli che richiedono meno allenamento e che sono fattibili anche da bambini:

il Sentiero Religioso: 6 km circa; parte dal centro di Montà d’Alba e raggiunge il Sacro Monte dei Piloni, il più piccolo sacro monte piemontese immerso tra vigneti e pini silvestri, per poi ritornare in paese attraversando il paesaggio naturalistico della Valle Diana e del Rio Canneto;

il Sentiero del lupo: 11 km circa; così chiamato perché attraversa la borgata isolata Caialupo, conferma della presenza di questo animale da tempi antichi; inizia a Montà d’Alba e seguendo inizialmente la SP168 fino a Borgata Ghioni , segue poi l’anello naturalistico ben segnalato immergendosi in prati e castagneti storici;

il Sentiero della Pera Madernassa: 7 km circa; prende il via nel centro della frazione Borbore di Vezza, prosegue in direzione Castagnito, costeggia un corso d’acqua per poi immergersi nei frutteti;

il Sentiero della Castagna Granda: 8 km circa; percorso agevole che si inoltra in un bosco per raggiungere la radura dove troneggia un castagno monumentale di oltre 400 anni con una circonferenza di 10 mt…la castagna granda appunto; inizia nel centro di Monteu Roero, vera balconata naturale sulle belle Rocche del Roero.

Il Roero Bike Tour è un percorso di 135 km, dedicato alla mtb o all’e-bike, che prevede spostamenti su sentieri naturalistici o strade a bassa percorrenza, permettendo di scoprire ambienti e paesaggi tipici del Roero; è suddiviso in 7 tappe e ingloba tre grandi sentieri già esistenti: il Grande Sentiero del Roero, il Sentiero del Roero Centrale e il Sentiero dell’Acino, Mulini e Castelli del Roero Orientale.

Quest’anno si è aggiunto il Wine Tour, che comprende 4 nuovi itinerari attraverso vigneti storici, detti Cru, e cantine associate al Consorzio di Tutela del Roero; sono quattro facili sentieri ad anello: i Cru dove ebbe origine l’Arneis, che si snoda interamente nel Comune di Canale; i Cru argillosi verso il Tanaro, che attraversa Castellinaldo, Castagnito, Guarene e Vezza d’Alba; i Cru aridi al limitare delle Rocche, che interessa Montà d’Alba, Santo Stefano Roero e Monteu Roero; i Cru panoramici del Roero centrale con i suoi castelli e torri medievale incoronati della catena alpina.

Una volta scelto il sentiero si ha a disposizione mappe cartacee, tracce GPX, un’audioguida dei sentieri scaricabile su smartphone con l’app gratuita Izi.Travel.

Per tutte le informazioni e gli approfondimenti: www.ecomuseodellerocche.it/[email protected]

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