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Comune di Caselle Torinese
venerdì, Giugno 14, 2024

    In viaggio con Mamma Piera

    Mia madre, straordinaria compagna d'avventure

    Perché salire sulla piramide quando posso vederla anche da qui? ”, Mamma Piera

    Essendo questa una pagina di “racconti di viaggi” non posso non ricordare quelli fatti con mia madre, Mamma Piera. Lei ha cominciato abbastanza tardi, poiché a mio padre Sandro non piacevano i viaggi lunghi: per lui vacanza significava mare, in Liguria, o montagna, a Pessinetto. Ma poi si è rifatta e insieme abbiamo visitato paesi del continente americano dal Nord al Sud, e dal Medio fino all’Estremo Oriente. Arrivavo a casa con qualche idea, ma normalmente la risposta era “Io non vengo”; tornavo qualche giorno dopo e mettendole il biglietto aereo sul tavolo le dicevo: “Preparati che andiamo”. Una delle prime volte, per vincere la sua ritrosia, mi ero messo d’accordo con un mio amico che aveva una agenzia viaggi e che mi avrebbe fatto recapitare per posta una busta con un buono omaggio, ovviamente falso, per un soggiorno a Parigi. Ho avvisato mio padre Sandro e i miei fratelli Enrico e Stefano, che alla mia domanda “Ho vinto un premio, chi viene con me?” avrebbero dovuto inventarsi dei motivi per non partecipare, e quindi rimaneva solo lei.
    La ricordo in alcune occasioni dove, essendo la “meno giovane” del gruppo di amici con i quali andavamo in giro, veniva aiutata a portare le borse. La sua regola comunque era che non si deve viaggiare con valigie pesanti, ma solo con lo stretto necessario, questo però non le impediva di indossare il suo abito in seta per la cena. Durante il giorno era sufficiente una maglietta e una gonna o i pantaloncini.
    Avevamo iniziato visitando la Giordania. Grande era il suo stupore davanti alle bellezze di Petra o alla cena nel deserto di Wadi Rum, dove aveva assaggiato il montone, che le era piaciuto molto. Non contenta, andava a parlare con i locali chiedendo perché il montone in Italia non le piaceva e invece quello preparato nel deserto fosse così buono! Dopo ci spiegava che era dovuto al fatto che lì le pecore mangiano erba secca nel deserto, mentre l’erba verde che mangiano da noi poi fermenta nello stomaco dell’animale e quindi assume quel gusto particolare.
    In Yemen aveva imparato a mangiare con le mani seduta sul pavimento; era incuriosita da questi uomini in abito tradizionale ma con la giacca di chiaro stampo europeo, retaggio del periodo coloniale inglese.
    In Siria, durante la visita a Dura Europos, lungo il fiume Eufrate, a un certo punto era sparita e nessuno sapeva dove fosse andata. Cominciammo a cercarla, immaginando che magari si fosse persa, o ancora fosse andata in bagno, oppure a bere qualcosa…. alla fine vidi arrivare il guardiano del sito in motocicletta con lei seduta sul sellino dietro. Era stata stanca di camminare e aveva pensato di fare il giro più comodamente. Come avesse fatto a farsi capire da un signore che parlava solo l’arabo ancora oggi è un mistero, ma lei era così, riusciva a farsi capire.
    Una volta a New York, a Central Park, a metà pomeriggio ci informò che “sono stanca e vado a casa”! Per lei casa era l’hotel che però in quel momento si trovava a circa quattro chilometri di distanza. “Ma come fai?” e lei “Beh, vado dritto di qua e poi quando vedo quel grattacielo fatto a punta giro a sinistra e dopo due isolati sono arrivata”. Un’altra volta ha affrontato il viaggio di ritorno da Miami da sola e senza alcuna difficoltà. Solo dopo abbiamo saputo che nella sala d’attesa dell’aeroporto aveva adocchiato un signore che stava leggendo “La Stampa”, si era avvicinata e gli aveva chiesto se tornava a Torino. Alla risposta affermativa gli chiese se poteva accodarsi a lui poiché aveva una coincidenza da prendere all’aeroporto di Londra.
    In Brasile, vicino a Manaus, si era fatta fotografare in un villaggio indio con un bel ragazzo in costume tradizionale e con le piume in testa. Tornati in città la sera le si avvicinò e la salutò lo stesso ragazzo, ma in camicia bianca e cravatta. Lei rimane dubbiosa: “È lui o non è lui?” Risata generale.
    Siamo stati anche a visitare la missione che ho fondato nel sud dell’India a Cuddapah per aiutare i bambini poveri. Lei, essendo la madre del presidente, era continuamente attorniata da decine di persone che la volevano omaggiare. A un certo punto disse: “Beh grazie, ma adesso lasciatemi tranquilla”.
    Era molto saggia, quando vedeva che la visita sarebbe stata troppo faticosa ci aspettava; salire sulle piramidi in Guatemala era impegnativo, quindi lei si sedeva all’ombra di un albero e ci guardava: “Io vi aspetto qui che tanto la piramide la vedo lo stesso”.
    Credo che abbia raggiunto il top in astuzia durante il viaggio in Perù. All’arrivo a Cuzco la guida locale ci aveva consigliato di non fare sforzi eccessivi per evitare problemi dovuti all’altitudine, e di bere abbondantemente un infuso di erbe che ci veniva proposto a ogni angolo. Per dare un’idea, negli autobus peruviani ci sono sempre delle bombole di ossigeno a disposizione, come pure nelle camere degli alberghi. Piera facendo tesoro del suggerimento della guida non ebbe mai avuto problemi nemmeno visitando il Machu Picchu a 2500 metri o Ollantaytambo a 2800 metri. Arrivati al lago Titicaca a 3800 metri, metà dei nostri compagni di viaggio prese a dare segni di stanchezza o a problemi dovuti all’altitudine. Quella sera decidemmo di andare a cena in un ristorante tipico e chiesi alla guida locale di prenotare per chi del gruppo fosse interessato. Scoprii però che gran parte di loro, 40enni, preferiva stare in albergo a riposare. E Piera? Appuntamento alle 20, io scendo un po’ prima e chi trovo?! Lei che mi chiedeva impaziente: “Allora quando andiamo a cena?”. Erano le 19,30!
    Buon viaggio Mamma Piera, adesso stai facendo il viaggio più lungo.

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    Giovanni Cravero
    Giovanni Cravero
    Giovanni Cravero meglio conosciuto come Vanni, nato nel 1952 a Caselle di professione Agente di Commercio da sempre e da sempre con la grande passione di andare in giro ovunque sia possibile. Ho cominciato a muovermi all’età di 17 anni e senza soste questo mi ha portato a vedere ad oggi oltre 80 Paesi in tutti i 5 continenti, oltre 800 località e oltre 200 Siti Unesco, che come mi dice Trip Advisor rappresentano oltre il 60% della Terra.

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