Questo stramaledetto 2020 non vuole saperne di smettere di strapparci affetti. Improvvisamente, così recita il necrologio, ci ha lasciato Aristide Moschion, meglio noto semplicemente come Ari.

Friulano di nascita, dopo aver girato un bel po’ d’Italia come agente di Pubblica Sicurezza, aveva trovato casa e amore qui da noi, svolgendo servizio presso la stazione di Polizia dell’aeroporto, unendosi poi in matrimonio con Rosy Baucia, titolare della storica nostra trattoria della “Bottala”.

Nel breve volgere di qualche anno, Ari era diventato non solo parte integrante della Bottala, ma “uno di noi”, inserendosi nel variegato mondo del nostro football. Due piedi educati e buonissimi compensavano una non grandissima propensione alla corsa e alla fatica, tuttavia gli consentivano di essere un centrocampista offensivo con i controfiocchi. E con la casacca rossonera della vecchia e amata U.S. Caselle a metà degli Anni ’70, in una formazione che aveva gente come Piero Mangolini, “Maio” Data, i gemelli Calvi e Alberto Briguglio, Moschion contribuì a scrivere pagine molto interessanti.

Del resto il mondo del pallone era quello per cui Ari si sentiva maggiormente vocato. Avrebbe dato non so cosa per veder realizzato il sogno, appena sfiorato, di diventare un calciatore professionista. Da ragazzo aveva svolto alcuni provini in società di serie A, e la Sampdoria era quella che gli aveva riservato il ricordo più agrodolce: scartato per un nonnulla, vedendo invece tesserato il suo amico  Ermanno “Bisontino” Cristin, uno che nella massima serie un po’ di strada ne avrebbe fatta. Ari, che aveva piedi migliori, un po’ ha sempre rosicato per ciò che quel giorno non era successo, sfuggendogli d’un niente.

Smesso col calcio, fu la bici ad ammaliarlo e a farlo continuare ad essere uno sportivo praticante, cosa che in cuor suo ha sempre continuato ad essere.

La vita gli è scivolata via all’improvviso, lasciando Rosy e il figlio Cesare disperatamente soli.

A loro,  al  loro cordoglio si uniscono l’Associazione Turistica Pro Loco di Caselle e la redazione del giornale Cose Nostre: Ari riposerà per sempre qui nella sua seconda patria e nei nostri cuori, dove ha lasciato un vuoto difficile da colmare.

 

 

Elis Calegari
Elis Calegari è nato a Caselle Torinese il 24 dicembre ( quando si dice il caso…) del 1952. Ha contribuito a fondare Cose Nostre, firmandolo sin dal suo primo numero, nel marzo del '72, e, coronando un sogno, diventandone direttore responsabile nel novembre del 2004. Iscritto all' Ordine dei Giornalisti dal 1989, scrive di tennis da sempre. Nel corso della sua carriera giornalistica, dopo essere stato anche collaboratore di presdtigiose testate quali “Match Ball” e “Il Tennis Italiano”, ha creato e diretto “Nuovo Tennis”, seguendo per più di un decennio i più importanti appuntamenti del massimo circuito tennistico mondiale: Wimbledon, Roland Garros, il torneo di Montecarlo, le ATP Finals a Francoforte, svariati match di Coppa Davis, e gli Internazionali d'Italia per molte edizioni. È tra gli autori di due fortunati libri: “ Un marciapiede per Torino” e “Il Tennis”. Attualmente è anche direttore responsabile di “0/15 Tennis Magazine”.

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