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venerdì, Giugno 14, 2024

    Scienza e Intelligenza Artificiale

    Intervista a Davide Gaiotto, docente di fisica all' università canadese di Waterloo

     

    Un po’ più di un anno fa ho scritto il primo articolo sull’Intelligenza artificiale. Da allora vedo scorrere fiumi di parole e notizie sempre più angoscianti sull’uso che già ora la guerra ne può fare. Troppa confusione, molta curiosità: ho bisogno di fare il punto almeno su alcune realtà e mi affido di nuovo come allora a una persona che …conosco bene e per  cui il mondo scientifico nutre una grande stima.
    Difficile però porre le domande giuste, anzi vi invito fin d’ora a proporne anche voi!

    “AI: è cambiato qualcosa nel mondo  scientifico con l’Intelligenza Artificiale?”
    -Non ancora, ma ci sono stati alcuni contributi significativi.
    Un contributo importante è AlphaFold 2, (giusto per farsi un’idea, https://en.wikipedia.org/wiki/AlphaFold)
    che riesce a prevedere con successo considerevole la forma di una proteina data la formula chimica. Questo è un problema molto importante in medicina e biologia, considerato molto difficile.
    Per esemplificare è come se ti dessero l’elenco dei pezzi di legno e acciaio che dovrai usare per un mobile Ikea, senza dirti che forma avrà.
    AlphaFold 2 ha previsto la forma di 200 milioni di proteine, con un 70% di accuratezza prevista. Questi risultati hanno il potenziale di migliorare in maniera significativa la ricerca di nuove medicine, l’ingegneria genetica, etc.
    Ci sono alcuni esempi in matematica e altre scienze in cui AI ha proposto congetture interessanti analizzando grandi quantità di dati, ma senza risultati davvero stupefacenti.
    È ragionevole aspettarsi comunque che AI porterà a nuove scoperte nel futuro immediato proprio in campi in cui ci sono grandi quantitativi di dati che una singola persona non può pensare di analizzare direttamente: astronomia, fisica delle particelle al CERN, medicina, eccetera.
    La prospettiva di un AI che possa lavorare al livello di uno scienziato, creando e sviluppando nuove idee, è chiaramente affascinante, ma non è chiaro se sia un’opzione a breve termine o remota. Vedremo.
    “Tu operi nel campo della fisica teorica: in cosa ti può davvero aiutare AI?”
    – Al momento non mi aiuta particolarmente, eccetto per disegnare figure nei miei articoli. Ha il potenziale di aiutarmi a trovare informazioni: sapere velocemente se qualcosa è già stato fatto, se ne esistono formule; in pratica posso usarlo come motore di ricerca avanzato.
    Al momento AI ha la capacità di risolvere problemi simile a quella di uno studente universitario… un po’ carente. Se potesse arrivare al livello di un interlocutore utile, sarebbe spettacolare!
    “Pericoli anche per gli scienziati?”
    – La prospettiva più immediatamente problematica è che dal punto di vista delle amministrazioni universitarie, creare e supportare scienziati non è una priorità ma piuttosto un effetto secondario: per esempio, le università usano studenti di PhD per correggere compiti, etc. in cambio del supporto scientifico che danno loro.
    Similmente, un professore è pagato come insegnante, anche se dal punto di vista del professore l’ attività principale è la ricerca.
    Se AI diventa capace di correggere compiti, insegnare nelle classi, eccetera, ci potrebbe essere un confronto conflittuale su queste priorità: se l’Università non ha bisogno di giovani scienziati per l’insegnamento, sarebbe disposta a supportarli puramente come scienziati, mettendo in conto che ricerca non vuol dire che sicuramente troverà qualcosa? Non lo sappiamo. Non essendo sicura se lo studente troverà qualcosa di utile, l’Università non ha un riscontro.
    Nel medio termine, gli scienziati condividono rischi e promesse del resto dell’umanità: riorganizzazione troppo veloce della società, disuguaglianze di accesso a nuove risorse e capacità, perdita di democrazia, nuove sette religiose con profeti virtuali, una marea di
    disinformazione e false informazioni che contamina il nostro patrimonio culturale e scientifico, rivoluzioni anti-scienza, perdita di dignità causata da rimpiazzo, consumo eccessivo di energia elettrica. Ma mettiamo sull’altro piatto della bilancia anche nuove tecnologie per produrre energia, combattere inquinamento, proteggere l’ecosistema, curare malattie, realizzare il potenziale di miliardi di giovani con tutori AI individualizzati, automatizzare ruoli lavorativi degradanti o pericolosi.
    È il vaso di Pandora incrociata con una cornucopia.
    A lungo termine, c’è un “pericolo” di un’ AI di intelligenza sovra-umana, capace di sviluppare la scienza in direzioni che umani semplicemente non saranno in grado di seguire.
    Ma se umanamente mi può dispiacere essere superato, come scienziato posso solo essere affascinato da questa possibilità, allo stesso modo in cui sarei orgoglioso di uno studente che mi superi.
    “Cosa speri che con AI possa migliorare e che cosa temi al contrario?”
    – Non lo so. Come lettore avido di fantascienza mi sono confrontato con innumerevoli ideazioni di un futuro in cui gli esseri umani non hanno il monopolio della cognizione, che variano da letterali inferni a letterali paradisi. Le implicazioni etiche sono semplicemente sconosciute.
    La mia prospettiva a lungo termine è che se la vita è rara nell’universo, abbiamo quasi un dovere esistenziale di farla sopravvivere e propagarla oltre i confini della terra e del sistema solare. Non è chiaro se gli esseri umani nello stato attuale siano in grado di raggiungere questi scopi. L’intelligenza artificiale e il controllo della biologia sono strumenti gemelli che hanno il potenziale di cambiare radicalmente la natura della nostra civiltà.
    Forse saremo i nani sulle cui spalle si sollevano i giganti. –

    Naz con Davide Gaiotto ( Perimeter Institute for Theoretical Physics
    Waterloo, Canada)

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    Nazarena Braidotti
    Nazarena Braidotti
    Braidotti M.Nazzarena in Gaiotto Nata a Ciriè(To), tre figli, ex insegnante a Caselle, vive a Torino. Laurea in Lettere con una tesi sul poeta P.Eluard, su cui ha pubblicato, per Mursia, un “Invito alla lettura”. Grandi passioni: la scrittura, tenuta viva nella redazione di “Cose Nostre” e altri giornali locali e l’acquerello.

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