Alla Biblioteca Reale di Torino, accanto all’”Autoritratto” di Leonardo, è conservato il “Codice sul volo degli uccelli”, serie di appunti e disegni del genio vinciano: entrambe le opere, in forma digitalizzata, sono state inviate nel 2011 su Marte dalla NASA a bordo del rover Curiosity.
Il prezioso manoscritto sul volo fu donato al re Umberto I da Fëdor Vasil’evič Sabašnikov, (indicato altresì come “Teodoro Sabachnikoff”), magnate russo amante della cultura italiana e allievo di Giovanni Piumati (Bra 1850 – Col San Giovanni –Torino- 1915).
Piumati, che è stato celebrato nella città natale con una mostra (2015) curata da Carla Federica Gütermann e Armando Audoli e che verrà ricordato il prossimo luglio da un’esposizione presso il Museo d’Arte Sacra di Viù (Chiesa Parrocchiale di S. Martino Vescovo), si laurea in Giurisprudenza a Torino e lavora in uno studio legale, quindi ottiene una seconda laurea in Lettere e Filosofia; in seguito insegna contemporaneamente Lingua e Letteratura italiana all’Università Renana di Bonn nonché Lingua italiana e Filologia romanza al Conservatorio di Colonia.
Fin dal 1867 Piumati frequenta inoltre l’Accademia Albertina di Torino (docenti Enrico Gamba e Antonio Fontanesi) ed espone presso la Promotrice di Belle Arti, il Circolo degli Artisti e in numerose mostre, ricevendo riconoscimenti; al contempo scrive recensioni d’arte per la “Gazzetta Piemontese” e “La Stampa”.
Il letterato partecipa infine quale pittore all’Esposizione Internazionale di Colonia del 1889.
In Germania, Piumati conosce Sabachnikoff che, deciso a contribuire agli studi su Leonardo, intende pubblicare e diffondere i manoscritti vinciani, spesso di difficile reperibilità: dopo la morte di Francesco Melzi, allievo di Leonardo ed erede di tutti gli appunti del Maestro, infatti ”Relegati in un granaio, rubacchiati, trafugati, regalati qual merce senza valore, venduti a brani, a fogli, accozzati zibaldoni di carte strappate a volumi diversi, senza connessione di tempo o di materie, così si dispersero per tutta Europa i monumenti della sapienza e del genio” (Piumati).
Per l’interpretazione in lingua italiana, “che esige, oltre alla capacità del linguista esercitato e del critico esperto, […] profonda competenza in tutto ciò che concerne Leonardo” (Sabachnikoff), il magnate affida l’incarico a Piumati.
Dal 1889, la complessa trascrizione di differenti codici leonardeschi, tra cui il Codice Atlantico (il professore non riuscirà purtroppo a concluderne l’indice ragionato), occuperanno l’intellettuale fino al 1912, in Italia e in Inghilterra: -Il nostro metodo, i nostri intenti, sono compendiati nel motto del Maestro: “hostinato rigore”- (scriverà il Piumati).
Lo studioso, socio onorario dell’Accademia Albertina dal 1890, continua l’attività di pittore, apprezzato da nobiltà, uomini politici e dal Museo Civico torinese.
“Nel suo percorso pittorico la lezione fontanesiana viene rielaborata tramite una pennellata minuta e tonalmente temperata, in vedute di Torino e del Po, del Reno a Mülheim, di Noli e Rapallo, e dell’amato Col San Giovanni, nei pressi di Viù nelle Valli di Lanzo. Verso la fine del secolo e con l’inizio del Novecento, Piumati accoglie alcune suggestioni d’impronta simbolista, permeando i suoi paesaggi, pur sempre distesamente naturalistici, di un’atmosfera silente e arcana” (P. Dragone).
Fra le opere che verranno esposte a Viù, oltre a un ritratto dell’artista realizzato a carboncino da Vittoria Cocito, si potranno osservare una “Chiesetta” poggiata su un pendio ove la natura riconquista lo spazio antropizzato, pastori che conducono animali “Verso il pascolo” (a Col San Giovanni) lungo un sentiero che costeggia alberi ed edifici e, nella stessa località, la vegetazione in “Autunno” che si staglia contro il cielo.
Si potrà inoltre ammirare “Plenilunio”, malinconico e poetico dipinto presente nelle collezioni della Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea (GAM), opera di un uomo che ha saputo mettere a frutto tanto la ragione quanto la propria sensibilità artistica.

Giovanni Piumati
“Verso il pascolo (Col San Giovanni)”
Olio su cartone telato
1914

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