Accesso: si raggiunge Pinerolo, centro situato allo sbocco in pianura della valle del Chisone, lo si attraversa percorrendo la strada per il Sestriere seguendo il corso Torino, prendendo poi la Stradale Fenestrelle fino a trovare alla destra la via Cottolengo, con la quale si accede alla via San Pietro Val Lemina per risalire la breve vallata per poco più di quattro chilometri fino alla frazione di Talucco (758 m s.l.m.) collocata in alta valle.
Sono famosi della frazione i tomini di formaggio grasso ottenuti da un mix di latte di vacca e di capra, di pasta molle pronti al consumo dopo due giorni ma, se graditi, stagionati dopo una settimana. Vera leccornia “el tomin eletrich“, cosparso di pepe.

Parcheggiata l’auto nei pressi della chiesa, si risale la strada di pochi metri per imboccare la stradina asfaltata alla destra diretta alla frazione Borgogna e iniziare a risalire il sentiero 049.
Seguendo la segnaletica lignea e i segnavia si incontreranno sul percorso escursionistico, presso delle piazzuole, i pannelli esplicativi e delle ricostruzioni a proporre le diverse fasi necessarie alla realizzazione delle antiche carbonaie.

La tecnica era usata in gran parte del territorio alpino per trasformare la legna, preferibilmente di faggio, ma anche di altre piante, in carbone.

In sintesi il processo consisteva nell’accatastare sulle piazzuole tronchetti di legna a formare un camino per il tiraggio dell’aria attorno al quale si appoggiavano verticalmente a formare una cupola altri tronchetti di adeguata pezzatura, il tutto ricoperto di foglie, erba e terra.

Seguivano l’accensione tramite l’inserimento di brace dal foro situato sulla sommità della cupola e l’abilità del carbonaio a controllare e regolare il tiraggio dell’aria per una combustione priva di fiamma.

Procedendo sul sentiero si raggiungerà un’area attrezzata denominata “Bosco dell’Impero”. La zona, che nei tempi passati fu completamente spogliata di vegetazione dagli eccessivi tagli del bosco e dal pascolo caprino, fu interessata da un lungo intervento di rimboschimento per il suo recupero, iniziato a metà dell’Ottocento, che si concluse poco prima dell’ultima guerra mondiale. Nel proseguire verso il Colle Eremita (962 m s.l.m.) si osservano dei muretti e degli sbarramenti in pietra realizzati per limitare sulla pendenza lo scorrere rovinoso dell’acqua che, assieme all’opera di rimboschimento, servono a proteggere i versanti dai problemi di erosione e di instabilità che potrebbero coinvolgere le borgate sottostanti.

Proseguendo si giunge al Colle Ciardonel (1081 m s.l.m.) il punto più alto dell’escursione dove si lascia il sentiero 049 che prosegue a sinistra verso il Colle Sperina (1302 m s.l.m.) per deviare a destra sul 060 diretti al rifugio Melano o Casa Canada, in località Rocca Sbarua, in Alta Val Noce nel comune di Frossasco.
Il rifugio originario realizzato negli Anni Settanta del ‘900 da Giuseppe Mellano, socio C.A.I., consisteva di un container metallico lasciato dal realizzatore con atto testamentario alla sezione di Pinerolo. Nel tempo vi furono vari progetti per la sua sostituzione. Si presentò l’occasione al termine delle Olimpiadi invernali di Torino 2006. Cessato l’utilizzo del prefabbricato di due piani, in legno di pino strobo, come sede dalla delegazione canadese per promuovere le successive Olimpiadi del 2010 a Vancouver, fu donato alla comunità locale che colse l’occasione per sostituire il container.
L’operazione di trasferimento dall’ubicazione torinese di piazza Valdo Fusi ai piedi del Monte Freidour a quota 1060 m s.l.m. fu gestita dal CAI di Pinerolo con contributi e sponsorizzazioni e vide completata la sostituzione nel 2008.

L’inaugurazione è avvenuta il 25 settembre 2011. La località prende il nome dal contrafforte roccioso Rocca Sbarua (in dialetto, rocca che spaventa) situato sul versante sud del Monte Freidour delle Alpi del Monginevro nelle Alpi Cozie. E’ un sito d’arrampicata dove i grandi alpinisti pinerolesi e torinesi hanno aperto su questi torrioni i primi itinerari.

Escursione di circa cinque chilometri con elevazione totale di +532 m per la sola andata.

Cartografia: Fraternali 1:25.000 Pinerolese – Val Sangone.

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