Il mercato degli ambulanti di piazza Falcone era stato chiuso con ordinanza del sindaco Baracco domenica 22 marzo, dopo che già nella settimana precedente le due sessioni del lunedì e venerdì mattina erano limitate ai soli banchi dell’alimentare. La decisione della chiusura totale dipendeva dalle decisioni del sindaco: l’ordinanza del Governatore del Piemonte Alberto Cirio, in vigore proprio da quella stessa domenica del 22 marzo con nuove più restrittive misure per contenere il diffondersi del contagio, recitava che “i mercati saranno possibili solo dove i sindaci potranno garantire il contingentamento degli accessi e il non assembramento, anche grazie all’utilizzo di transenne e sempre con il presidio costante dei vigili urbani”.

Diverse, dopo il 22 marzo, le scelte effettuate dai sindaci nella nostra zona. Una linea “rigorista” per Caselle, Mappano e Borgaro. Opposte le scelte fatte a San Maurizio, Ciriè, Lanzo, ove le amministrazioni comunali hanno strutturato le piazze sedi mercatali in maniera da incanalare e tentare di gestire i flussi.

Così avevano spiegato la scelta effettuata a Caselle il sindaco Luca Baracco e il vicesindaco e assessore al Commercio Paolo Gremo. Baracco “Una scelta non facile, soppesata a lungo, tenuto conto anche della funzione sociale dei mercati; ma la priorità è la salute dei cittadini”. Gremo: “Il provvedimento ci è sembrato inevitabile. Non abbiamo vigili a sufficienza per attuare un contingentamento degli accessi e un serio controllo delle distanze di sicurezza, come richiesto dall’ordinanza regionale”.

Sui social media le reazioni dei cittadini si sono divise: molti hanno condiviso la scelta cautelativa dell’amministrazione casellese, altri invece hanno manifestato dissenso: “così si aumenta la pressione su supermercati e negozi, allungando le code”, “a Caselle il mercato ha spazi più estesi che da altre parti”, “le altre amministrazioni si sono date da fare, la nostra no”, e così via.

Una spaccatura a metà nell’opinione pubblica, perlomeno di quella che si esprime sui social: uno dei gruppi Facebook presenti a Caselle ha fatto un sondaggio sulla riapertura del mercato: risultato al 20 aprile 84 NO e 83 SI.

Sempre su Facebook, l’appello del consigliere di Ricominciamo per Caselle Mauro Esposito: “All’aperto con il rispetto delle normative, per il rispetto dei cittadini e dei lavoratori, persone che hanno necessità di non veder fallire le proprie aziende. Sindaco, revochi il divieto! ”.

Cosa risponde il sindaco Baracco, in vista dell’ingresso nella Fase 2, quella della riapertura con la convivenza temporanea ancora con il virus. Le sue parole d’ordine si possono riassumere in gradualità e prudenza: “Qui da noi a Caselle la situazione del contagio sembra moderatamente migliore rispetto ai comuni circostanti; i numeri dei positivi a San Maurizio, Borgaro e Leini sono superiori ai nostri: a Mappano sono vicini ai nostri, ma con metà della popolazione. Non ho la presunzione di dire che questo sia merito di nostre scelte cautelative, i fattori in gioco sono molti. Inoltre la situazione è ancora instabile, non possiamo abbassare la guardia. So che sono scelte impopolari, ma me ne assumo la responsabilità. Nelle riaperture a partire dal 4 maggio, su cui stiamo decidendo in questi giorni, la nostra strategia è quella della gradualità, in maniera da poter permettere un buon nostro monitoraggio, grazie a Polizia Municipale e Protezione Civile, sul rispetto delle regole. Non si deve dare l’impressione che dal 4 maggio ci sia il liberi tutti. Per quanto riguarda il mercato degli ambulanti, probabile quindi che la nostra decisione sarà per la riapertura non lunedì 4 maggio, ma venerdì 8 maggio, con i soli banchi dell’alimentare per il momento. La stessa politica di gradualità sarà adottata per le altre riaperture (cimitero, biblioteca, aree verdi, eccetera)”.

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