Arte, verso Cirié e oltre

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La strada che da Venaria conduce a Lanzo ci invita a fermare il passo nei piccoli centri poiché ricchi di storia e di opere d’arte.

Abbandonata la reggia di Venaria – la Versailles del Piemonte, delizia della Madama Reale Maria Giovanna – ecco l’ambiziosa residenza della Viarana con il salone affrescato, la pieve di San Maurizio che conserva il quattrocentesco ciclo di affreschi con tema “La vita di Gesù” e Caselle che possiede un’importante opera di Defendente Ferrari. Quindi, la ducale Ciriè; qui, di grande significato sono la cappella del Sudario, i dipinti di Robaronzino studiati a fondo per la prima volta da Caterina Calza, le opere del Duomo, in primis nuovamente la “Madonna del Popolo” di Defendente.

Ma di immagini sindoniche occorre parlare visitando Nole Canavese per la presenza di  un affresco da poco riscoperto e proposto agli studiosi e alla venerazione.

La parrocchiale di Balangero si nota di lontano, adagiata sul pendio del breve colle; ne è architetto Mario Quarini ( 1771 ) e un pittore quale Carlo Bossoli la raffigura scenograficamente nell’opera “Quotidiano a Balangero”.

Da decenni scriviamo – sulle colonne di testate pubblicate nella zona di Ciriè – di pittori che esaltano i paesaggi delle Valli di Lanzo senza soffermarci su chi dipinge le terre che corrono da Venaria a Balangero. Si tratta di autori anche importanti quali Angelo Cignaroli che nella “Veduta di Robassomero con la Stura di Lanzo” si ispira a un ampio spazio nel quale borghi e costruzioni si perdono fra l’azzurro delle acque e quello del cielo; è alle “Vaude” che guarda invece Alessandro Poma ( “Ruscello con alberi in inverno” ), mentre un “Cascinale” di San Maurizio Canavese attrae Mario Gheduzzi: una tavoletta preziosa, con molti alberi che fanno da corona alla rustica costruzione d’un tempo.

Nel 2002 il pittore E. G. Mascarotto dipinge il vivace acquerello “Verso Caselle” evidenziando il biancore delle costruzioni, mentre la località di Nole interessa ovviamente a Domenico Buratti – qui nativo – che nel 1943 dipinge sia l’olio “Paesaggio nolese” sia “Nuvole sulla campagna nolese”. Ma già nel 1935 Metello Merlo aveva realizzato l’ottimo dipinto “Controluce-Nole” con una stradina invasa dal sole, una figura e la fitta chioma degli alberi.

Enrico Gamba nel 1882 si sofferma a osservare la campagna che circonda Balangero in un pregevole acquerello su carta mentre Giuseppe Ferraudi – in un’opera esposta a palazzo Lascaris – velocemente raffigura i campi disegnati contro il colle ricco di amianto in un olio datato 1920; e nel 1984 sarà Bartolomeo Delpero a dipingere una tela intitolandola proprio “L’amiantifera”, luogo dove inconsciamente andavamo a giocare da ragazzi portando a casa i lucenti filamenti ( bianco verdastro azzurrognoli ) del pericoloso amianto che pur qualche qualità aveva: la resistenza al fuoco e agli acidi !

Gian Giorgio Massara

 

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