Un buon caffè, magari accompagnato da un piccolo pasticcino, all’ombra in un bel “dehors”… Lo cercavo percorrendo Via Carlo Cravero pensando di parcheggiare la mia auto, proprio lì in prossimità di uno di essi. Illusione, parcheggio zero, ma quanti “dehors” sono spuntati a Caselle?.

Mi dicevo da solo queste cose, e intanto arrivo in Piazza Falcone, uno sguardo al termometro esterno, sono 29 gradi, ci sta un caffè freddo, un momento di relax. Ben felice di trovare un comodo parcheggio in piazza e …due passi eccomi qua, non rimpiangendo per nulla di non aver trovato posto sulla via Carlo Cravero.

“Al di fuori”, traduzione letterale di “dehors” (ma che bello il nostro italiano!): al di fuori di un bar, di un esercizio commerciale, al di fuori di una pizzeria, uno spazio per vivere o meglio per convivere con il coronavirus, per riprenderci la nostra normalità.

Incuriosito da questo “allargamento “, ho interpellato l’assessore al commercio Paolo Gremo che mi ha spiegato con un pizzico di orgoglio, che la nostra Amministrazione ha voluto recepire al meglio le direttive regionali, predisponendo, con una procedura tanto rapida quanto semplice, affinché gli esercenti degli esercizi commerciali su strada, potessero usufruire gratuitamente del suolo pubblico ampliandolo fino a 50 metri quadri.

Una semplice autocertificazione, e via alla concessione.

E l’effetto si è visto: bello, utile, al servizio del cittadino e nel beneficio dei nostri amici esercenti. Seduto, mi godo finalmente il mio caffè freddo.

Così ancor più incuriosito ho voluto visitarli tutti o quasi questi dehors; ho percorso a piedi le due vie principali di Caselle, la via Torino e la Carlo Cravero, il nostro centro.

Trovo all’inizio della via Torino, all’altezza di quella che un tempo si chiamava “porta nuova”, il bar ristorante Tre scalini. Un bel dehors con fioriere, recintato, i cui titolari, Roberto e Stella, sono soddisfatti della bella iniziativa; loro non si sono ampliati all’esterno, hanno abbellito lo spazio.

Venendo verso la Chiesa di San Giovanni, sempre sulla via Torino, troviamo “L’angolo del caffè”. Claudia è veramente soddisfatta della concessione comunale, che addirittura le dà la possibilità di avere assegnato un parcheggio da adibirsi a dehors. Non ha accettato perché secondo lei era un po’ scomodo per la posizione. Una cliente che nel frattempo si gustava anch’essa un caffè aggiungeva: “Lo dica, Claudia qui serve un ottimo caffè”. Subito registrato e scritto: se lo gusti signora, con affetto da Cose Nostre.

Più avanti, quasi di fronte, la storica “Caffetteria Torino”, hanno sempre utilizzato lo spazio esterno sotto il porticato a lato della banca UniCredit, e non si sono ingranditi.

Invece da “Il capriccio da Tiziana”, troviamo Massimo, il simpatico titolare piemontese che subito tiene a dirci che da lui si mangiano dei taglieri alla piemontese…niente male. Il suo dehors? Molto carino, ma non ha potuto allungarsi, anche per via delle tende che riparano i clienti, tuttavia nel rispetto della legge ha sistemato bene i tavoli ed a pranzo, o a cena su ordinazione, da provare le sue specialità.

Poco dopo troviamo il famoso e antico “I Portici”. Una posizione incantevole per tutte le stagioni, riparato dai bellissimi portici dell’ancor più affascinante Palazzo Mosca. Franca, la titolare ha gradito l’iniziativa ed ha allargato i tavolini per quanto poteva. Clienti sereni si godevano quel pochissimo di frescura che quel giorno ci veniva offerto.

Sulla Piazza Boschiassi , “La piazza del Castello”, Alessandro il titolare, di cultura ed esperienza in gestione di bar, si è addirittura lanciato in veri e propri ringraziamenti al Comune di Caselle per quanto fatto e noi, ben felici, li riportiamo.

Lui, alla riapertura, ha chiesto ed ottenuto velocemente la concessione ed eccoci qui, il suo dehors quasi raddoppiato, sotto la tenda clienti che chiacchierano.

Imbocchiamo poi via Carlo Cravero, e troviamo il bar “Torrefazione”, nel momento in cui noi passiamo manca la titolare la signora Anna, tuttavia la sorella ha parole di apprezzamento e ci mostra come anche loro si sono allargati con piacere sulla via.

Poco più avanti, un bel dehors, chiuso all’ora della nostra visita, “Il mondo della pizza”, sono aperti la sera e noi sappiamo quanto buona sia la loro pizza. Verremo a trovarvi un’altra volta.

Ancora poco dopo “Il mulino del principe”, nome che evoca antichi fasti castellani, proprio come il bellissimo bancone che troviamo all’ingresso, dove siamo ricevuti da Federico e Giulio, fratelli, e dal loro papà, insieme a Sara che serve ai tavolini. Apprezzamenti e parole di assoluto elogio al Comune.

Dobbiamo terminare qui il nostro tour per i dehors casellesi, ed ogni volta che visitiamo questi nostri esercizi cittadini ci viene forte la voglia di ricordare a tutti: stiamo e viviamo la nostra città, non ha nulla da invidiare a molte altre.

Proviamoci, approfittando della bella stagione e facciamoci un giretto per i dehors di Caselle.

 

 

 

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Mauro Giordano
Sono nato a Torino il 23 settembre 1947, dove ho studiato e lavorato in tre aziende del settore servizi fino a tutto il 2005, quando, raggiunta l’età pensionabile ho potuto lasciare tutti i miei incarichi. Risiedo a Caselle dal 1970, anno in cui mi sposai trasferendomi da Torino nella nostra città. Fin dal 1970 ebbi l’onore di conoscere ed apprezzare il fondatore del mensile Cose Nostre, il dottor Silvio Passera, il quale fin dal primo numero mi propose di scrivere notizie relative alla Croce Verde, ente di cui facevo parte come milite a Torino e poi come milite della Sezione di Borgaro, poi divenuta Sezione di Borgaro-Caselle essendo stato il fondatore del sodalizio nel 1975. Una più corposa collaborazione con il giornale è avvenuta negli ultimi tempi e sotto la direzione di Elis Calegari, anche per effetto del maggiore tempo disponibile. Attualmente collaboro - con piacere e simpatia -anche alla stesura di notizie generali, ma sempre con matrice sociale. I miei hobby sono sempre stati permeati da una grande curiosità di tutto ciò che mi circonda: persone, fatti, lavoro, natura, buon umore e solidarietà. Ho avuto modo di conoscere tutta l’Italia, ed è questo il motivo che ora desidero dedicare tempo a “Cose Nostre”.

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