A vent’anni dalla grande alluvione. Il tratto casellese in sponda sinistra del torrente Stura ha una lunga storia di eventi alluvionali. A ottobre di quest’anno sono passati 20 anni dalla disastrosa piena del 2000, che si portò via un bel pezzo di Borgata Francia. Negli anni successivi, altri eventi di piena hanno continuato ad erodere il tratto di sponda che va dalla zona picnic di Borgata Francia al Port di Gaij. Anche quest’anno, ci fanno sapere dal Comitato di Borgata Francia e Caldano, un altro pezzettino della vecchia pista ciclabile che costeggiava la Stura se ne è andato giù, inghiottito dal fiume.

Lo stanziamento della Regione Piemonte. L’8 ottobre 2018 la Regione Piemonte, Settore Difesa del Suolo, comunica al Comune di Caselle e al Comitato Borgata Francia e Caldano lo stanziamento di 500.000 euro per l’esecuzione di opere di difesa spondale. Ne dà notizia il Sindaco Luca Baracco, nel Consiglio Comunale del 22 ottobre, precisando che sono ancora da chiarire le modalità operative per utilizzare questi fondi.

Anche l’AIPO si muove. Su Cose Nostre di marzo 2019 appare la notizia che sono iniziati i lavori di messa in sicurezza degli argini del torrente Stura a Borgata Francia, all’altezza dell’area pic-nic. Ma non sono i lavori in carico al Comune di Caselle, utilizzanti lo stanziamento di 500 mila euro previsto dalla Regione Piemonte. Questo cantiere è realizzato direttamente dall’AIPO (Agenzia Interregionale per il fiume Po), come spiega l’ingegner Gianluca Zanichelli, dirigente dell’ufficio di Moncalieri (competente per tutto il Piemonte): “I lavori partiti in regione Prussia riguardano la messa in sicurezza dell’argine del torrente e dovrebbero durare 120 giorni. Sono stati stanziati 230 mila euro e verranno gestiti direttamente dalla nostra agenzia. É giusto precisare che il finanziamento di 500 mila euro per i lavori che verranno gestiti dal Comune di Caselle, sotto la nostra supervisione, sono altra cosa. Abbiamo ritenuto opportuno intervenire subito, stanziando altri fondi, vista la situazione in peggioramento dell’argine, sempre più a ridosso delle case della borgata”. Ma in cosa consistono questi lavori iniziati? Lo precisa, nello stesso articolo su Cose Nostre, l’assessore ai Lavori Pubblici ed alla Protezione Civile, Giovanni Isabella: “Il cantiere aperto dall’AIPO prevede la ricostruzione del “pennello” frangiflutti, che era posto di fronte all’area pic-nic distrutto definitivamente dall’ultima piena avvenuta con le piogge primaverili. Inoltre, verrà realizzato un canalone lato sponda destra della Stura, per deviare il flusso dell’acqua dalla sponda sinistra, ossia quella lato Borgata Francia, verso quella destra per l’appunto, per limitare l’erosione dell’argine. Questi ulteriori fondi stanziati si sono resi necessari per il carattere d’urgenza dell’intervento. Infatti, per poter utilizzare i 500 mila euro messi a nostra disposizione dalla Regione le tempistiche sono necessariamente più lunghe: a breve daremo incarico ad un professionista per la progettazione”. 

Il Comune affida l’incarico per la progettazione. Le tempistiche per l’affidamento dell’incarico professionale, a cui faceva riferimento l’assessore Isabella l’anno scorso, si sono poi dilatati, anche per via, nel frattempo, dell’arrivo dell’emergenza Covid. È infatti con determinazione n. 312 in data 16 luglio di quest’anno che viene affidato allo studio tecnico professionale dell’ing. Germana Cat Genova, di Corio Canavese, l’incarico per progettazione, direzione e contabilità lavori, coordinamento sicurezza in fase progettuale e di esecuzione, collaudo, supporto per contatti con la Regione Piemonte. La professionista il 6 ottobre consegna il progetto preliminare al Comune di Caselle, che con delibera di Giunta del 15 ottobre lo approva.

L’assessore Isabella spiega quali saranno i passi successivi: “Questo progetto preliminare è stato redatto seguendo le linee guida fornite da AIPO. L’anno scorso infatti c’era stato il sopralluogo dell’agenzia con i nostri uffici tecnici lungo il greto del fiume e avevamo preso noto delle indicazioni che allora erano emerse. Ora il progetto ripasserà da loro per l’approvazione definitiva, in maniera da essere sicuri di fare un intervento che spenda bene quei 500.000 euro che ci sono stati messi a disposizione”.

Ecco gli interventi previsti, in sponda sinistra… La relazione progettuale dell’ing. Cat Genova premette che la finalità dell’intervento non è solo il miglioramento delle difese del territorio di Borgata Francia, ma si estende a tutto il concentrico di Caselle.

“L’intervento è stato studiato per ridurre il rischio che un filone della corrente di piena possa aggirare da monte la difesa esistente a protezione della frazione Prussia, prendendo la direzione verso il centro abitato di Caselle. È presente infatti sul territorio un punto di possibile entrata della corrente di piena attualmente interno alla fascia “A” del PAI, dove però la morfologia e la depressione del terreno potrebbero portare alla formazione del suddetto filone della corrente.”

Per comprendere il concetto, occorre fare riferimento alla planimetria da foto aerea allegata al progetto, ove sono riportati schematicamente i tratti di difesa esistenti (in colore arancione) e gli interventi previsti in progetto (in colore azzurro). Il toponimo Prussia riportato sulla carta è l’antico nome del luogo ove si è sviluppata la Borgata Francia. A protezione di tale borgata, dopo l’alluvione del 2000 furono realizzati due tratti di difese spondali fatti con massi di cava. Il tratto di monte, lungo 780 metri, è attrezzato con quattro “pennelli”, che si staccano perpendicolarmente dalla scogliera principale, indicati sulla planimetria con le sigle P1, P2, P3 e P4, e che hanno la funzione di smorzare le onde di piena. Il pennello P4, posto proprio di fronte all’area picnic, è quello più esposto; ricostruito e rafforzato con micropali nei lavori AIPO della primavera 2019, è stato nuovamente danneggiato e mozzato in testa nelle piene successive. Il tratto di valle, lungo 550 metri, dispone di altri due pennelli: P5 e P6.

Evidenziato in giallo nella figura, il punto debole a monte dove potrebbe infilarsi la corrente di piena. In corrispondenza di quel possibile varco, la relazione dell’ing. Cat Genova prevede la necessità di prolungare verso monte la difesa spondale, tramite la posa di scogliera in massi di cava per una lunghezza di 267 metri. Tale tratto di difesa spondale sarà in parte nel comune di Caselle, in parte in quello di San Maurizio.

 

… e in sponda destra. “In sponda destra invece è presente un tratto di difesa il cui tratto terminale potrebbe accentuare l’azione erosiva della corrente verso il tratto di difesa, presente in destra, in corrispondenza del pennello n° 4. Tale difesa in sponda presenta pure alcuni inizi di dissesti e quindi si rende necessaria la sistemazione e revisione della difesa in sponda, e della sua parte terminale.” Così recita la relazione dell’ing. Cat Genova, a proposito dell’intervento da fare sulla sponda lato Robassomero.

Sull’effetto negativo che gioca l’esistente massicciata in pietra presente in sponda destra, a causa dell’effetto biliardo che provoca facendo rimbalzare la corrente in sponda sinistra, si era già pronunciata ufficialmente la Regione Piemonte, con lettera del 14 maggio 2018, dopo il sopralluogo congiunto fatto il 27 febbraio 2018 con i tecnici dell’AIPO. Proprio a seguito di tale sopralluogo e alla volontà di intervenire sulle criticità emerse la Regione aveva attivato, nei mesi successivi, lo stanziamento dei 500.000 euro.  

 

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