Francesco Marinaro
“WUJI”
Terracotta patinata

Contrariamente all’infelice pausa del 2020, a Castellamonte è stato possibile quest’anno dare avvio alla sessantesima edizione della Mostra della Ceramica, la cui prima inaugurazione avvenne nel 1961. Sindaco della città era Carlo Trabucco, scrittore e intellettuale antifascista, oggi celebrato attraverso testi e fotografie nel Centro Congressi Piero Martinetti. Nella stessa sede si ricorda altresì Nicola Mileti – artista, ceramista, grafico e curatore della Mostra dal 1981 al 2001-, di cui ricorre il ventesimo anniversario della scomparsa; è ivi allestita inoltre “Ceramiche sonore”, esposizione (che diverrà permanente) di cinquecento dei tremila fischietti in terracotta, provenienti da tutto il mondo, donati alla città dal ceramista Mario Giani, in arte “Clizia” (1923-2000), allievo di Richard Bampi e Mario Giansone. Opere dell’artista, esposte a fianco dei fischietti, sono state prestate dal Museo Clizia di Chivasso.
Al piano inferiore si ammirano invece gioielli ceramici nella decima edizione di “Terre Nuove”, evento ideato da CNA Federmoda.
L’Amministrazione comunale di Castellamonte, sotto la guida del Sindaco Pasquale Mazza e dell’Assessore alla Cultura Claudio Bethaz, ha lavorato di concerto con associazioni, istituzioni, volontari e Parrocchia.
Castellamonte appartiene inoltre all’AICC (Associazione Italiana Città della Ceramica), con sede a Faenza, di cui la città di Albissola Marina è uno dei soci fondatori.
Finalmente è avvenuto il “Ritorno alla Rotonda Antonelliana” (la chiesa incompiuta progettata da Alessandro Antonelli, fronteggiante l’”Arco in Cielo” firmato da Arnaldo Pomodoro), cornice storica della Mostra seppur rimasta inutilizzata per anni: sono infatti accolte nell’abbraccio delle mura ottocentesche monumentali opere di artisti castellamontesi e canavesani tra cui Sandra Baruzzi, Roberto Castellano, Daniele Chechi, Miro Gianola, Roberto Perino, Brenno Pesci e Nino Ventura. Nel vicino Centro Anziani espongono creazioni, di dimensioni ridotte, soci dell’Associazione Artisti della Ceramica in Castellamonte (AACC), tra cui Anna Banfi, Maurizio Bertodatto, Germano Casone, Rosaria Di Dio, Gilda Brosio, Gianni Piccazzo, Marina Capra, Marina Pautasso, Sonja Perlinger, Livio Girivetto Mensio, Antonella Marietta e Susanna Locatelli.
Fulcro della manifestazione è il concorso “Ceramics in Love Three”, curato da Giuseppe Bertero e ospitato a Palazzo Botton, a cui hanno partecipato 110 artisti selezionati, provenienti da 26 nazioni.
La giuria, composta da Gian Giorgio Massara (Presidente onorario), Antonio Balestra, Marco Basso, Giovanni Cordero, Sandro Lorenzini, Angelo Mistrangelo, Alessio Stefanoni e Matteo Zauli ha assegnato i premi a Lucia Carpentieri (“Tassellatura 0022”, primo premio), Sara Dario (“Quel che affidiamo al vento”, secondo), Dorota Maria Adamska (“Messenger”, terzo). Artisti segnalati risultano Ming-Shun Cho, Ivan Kanchev e Guglielmo Marthyn, mentre Natalia Abramishvili e Francesca Formia hanno ricevuto rispettivamente primo e secondo Premio Giovani “Silvana Neri”.
Fra gli autori canavesani selezionati compaiono infine Roberto Bisacco, Laura Gorrea, Cristian e Maurizio Grandinetti, Luca Gris, Angelo Pusterla e Mara Tonso.
Al piano superiore di Palazzo Botton è allestita la mostra in omaggio a Renzo Igne (scomparso nel 2001), docente e ceramista che lavorò finanche per l’architettura; le facciate e gli interni dell’Hotel Garden Lido di Loano, edificio progettato dall’architetto castellamontese Cesare Acrome, sono decorate con pannelli realizzati da Igne. La consorte, Maria Morandini, ci racconta che il ceramista era una persona schiva, non per superbia ma perché preferiva alle mostre l’attività pratica, che per lui era un “gioco”; grande osservatore, l’artista conduceva una continua ricerca sia sugli impasti di terre sia sugli ossidi, fino ad ottenere il risultato atteso.
Lungo i portici del Municipio si possono conoscere esempi delle stufe note in tutto il mondo, prodotte in città da laboratori quali La Castellamonte, Ceramiche Cielle, Ceramiche Castellamonte di Elisa Giampietro e Ceramiche Grandinetti.
Sono altresì visitabili il Cantiere delle Arti e la nuova sede espositiva di Giose e Corrado Camerlo.
Accanto all’esposizione “Terra Promessa” a cura di Vittorio Amedeo Sacco, presso il Centro Ceramico Museo Fornace Pagliero si susseguono quindi le opere di Giovanni Matano, sculture in ceramica, legno e pietra, ispirate alle maschere africane, e dipinti dagli accenti metafisici, nella Mostra Antologica 1970-2021.
Ai corsi del Liceo Artistico 25 Aprile-Faccio, ulteriore sede della Mostra della Ceramica, si formarono numerosi professionisti. Con l’intento di mantenere viva la memoria storica della scuola, è nata l’”Associazione Culturale Ex-Allievi Felice Faccio Castellamonte”; l’Istituto festeggerà infatti nel 2022 il secolo di fondazione.
Decano dei ceramisti e pittore, Miro Gianola interpreta infine i “castelletti” (tipiche strutture naturali dovute al terreno argilloso, raggiungibili per mezzo di un servizio navetta) nell’esposizione di dipinti “Genesi e mutamento”, presso la Società di Sant’Anna Boschi, a cura di Ezio Viano.
La Mostra della Ceramica rappresenta dunque un evento attraverso cui realtà locali ed internazionali convergono evidenziando le potenzialità di un territorio ricco di bellezze naturalistiche, artistiche e storiche.
Tiziano Rossetto

 

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